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Ape sociale, cos’è e a chi spetta

2 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 aprile 2017



Anticipo pensionistico a carico dello Stato: come funziona, a chi spetta, a quanto ammonta, come si richiede.

L’Ape sociale è un’indennità che spetta fino al conseguimento dei requisiti di età e di contribuzione necessari alla pensione di vecchiaia, destinata ad alcune categorie di lavoratrici e lavoratori che si trovano in particolari condizioni e sono in possesso, a seconda delle ipotesi, di un minimo di 63 anni di età e di 30 o 36 anni di contributi.

Anche l’Ape sociale, quindi, come la cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico: tuttavia, mentre l’Ape volontaria è un trattamento corrisposto grazie a un prestito bancario, che va restituito con trattenute sulla pensione, l’Ape sociale è erogata direttamente dallo Stato e non comporta trattenute sulla futura pensione.

Ape sociale: a chi spetta

Nel dettaglio, possono accedere all’Ape sociale le lavoratrici e i lavoratori che abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa, non siano già titolari di pensione diretta, e siano in possesso di  un minimo di 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

I lavoratori devono appartenere, nello specifico, a una delle seguenti categorie:

– lavoratori in possesso di almeno 30 anni di contributi che, al momento di decorrenza dell’Ape sociale:

  • risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, che hanno terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
    • assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104;
    • possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;

– lavoratori in possesso di almeno 36 anni di contributi che, al momento di decorrenza dell’Ape sociale:

  • prestano da almeno 6 anni, in via continuativa, attività lavorative dipendenti particolarmente difficoltose e rischiose, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ape sociale: come si calcola

Il calcolo dell’Ape sociale viene effettuato secondo il normale criterio di calcolo della pensione, ma il suo importo non può comunque essere superiore al limite mensile di 1.500 euro, senza possibilità di rivalutazioni future. L’Ape sociale è corrisposto, ogni anno, per 12 mesi, anziché 13, in quanto non è un trattamento pensionistico vero e proprio, ma un anticipo pensionistico corrisposto sotto forma di indennità.

La legge che ha istituito l’Ape sociale (cioè la Legge di bilancio 2017) non dice, come nel caso dell’Ape volontaria, che il trattamento è esentasse: si deduce, quindi, che l’Ape sociale è regolarmente tassata come reddito da lavoro dipendente.

Ape sociale: incompatibilità

L’Ape sociale è incompatibile con la percezione di prestazioni a sostegno del reddito conseguenti allo stato di disoccupazione. In particolare è incompatibile:

  • con la Naspi;
  • con l’Asdi (assegno di disoccupazione);
  • con l’indennizzo per commercianti.

È invece compatibile:

  • con la percezione di redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nel limite di 8000 euro all’anno;
  • con la percezione di redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite annuo di 4800 euro.

Inoltre, il beneficiario decade dal diritto all’indennità se raggiunge i requisiti la pensione anticipata (ad esempio, può accadere che Tizio, disoccupato, riprenda l’attività lavorativa nel periodo di percezione dell’Ape sociale e raggiunga, così, i contributi utili alla pensione anticipata).

Ape sociale: domanda

Per quanto riguarda la domanda di Ape sociale, si attende, al momento, l’emanazione di un decreto che:

  • definisca le modalità attuative della prestazione;
  • fissi le procedure per accertare il diritto all’indennità;
  • detti le istruzioni relative alla predisposizione della documentazione necessaria per la trattazione delle diverse fasi dell’istruttoria amministrativa e decisionale.
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