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Ape volontaria, come fare domanda di anticipo pensionistico

13 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2017



In arrivo i decreti attuativi sull’anticipo pensionistico: come e quando sarà possibile richiedere l’Ape volontaria per uscire dal lavoro.

Tra pochissimo tempo sarà possibile richiedere l’Ape, cioè l’anticipo pensionistico, che consentirà ai lavoratori il collocamento a riposo a partire dai 63 anni di età: in questi giorni, difatti, si sta completando la definizione dei decreti attuativi in materia, che hanno il compito di stabilire, tra i vari aspetti, anche l’ammontare delle penalizzazioni  che l’anticipo della pensione comporta.

La platea dei potenziali interessati alla misura è molto ampia e comprende tutti coloro che hanno compiuto 63 anni di età e possiedono almeno 20 anni di contributi (esclusi gli iscritti alle casse dei liberi professionisti). La procedura per ottenere l’anticipo pensionistico è abbastanza complessa e consiste in diverse fasi: cerchiamo di fare il punto sul suo funzionamento, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte dei decreti attuativi di prossima emanazione.

Ape volontaria: come funziona

Innanzitutto è opportuno chiarire il funzionamento dell’anticipo pensionistico: l’Ape consiste in un prestito (con natura di credito al consumo) erogato mensilmente da una banca, esente da tassazione, che l’interessato può scegliere di percepire per un determinato periodo, che precede la maturazione dei requisiti previsti per la pensione di vecchiaia: il periodo non può essere superiore a 3 anni e 7 mesi.

Dato che questo trattamento è erogato per scelta si parla di Ape volontaria, per distinguerla dall’Ape sociale, che è invece una prestazione erogata dallo Stato, che non va restituita.

A proposito della restituzione del prestito relativo all’Ape volontaria, questo finanziamento va restituito gradualmente, nell’arco di 20 anni, con rate di ammortamento mensili: queste rate saranno poi trattenute direttamente sulla pensione, una volta maturata.

Per coprire il rischio di eventuale premorienza, con successiva impossibilità di restituire la somma percepita a titolo di Ape, il prestito deve essere garantito da una polizza assicurativa obbligatoria: in questo modo, l’impossibilità di restituire il prestito non produce conseguenze sulla eventuale pensione ai superstiti, che viene quindi pagata regolarmente.

L’Ape non è, dunque, una prestazione pensionistica vera e propria, ma un trattamento che accompagna al pensionamento un lavoratore che, in possesso dei requisiti, voglia cessare l’attività lavorativa o si trovi senza occupazione: grazie all’anticipo pensionistico, l’interessato non resta senza reddito, ma percepisce un trattamento sotto forma di prestito, per un breve periodo di tempo, accettando di addebitarlo sulla futura pensione.

Ape volontaria: requisiti

Possono accedere all’Ape volontaria i lavoratori che siano iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi), nonché alle forme sostitutive ed esclusive dell’Ago e alla Gestione separata Inps, a condizione che:

  • abbiano compiuto il 63° anno di età;
  • siano in possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • maturino il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • non siano già titolari di pensione diretta (ad esempio non siano titolari di assegno ordinario di invalidità);
  • la pensione attesa sia di importo non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, al netto della rata di ammortamento dell’Ape: considerato che nel 2017 la rata mensile della pensione minima ammonta a 501,89 euro, l’importo non deve essere inferiore a 702,65 euro.

Ape volontaria: ammontare

L’ammontare dell’Ape volontaria, che può essere erogata non oltre la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, ma per un minimo di 6 mesi, sarà stabilito da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.), che deve essere emanato, come abbiamo accennato, in questi giorni.

Il decreto disciplinerà, in particolare i criteri, le condizioni e gli adempimenti per l’accesso al finanziamento, nonché il funzionamento del Fondo di garanzia dello Stato, come pure le comunicazioni periodiche alla persona che ha ottenuto il finanziamento e ha stipulato l’assicurazione, assieme a specifiche e ulteriori disposizioni.

Ape volontaria: come presentare la domanda

Le persone interessate a ottenere l’Ape in possesso dei requisiti potranno, con tutta probabilità a partire da maggio 2017, presentare l’apposita domanda all’Inps.

In particolare, per ottenere il trattamento dovranno presentare all’Inps, per via telematica, tramite il portale web dell’istituto, o tramite patronati, la domanda per ottenere la certificazione del diritto all’anticipo finanziario.

L’Inps, a sua volta, nel certificare il diritto, specificherà la misura dell’importo minimo e massimo dell’Ape, calcolato sulla base delle disposizioni dettate dal decreto in corso di emanazione.

Ricevuta la certificazione, le persone interessate (eventualmente avvalendosi anche in questo caso della collaborazione dei patronati) dovranno presentare all’Inps:

  • la domanda di Ape;
  • una contestuale domanda di pensione di vecchiaia, da liquidarsi al momento di perfezionamento dei requisiti.

Per chi non si avvarrà dei servizi dei patronati, la domanda andrà presentata esclusivamente tramite l’uso dell’identità digitale Spid di secondo livello, e con moduli che saranno approvati dal decreto che sta per essere emanato.

Nella domanda andranno esposti il soggetto finanziatore, cioè la banca, nonché l’assicurazione che si assumerà il rischio premorienza: finanziatore e assicurazione potranno essere scelti tra quelli che aderiranno agli accordi quadro da stipulare, a seguito dell’entrata in vigore del citato decreto, tra i Ministri dell’economia e finanza, e del lavoro e delle politiche sociali, con l’Associazione bancaria italiana (Abi), l’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) e altre imprese assicurative primarie.

In questi accordi saranno inoltre definiti il tasso di interesse e la misura del premio assicurativo per premorienza.

Le domande di Ape e di pensione di vecchiaia non sono revocabili, ma il cittadino ha 14 giorni per recedere dal contratto di assicurazione.

Avviata la procedura, la banca trasmette all’Inps e alla persona interessata il contratto di prestito, ovvero un provvedimento di reiezione della domanda, che in tal caso è priva di effetti, come nel caso di recesso dovuto a ripensamento del lavoratore.

Il prestito ha decorrenza dalla data di perfezionamento del contratto e viene erogato entro 30 giorni lavorativi da tale data: è erogato per 12 mensilità, in quanto non si tratta di una prestazione pensionistica.

Ape volontaria: restituzione del prestito

Il prestito viene poi restituito alla banca dall’Inps, che effettua le trattenute direttamente sulle singole rate di pensione, entro 180 giorni dalla data di scadenza di ogni singola rata.

In alternativa alla restituzione del prestito lungo il periodo di 20 anni, la norma prevede che un pensionato possa estinguere anticipatamente il debito in base a modalità regolate dal decreto in corso di emanazione.

Ape volontaria: credito d’imposta

Sugli interessi del finanziamento e sui premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza, è riconosciuto un credito d’imposta annuo nella misura massima del 50% di un ventesimo degli interessi e dei premi complessivamente dovuti.

Questo credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef ed è recuperato direttamente dall’Inps nella sua qualità di sostituto d’imposta.


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11 Commenti

    1. Al 90 parte ma il governo e in forte ritardo non sono stati fatti decreti attuativi forse ancora non anno chiuso accordo con banche e assicurazioni x sapere i costi reali al momento solo previsioni sui costi reali .

  1. I decreti attuativi tardano ad arrivare , se per l’ape I tempi sono stretti per I lavori usuranti sono strettissimi, visto che l’inps dovrà verificare la metà vita lavorativa per accertare il requisite, e rispondere entro ottobre …ma se uno raggiunge I requisiti prima , diciamo entro l’anno , le cose si complicano…perciò la risposta secondo me deve arrivare prima.E poi cosa vuol dire metà vita lavorativa , visto che arriverò a lavorare per 42 anni …dovrò necessariamente comprovare 21 anni?

  2. 20 anni di contributi mi risulta essere la “normale” soglia minima per la pensione; il famoso decreto Amato ha ridotto a 15 gli anni se versati entro il 1992, pertanto chi rientra in questo caso potrà a 67 anni andare in pensione (scusate la sintesi).
    Quanto appena detto è corretto? Se lo è, chi rientra nel decreto Amato potrà chiedere l’APE volontaria o tale ipotesi dovrà essere espressamente citata nei decreti per essere applicabile ???

    1. Io penso che siamo fortemente in ritardo e per la scuola andare in pensione con l’APE, quindi bisogna stare in guardia per l’anno prossimo, sempre che non sia molto penalizzato

  3. Sono nato il 27 agosto 1954. Al momento ho circa 39 anni e 11 mesi di contribuzione di lauree (in corso di riscatto), di specializzazione (in corso di riscatto) e del mio lavoro di medico dipendente ULSS, escluso il Servizio Militare (ho chiesto l’accredito recentemente). Sono iscritto all’ Ordine dei farmacisti dal 1981 e all’ Ordine dei medici (Fondo generale quota A) dal 1988. Domande:
    1) Le contribuzioni degli ordini professionali ai quali ho pagato molti anni di contribuzione, valgono per il cumulo gratuito dei contributi? Se si, avendo pagato tutti gli anni di iscrizione un montante contributivo pari a circa 55.000 Euro (dato pervenuto dal mio estratto contributivo all’INPS), questa somma a quanto corrisponde in termini di anni di anticipazione della pensione?
    2) Ho contributi (pochi) dall’ENPALS. Valgono per il cumulo gratutito?
    3) Compio 63 anni il 27 agosto 2017. Ce la farei ad andare in pensione anticipata secondo la Fornero, con 42 anni e 10 mesi con tutto quello che ho elencato prima?
    4) Qualora non riuscissi a raggiungere i fatidici 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata, posso assommare cumulo contributi, pensione anticipata e APE volontaria? Grazie

  4. Peggior capestro di questo oltre alla legge fornero non potevano inventarne…tutti sanguisuga e parassiti alle spalle dei lavoratori…ma va a morì amnazzato mille volte tu e tutta la tua settima generazione ….

  5. Ho 64 anni e se volessi andare in pensione tre anni prima senza chiedere il prestito e pertanto senza assegno, non posso? Non volgio prestiti dalla Banca

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