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Ingiunzione fiscale: si può rottamare?

6 Dicembre 2016
Ingiunzione fiscale: si può rottamare?

Quando il comune non usa Equitalia ma l’ingiunzione di pagamento, è possibile accedere alla procedura di definizione agevolata (rottamazione delle cartelle)?

Ci si chiede se anche con l’ingiunzione fiscale – e non con la riscossione a mezzo di ruolo Equitalia – sia possibile rottamare la cartella, ovvero accedere alla procedura di definizione agevolata del pagamento.

La risposta è sì. Ecco come.

Riscossione coattiva per mezzo di ingiunzione: come funziona

Sono molti i comuni e gli enti nel nostro Paese che da tempo non adottano più Equitalia come ente di riscossione.

In alcuni casi la funzione è stata delegata ad altro ente con medesime funzioni di Equitalia, in altri casi, invece, gli enti procedono direttamente attraverso ingiunzioni di pagamento. Quest’ultima scelta è la più economica per il contribuente, perchè non prevede l’aggio.

L’ingiunzione fiscale in ogni caso gode della stessa forza coattiva del ruolo e la riscossione da parte dei concessionari abilitati avviene con le medesime regole. Ecco perché le ingiunzioni potranno essere rottamate, proprio come avviene per le cartelle Equitalia.

Come si rottama l’ingiunzione fiscale

Rottamare le entrate regionali e locali è possibile. Per queste ragioni sono rottamabili ovvero  sottoponibili a “definizione agevolata” anche i tributi locali come imu e tasi, ma anche le multe, ad esempio, e le ingiunzioni di pagamento.
Tuttavia l’attuazione della norma è demandata a un provvedimento che gli enti territoriali possono emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione. L’entrata in vigore di tale legge si è verificata lo scorso 3 dicembre. Entro il prossimo 2 febbraio dovremmo dunque avere notizie più  precise relativamente alle modalità operative per accedere alla procedura.

Il provvedimento locale darà dettagli sui seguenti aspetti:

  • il numero di rate e la relativa scadenza (ultima rata massimo il 30 settembre 2018);
  • modalità e termini perché il debitore possa avanzare l’istanza di avvalersi della definizione agevolata;
  • il termine entro cui l’ente è tenuto a fornire riscontro all’istanza del debitore, comunicando a quest’ultimo l’ammontare complessivo delle entrate non riscosse al netto dei benefici riconosciuti dall’articolo in esame (cioè al netto delle sanzioni precedentemente applicate);
  • l’ammontare di ciascuna rata e la scadenza delle stesse.


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