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Tari, non paghi se la raccolta è interrotta

5 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 aprile 2017



Secondo una recente pronuncia, la Tari va ridotta se si verificano interruzioni o svolgimenti difformi del servizio.

La Tari, meglio conosciuta come imposta sui rifiuti, è una di quelle tasse comunali, necessarie per poter garantire un servizio al cittadino, che ogni anno fa tremare i contribuenti in quanto tutti sono tenuti a pagarla, anche per il semplice fatto di possedere un immobile nonostante non ci si viva e non si usufruisca quindi del servizio di smaltimento. Sembra perciò non esserci scampo dall’esimersi dal pagamento di tale imposta: tuttavia, anche se i comuni lo ammettono con riluttanza, non bisogna dimenticare che la normativa che ha istituito la Tari prevede alcuni casi di esenzione, sia totali che parziali. Esenzioni e riduzioni sono poi previsti dai singoli regolamenti comunali.

Tari: quando si può ridurre

La Tari, ad esempio, può essere pagata in misura ridotta nel momento in cui si verifica un’interruzione o uno svolgimento difforme alla normativa nel servizio di gestione dei rifiuti: la riduzione, in questi casi, è dovuta a prescindere dalla prova che il contribuente abbia subito un danno diretto. Ad affermarlo è la Ctp (commissione tributaria provinciale) di Vibo Valentia, con una recente sentenza [1], che ha accolto la denuncia da parte di un cittadino che segnalava un collasso del sistema comunale di raccolta e gestione dei rifiuti.

In pratica, secondo la commissione tributaria, il contribuente ha diritto alla riduzione della Tari se si verificano degli importanti disservizi nella raccolta e nella gestione dei rifiuti: nel caso di specie, la riduzione spettante ammontava all’80% dell’imposta, in base al regolamento Iuc e alla legge istitutiva della Tari [2], in quanto nel comune, per un intero anno, la gestione e la raccolta dei rifiuti aveva subito un crollo disastroso, portando addirittura la cittadina al collasso. Il mancato svolgimento del servizio rappresenta dunque, per il contribuente, il presupposto per ottenere la riduzione.

Vero è che il presupposto della Tari si identifica con la mera istituzione del servizio e non con la materiale fruizione dello stesso: nello stesso tempo, però, la normativa prevede il diritto del contribuente alla riduzione del tributo, come abbiamo visto, al verificarsi di particolari situazioni.

Nel dettaglio, perché il tributo possa essere ridotto devono verificarsi le seguenti condizioni:

  • il mancato svolgimento del servizio o lo svolgimento in grave violazione della disciplina di riferimento;
  • l’interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione di danno o pericolo per persone o ambiente.

Nel momento in cui si verifica in un comune uno di questi due presupposti, le utenze cittadine coinvolte hanno diritto a una riduzione dell’importo pari almeno all’80%.

Disservizi nella raccolta dei rifiuti: serve la prova?

È importante sottolineare che il diritto alla riduzione del pagamento della Tari non dipende direttamente dalla prova che il contribuente abbia subito un danno alla propria persona o ai suoi beni. È sufficiente, infatti,  secondo la normativa, che il servizio non rispetti i basilari elementi che dovrebbero caratterizzarlo, anche per cause non imputabili all’ente comunale, ma riconducibili a imprevedibili impedimenti organizzativi.

È ad ogni modo consigliabile documentare le disfunzioni del servizio di raccolta e gestione rifiuti, ad esempio attraverso articoli di giornale e provvedimenti dell’autorità sanitaria.

note

[1] Ctp Vibo Valentia, sent. n. 931/2/2016.

[2] Art.1 L.147/2013.

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