Diritto e Fisco | Articoli

Acquisto casa: se pago solo una parte è donazione indiretta?

7 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 aprile 2017



Solo col pagamento integrale del prezzo del bene si realizza, con le modalità indirette di una vendita, il diverso risultato dell’atto di liberalità e si può, quindi, parlare di donazione indiretta.

La donazione indiretta non è configurabile quando il donante paghi solo una parte del prezzo di un bene oggetto di compravendita: la corresponsione del denaro, infatti, costituisce una diversa modalità per attuare l’identico risultato giuridico-economico dell’attribuzione liberale dell’immobile esclusivamente nell’ipotesi in cui se ne sostenga l’intero costo [1]. In altre parole, solo col pagamento integrale si realizza, con le modalità appunto indirette di una vendita, il diverso risultato dell’atto di liberalità. Per comprendere il senso di quanto appena detto, si esamina una recente sentenza del Tribunale di Alessandria [2] che si è pronunciata sul tema: un uomo faceva causa alla sua ex convivente sostenendo di aver versato sul conto comune una somma quasi pari a 100.000 euro che poi era confluita sul conto personale della donna. Tali versamenti, secondo l’attore, dovevano considerarsi vere e proprie donazioni di cui egli chiedeva la restituzione. Secondo la donna, invece, si trattava di donazioni indirette effettuate al fine di consentirle l’acquisto di una casa al mare.

Donazione indiretta: cos’è?

Si parla di donazione in presenza di un trasferimento spontaneo di un bene o di un diritto in favore di altra persona senza pretendere nulla in cambio. In pratica, la donazione è un contratto con il quale una parte, per spirito di liberalità, arricchisce l’altra disponendo a suo favore di un diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione.

La donazione può avvenire anche in modo indiretto: ad esempio, quando si paga un debito altrui. Oppure si pensi al contratto a favore di terzo, con cui due soggetti dispongono il trasferimento di un diritto a favore di una terza persona o, ancora, al caso in cui un bene venga venduto a una persona a un prezzo notevolmente inferiore rispetto al valore reale. Come si comprende, in tutte queste ipotesi, le parti arricchiscono una persona senza stipulare un vero e proprio atto di donazione.

Nel caso esaminato, il prezzo dell’immobile non è stato versato integralmente dall’uomo e le somme oggetto di richiesta di restituzione sono state versate, peraltro, in un lasso di tempo di almeno un anno prima dell’acquisto della casa al mare. Né si può  affermare che tali versamenti fossero inequivocabilmente finalizzati a tale acquisto. Non si tratta, dunque, di vere e proprie donazioni – caratterizzate dagli elementi tipici di tale figura negoziale, vale a dire l’incremento del patrimonio del donatario ed il correlativo depauperamento di quello del donante, insieme allo spirito di liberalità di quest’ultimo. Secondo il Tribunale, quelli dell’attore sono versamenti effettuati dalle parti in virtù del loro rapporto di convivenza e di reciproca solidarietà e affetto e, dunque, in adempimento di un dovere morale. L’uomo quindi può solo vantare il diritto ad un indennizzo.

Tra l’altro, secondo la Cassazione la donazione indiretta non è configurabile quando il donante paghi solo una parte del prezzo di un bene oggetto di compravendita: solo col pagamento integrale si realizza, con le modalità appunto indirette di una vendita, il diverso risultato dell’atto di liberalità.

note

[1] Cass. sent. n.18632 del 22.09.2015.

[2] Trib. Alessandria sent. n. 116 dello 08.02.2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI