Diritto e Fisco | Articoli

Divisione eredità: sì rimborso al coerede che migliora il bene

5 Aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Aprile 2017



Il coerede, in qualità di mandatario tacito o di utile gestore, ha diritto al rimborso delle spese sostenute per miglioramenti e addizioni della cosa comune.

 

Il coerede, in qualità di mandatario tacito o di utile gestore, ha diritto al rimborso delle spese sostenute per miglioramenti e addizioni della cosa comune [1]. Guardando al contrario la questione, il coerede che abbia chiesto la divisione del bene comune, dimostrando in tal modo di voler beneficiare dell’utilità e di voler trarre vantaggio dalla gestione altrui, deve rimborsare per la sua quota le spese sostenute per il miglioramento dell’immobile, anche se non siano state preventivamente autorizzate [2]. È quanto disposto in una recente sentenza del Tribunale di Trani [3]: nell’ambito di una causa di divisione di beni caduti in successione, due fratelli chiedevano alla sorella la restituzione delle somme pagate per i lavori e le migliorie apportate all’immobile di proprietà comune.

Si parla di comunione ereditaria quando la proprietà o altro diritto reale su una cosa spetti a più soggetti insieme in conseguenza di una successione a causa di morte. Mentre nella comunione ordinaria (che si ha quando la proprietà o altro diritto reale su uno o più beni spetti a più persone non per successione a causa di morte ma, ad esempio, a seguito di un atto di acquisto congiunto da parte di più persone) ogni partecipante può liberamente alienare la propria quota, in quella ereditaria, i coeredi hanno diritto di essere preferiti agli estranei: in pratica, se uno di loro vuole cedere la sua quota o una parte di essa, al coerede spetta il diritto di prelazione, cioè il diritto di essere preferito nella cessione.

Ogni coerede può sempre chiedere la divisione. La divisione ereditaria è, infatti, l’atto con il quale si scioglie la comunione ereditaria, che sorge nel caso in cui vi siano più eredi del patrimonio del defunto.

Se uno dei coeredi abbia sostenuto spese per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili in comproprietà, egli in qualità di mandatario tacito ovvero di utile gestore, ha diritto al rimborso delle spese sostenute per miglioramenti ed addizioni della cosa comune.

Nel caso oggetto di sentenza, la sorella non ha contestato la realizzazione dei lavori, piuttosto ha sostenuto di non esserne a conoscenza, o comunque, di non averli autorizzati. Per cui deve procedere al rimborso.

note

[1] Cass. sent. n. 2069 del 1957 e Cass. sent. n. 16206 del 27.06.2013.

[2] Cass. sent. n. 385 del 1966.

[3] Trib. Trani sent. n. 455 dello 01.03.2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI