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Lo sai che? Dare cibo ai piccioni: chi sporca paga?

Lo sai che? Pubblicato il 13 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 marzo 2017

Il Sindaco può emettere un’ordinanza in cui vieta di dare briciole e cibo a uccelli e animali randagi; resta l’obbligo di non sporcare il suolo pubblico quando da ciò derivi pericolo per la salute collettiva.

Multe per chi sporca la strada, anche se l’intento è filantropico, come nel caso chi dà da mangiare ai piccioni. La prima cosa da fare è verificare se esiste un’ordinanza del Sindaco che vieti, espressamente, di lasciare per terra briciole di pane o altri alimenti anche se per alimentare animali randagi (gatti, cani) o uccelli. Se anche non c’è questo divieto stabilito dalle autorità locali, resta comunque l’obbligo di non sporcare il suolo pubblico e di pulirlo in caso di rischio per la salute pubblica, come quando si lasciano avanzi di cibo per i marciapiedi. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa rischia chi dà cibo ai piccioni.

È legale dare briciole di pane ai piccioni?

Chi dà da mangiare ai piccioni può trovarsi nei guai con la giustizia se il sindaco o qualche vigile è intransigente. È vero che, nei parchi e sulle aiuole, si tratta di un comportamento ormai socialmente tollerato, ma vi sono alcuni luoghi – specie quelli di interesse storico o le vie del centro – in cui lasciare briciole per strada può costare una multa.

Immaginiamo di fare una gita e trovarci in una bella piazza assolata, dove i nostri bambini iniziano a giocare con i piccioni, a rincorrerli per farli volare. Qualche bambino inizia anche a dar loro qualche piccolo pezzo di merenda, sporcando il suolo di briciole. Un vigile interviene e – con nostra immensa sorpresa – inizia a compilare una multa, spiegandoci che è «vietato dar cibo ai piccioni e agli altri uccelli». Cerchiamo di far capire che non ne eravamo informati, che nella città dove abitiamo i bambini possono dare da mangiare agli animali senza problemi, purché si ripulisca il suolo dai residui, cosa che sicuramente avremmo fatto anche in questa circostanza. Ma il vigile è irremovibile: non accetta repliche e ci porge un salatissimo verbale. Chi ha ragione?

In una recente sentenza, il Tar Sicilia ha affrontato la questione e ha sentenziato nel seguente modo: sebbene, “di norma”, non sia vietato dare da mangiare a piccioni o gatti randagi, fatta salva la necessità di non sporcare il suolo pubblico, è facoltà del sindaco di ciascun Comune emanare ordinanze locali atte a porre il divieto di dare cibo ad animali in luoghi pubblici. Divieto che deve essere rispettato da chiunque, anche da chi proviene da città lontane e potrebbe non essere al corrente (sul punto, però, vi è giurisprudenza che ritiene che l’ordine del sindaco è valido solo se conosciuto o conoscibile, e quindi portato a conoscenza dei cittadini e dei turisti con apposita segnaletica, anche di tipo amovibile).

Pertanto, oltre a munirsi di scopa e paletta, è sempre bene informarsi al Comune se esistono norme che impongono specifici divieti: ove emanate, la multa è da pagare.

E se la strada è privata? Le cose non cambiano neanche per i condomini dove gli stessi proprietari potrebbero far causa all’amico degli animali che sporca il giardino o l’androne solo per dar da mangiare a piccioni, gatti o cani. Fermo restando che lo stesso Sindaco potrebbe emanare un’ordinanza in cui vieti, pure negli spazi privati, di sporcare il suolo, trattandosi di un comportamento che può incidere sull’igiene pubblica.


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