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Polizza vita, si può sequestrare ma non pignorare

14 marzo 2017


Polizza vita, si può sequestrare ma non pignorare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 marzo 2017



Lecito il sequestro penale dell’assicurazione sulla vita, anche se intestata al coniuge: l’unico limite previsto dalla legge si riferisce alla pignorabilità civile in caso di esecuzione forzata.

In caso di commissione di un reato, è sequestrabile la polizza vita del colpevole, anche se questi l’ha intestata al coniuge. Non importa che il codice civile abbia disposto il divieto di pignoramento per tali tipi di assicurazioni. È quanto chiarito ieri dalla Cassazione [1], autorizzando così il sequestro preventivo della polizza vita della moglie di una persona sottoposta a procedimento penale per evasione fiscale.

Le polizze vita sono pignorabili?

Come noto, il codice civile [2] stabilisce il divieto di pignoramento per le polizze vita. Divieto che viene espresso con le seguenti parole: « Le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare». Il riferimento è all’esecuzione forzata che scatta nell’ipotesi in cui l’intestatario dell’assicurazione sulla vita non abbia pagato i propri creditori: a questi ultimi è consentito pignorare i suoi beni e venderli in via giudiziaria per soddisfarsi sul ricavato.

Il divieto di pignoramento della polizza vita è disposto per proteggere i diritti che la polizza assicurativa garantisce al contraente o al beneficiario dalle eventuali pretese dei creditori e degli eredi di questi.

Tuttavia se l’assicurato, attraverso il pagamento di premi, ha voluto danneggiare i creditori riducendo il suo patrimonio, a questi ultimi è consentito di far valere i propri diritti sulle somme dovute dall’assicuratore, ma solo nei limiti dell’importo dei premi corrisposti per il contratto. Come? Esercitando la cosiddetta «azione revocatoria»: in buona sostanza i creditori potranno revocare i pagamenti dei premi periodicamente dovuti all’assicurazione, ma senza poter intaccare la polizza vita in sé. Questo concetto viene espresso dal codice civile con le seguenti parole: « Sono salve, rispetto ai premi pagati, le disposizioni relative alla revocazione degli atti compiuti in pregiudizio dei creditori e quelle relative alla collazione, all’imputazione e alla riduzione delle donazioni».

Le polizze vita sono sequestrabili?

Secondo il pensiero più volte espresso dalla Cassazione, il divieto di pignoramento delle polizze vita non si estende anche al sequestro penale. Ciò perché rileva la facoltà di revoca da parte di chi corrisponde il premio. Detto divieto attiene infatti solo alla definizione della garanzia patrimoniale a fronte della responsabilità civile e non riguarda la disciplina della responsabilità penale, nel cui esclusivo ambito ricade invece il sequestro preventivo.

Cos’è il sequestro preventivo?

Il sequestro preventivo consiste in un provvedimento diretto ad interrompere il compimento di un reato o ad impedirne il compimento di nuovi. Esso presuppone, per essere disposto, la commissione di un reato, sia pure accertato in via incidentale, nella sua astratta configurabilità. Oggetto di sequestro preventivo può essere qualsiasi bene – a chiunque appartenente e, quindi, anche a persona estranea al reato – purché esso sia, pur indirettamente, collegato al reato e, ove lasciato nella libera disponibilità, idoneo a costituire pericolo di aggravamento o di protrazione delle conseguenze del reato o di agevolazione della commissione di ulteriori fatti penalmente rilevanti. Ciò che rileva, pertanto, in relazione al sequestro preventivo, è l’esistenza di un collegamento tra il reato e la cosa e non tra il reato e il suo autore, poiché l’oggetto della situazione di indisponibilità è rappresentato da qualsiasi cosa pertinente al reato, indipendentemente dal titolo di proprietà, possesso o detenzione vantato dal soggetto, imputato o terzo, che ne dispone.

Sequestrabili le polizze vita in favore di terzi

Il codice civile disciplina [3] anche l’ipotesi dell’assicurazione sulla vita in favore di terzo. In particolare si stabilisce la validità dell’assicurazione sulla vita a favore di un terzo.

La designazione del beneficiario può essere fatta nel contratto di assicurazione, o con successiva dichiarazione scritta comunicata all’assicuratore, o per testamento.

Per effetto della designazione il terzo acquista un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione.

Ebbene, secondo la sentenza in commento, anche se si tratta di contratto di assicurazione in favore di un terzo (ad esempio, il coniuge) il sequestro preventivo è comunque possibile. A ciò non osta il fatto che il terzo beneficiario acquisisca un diritto autonomo alla prestazione da parte dell’assicurazione e non esclude che i premi versati dall’indagato possano essere sottoposti a sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente.

Infatti, anche a seguito del pagamento delle relative somme, il denaro non può, comunque, considerarsi come definitivamente uscito dal patrimonio del contraente (sottoposto a procedimento penale). Difatti, non dimentichiamo che è sempre il codice civile [4] a prevedere la possibilità di revoca dell’assicurazione in favore del terzo (secondo cui la designazione del beneficiario è revocabile con le forme con le quali può essere fatta a norma dell’articolo precedente, salvo che sia intervenuta la morte del contraente).

note

[1] Cass. sent. n. n. 11945 del 13.03.17.

[2] Art. 1923 cod. civ.

[3] Art. 1920 cod. civ.

[4] Art. 1921 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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