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Si possono rottamare le cartelle dell’eredità?

13 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2017



Gli eredi possono rottamare le cartelle del defunto presenti nell’eredità, per ottenere l’annullamento degli interessi di mora.

Se il defunto ha lasciato in eredità debiti fiscali e previdenziali, ad esempio con l’Agenzia delle Entrate, con l’Inps e con i Comuni, gli eredi possono chiedere la rottamazione delle cartelle. Mentre le sanzioni del defunto per legge non possono essere trasmesse agli eredi, è necessario presentare la domanda di rottamazione per ottenere anche l’annullamento degli interessi di mora. Ma facciamo un passo indietro.

Cosa fare quando nell’eredità sono presenti dei debiti?

Chi muore lascia in eredità non solo i suoi beni, come gli immobili, il denaro, l’automobile e via dicendo, ma anche eventuali debiti, che sono stati contratti durante la vita.

Tra i debiti accumulati dal defunto, spesso si trovano anche debiti con l’Erario, ovvero cartelle di pagamento notificate al soggetto quando era in vita e da questo non pagate.

Naturalmente, gli eredi non sono obbligati a pagare le cartelle del defunto, così come non sono tenuti a farsi carico in generale dei debiti dell’eredità.

Per evitare di rimanere obbligati al pagamento dei debiti del defunto, gli eredi devono rinunciare all’eredità o accettare l’eredità con beneficio di inventario. In base a quest’ultima speciale procedura, che spieghiamo nell’articolo Accettazione eredità con beneficio di inventario: come, costi e documenti, i debiti e le cartelle dell’eredità vengono pagati solo con il denaro dell’eredità, e non anche con quello personale dell’erede.

Gli eredi devono pagare le cartelle dell’eredità?

Se gli eredi accettano l’eredità lasciata dal defunto, sono tenuti per legge anche al pagamento delle cartelle che il defunto in vita non ha pagato.

La legge prevede però, in ogni caso, che le sanzioni contenute nella cartella vengano cancellate [1]. In questo modo gli eredi ottengono uno sconto sulla somma indicata nella cartella, che varia da caso a caso.

Facciamo un esempio.

In una cartella, notificata per riscuotere tasse non pagate, saranno presenti almeno queste voci:

  • le imposte non pagate dal defunto, tipo imposte sui redditi, imposta di registro, bollo auto, etc.;
  • le sanzioni che per legge scattano quando l’imposta in questione non viene pagata;
  • gli interessi di mora, che maturano giorno per giorno fin quando non viene effettuato il pagamento;
  • le spese di notifica della cartella.

Dunque, poiché gli eredi per legge non sono tenuti a pagare le sanzioni che erano state irrogate nei confronti del defunto, il debito dell’eredità, a carico degli eredi, sarà costituito dall’imposta non pagata, dagli interessi e dalle spese di notifica della cartella.

Per ottenere concretamente l’annullamento delle sanzioni è necessario recarsi agli sportelli dell’Agente della Riscossione o presentare una apposita istanza.

Conviene rottamare le cartelle dell’eredità?

Fino al 31 marzo c’è tempo per presentare all’Agente della riscossione l’istanza per la definizione agevolata, meglio nota come rottamazione delle cartelle [2].

Con la rottamazione il contribuente ottiene uno sconto sulla somma da pagare, indicata nella cartella di pagamento. Precisamente vengono annullati le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio calcolato su questi importi.

Dunque gli eredi, che abbiano ricevuto in eredità anche delle cartelle di pagamento, possono presentare istanza di rottamazione per ottenere l’annullamento degli interessi di mora, tanto più alti quanto più vecchia è la cartella lasciata in eredità dal defunto.

Ricapitolando, gli eredi che abbiano trovato nell’eredità anche delle cartelle di pagamento:

  • possono sempre chiedere all’Agente della Riscossione l’annullamento delle sanzioni comminate al defunto;
  • possono chiedere, fino al 31 marzo 2017, la rottamazione delle cartelle per ottenere l’annullamento degli interessi di mora.

note

[1] Art. 8 D.Lgs. 18.12.1997 n. 472 e art. 7 L. 24.11.1981 n. 689.

[2] Art. 6 D.L. 22.10.2016 n. 193.

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1 Commento

  1. Buonasera,
    ho bisogno di un consulto urgente in quanto il prossimo 30 novembre vi è una scadenza importante, Le illustro la situazione:
    – mio padre, deceduto ad aprile 2017, è stato raggiunto da una cartella esattoriale del 2007 per imposte evase nel 1984 da un suo zio da cui ha poi ereditato del patrimonio;
    – ad ottobre 2016 l’importo totale della cartella si aggirava intorno ai 14.000 euro di cui:
    a) 8.600 (4622 registro INVIM e 1349 sanzione pecuniaria INVIM – 2000 registro interessi tasse e imp. ind. e 366 sanzione pecuniaria imposta di registro, 186 registro imposte ipotevarie) ;
    b) 4600 interessi di mora
    C) 834 aggio

    – sempre ad ottobre 2016 accede ad un piano di RATEIZZAZIONE di 72 rate pagando solamente la prima rata di 488 euro
    – pochissimi giorni prima di venire meno, chiede ed ottiene la ROTTAMAZIONE per un totale di 7.460 euro da pagare in due rate entro luglio 2017 e aprire 2018;
    – dopo la sua morte il commercialista ci ha detto di attendere una nuova comunicazione dall’AGENZIA DELLE ENTRATE e che il debito sarebbe passato all’erede con la stessa cifra della rottamazione se non meno;
    – oggi ho avuto modo di leggere un articolo sul sole 24 ore in cui si parla del rinvio dal 30 novembre al 7 dicembre per sanare le omissioni non pagate a luglio (manovra art. 1 dl 148/2017) e che non ci saranno ripescaggi con prossima rottamazione per chi ha aderito a quella del 2017.
    – documentandomi ho avuto modo di leggere che all’erede vengono trasmessi gli interessi MORATORI che sono invece ora esclusi nella rottamazione avviata dal defunto.

    Alla luce di quanto sopra cosa mi consiglia di fare?
    Il debito che andrei ad ereditare comprenderebbe anche gli interessi di mora (4600 euro)?
    In questo caso mi conviene pagare la prima rata della rottamazione entro il 30 novembre/7 dicembre?

    Ringrazio anticipatamente

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