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Lo sai che? Posso chiedere al giudice il rimborso spese della mediazione?

Lo sai che? Pubblicato il 2 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 aprile 2017

Nomina illegittima dell’amministratore di condominio: possiamo rivolgerci al giudice di pace per chiedere il risarcimento delle spese legali e di mediazione senza scaricarlo sul condominio?

Prima di esaminare le domande poste è bene soffermarsi sull’istituto della mediazione e sulle finalità da quest’ultimo perseguite.

Lo scopo che ha indotto il legislatore ad introdurre la figura della mediazione nell’ordinamento italiano risponde ad un’esigenza di carattere deflattivo: la mediazione ha come obiettivo quello di indurre le parti in lite al dialogo, tramite l’operato del mediatore, al fine di raggiungere un accordo ed evitare di agire innanzi al giudice riducendo così la mole dei procedimenti attualmente gravanti innanzi agli organi giudiziari. In altre parole, la mediazione “opererebbe come un filtro” al fine di indurre le parti a trovare un accordo ed evitare i lunghi tempi ed i costi del processo.

Sul punto, la giurisprudenza più recente ha precisato che le parti non devono semplicemente presentarsi davanti al mediatore ed esprimere il loro rifiuto al raggiungimento di un accordo ma devono avere un atteggiamento collaborativo ed eventualmente spiegare al mediatore le ragioni che costituiscono ostacolo all’effettivo svolgersi del procedimento di mediazione. Sul punto, il Tribunale di Firenze ha precisato che l’effettivo esperimento del procedimento di mediazione non è rimesso alla mera discrezionalità delle parti, con conseguente libertà di queste, una volta depositata la domanda di avvio della procedura e fissato il primo incontro dinanzi al mediatore, di manifestare il proprio disinteresse nel procedere al tentativo, ma costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale. In sintesi, la mancata collaborazione ad un buon esito della mediazione può avere conseguenze importanti precludendo la possibilità di agire in giudizio per far valere le proprie ragioni qualora entrambe le parti abbiano avuto un atteggiamento ostile. Qualora solo una delle parti abbia manifestato un comportamento contrario allo spirito della mediazione, il giudice ne terrà conto ai fini del giudizio e della condanna alle spese processuali. La mediazione è, quindi, strettamente connessa alle ragioni della lite: al fine di ottenere il rimborso di quanto speso per l’incontro conciliativo bisognerà continuare nella procedura avviata esercitando l’azione legale.

Fatte queste premesse è ora possibile rispondere ai quesiti.

Quanto al fatto se sia possibile adire il giudice esclusivamente per ottenere il rimborso delle spese sostenute per la mediazione, al fine di ottenere un rimborso o per avanzare una pretesa risarcitoria bisogna dimostrare di aver subito un danno dal comportamento tenuto dalla controparte. Nel caso della lettrice, si evince che entrambe le parti in causa hanno rinunciato al procedimento di mediazione così mostrando una volontà concorde a non proseguire ulteriormente. In altre parole, qualora ella agisse in giudizio, non potrebbe dimostrare in alcun modo né la sua volontà di giungere ad un accordo né la mancata collaborazione della controparte poiché nulla di tutto questo è stato riportato nel verbale di mediazione che si limita a dire «… le parti, assistite dai loro avvocati, dichiarano di non voler dare avvio alla presente procedura di mediazione».

Peraltro, poiché la mediazione è una fase preprocessuale che ha ad oggetto la lite per la quale s’intende agire in giudizio, non vi sono i presupposti per poter chiedere esclusivamente il rimborso delle spese sostenute per l’incontro di mediazione non esistendo la materia del contendere. Di conseguenza per ottenere il rimborso delle spese fino ad ora erogate, dovrà proseguire nell’impugnazione della delibera condominiale e, qualora risultasse vincitrice, potrà chiedere anche il rimborso di tutte le spese processuali sostenute.

Quanto al termine per agire in giudizio, l’esperimento del tentativo di mediazione interrompe la prescrizione: per cui il termine per impugnare la delibera comincerà a decorrere ex novo dal giorno in cui è stato redatto il verbale conclusivo della procedura. Poiché il termine per impugnare la delibera condominiale è di trenta giorni da quando si è tenuta l’assemblea (visto che nel caso della lettrice ella era presente all’assemblea stessa) ed il verbale della mediazione è stato redatto il 20 novembre 2015, è da quella data che è ricominciato a decorrere il termine per agire in giudizio il quale si prescriverà il 20 dicembre 2015; il suddetto termine slitterà al 21 di dicembre stante il fatto che il 20 dicembre è domenica.

L’amministratore è intervenuto alla mediazione previa delibera autorizzativa del condominio ed in qualità di amministratore di quest’ultimo, il chè esclude che le spese della mediazione possano essere poste a capo del professionista. Solo nel caso di esito vittorioso del processo, infatti, il ricorrente ha titolo di rivalsa nei confronti del condominio per le spese legali; il condominio, a sua volta, può rivalersi nei confronti dell’amministratore revocato.

La legge sulla mediazione prevede espressamente che le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto, anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non è ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio. Da quanto si evince dalla norma di legge, non è quindi possibile riportare al giudice quanto appreso dalla controparte durante gli incontri in sede di mediazione.

Nell’assemblea straordinaria del 05 ottobre 2015 i condòmini sono stati resi edotti della domanda di mediazione presentata dalla lettrice. Successivamente, nell’assemblea straordinaria del 16 novembre 2015, uno degli argomenti in oggetto è stato l’invito al procedimento di mediazione: dunque, che non vi sono particolari ragioni di riservatezza che impediscano una completa informazione dei condòmini perché l’argomento ha già costituito oggetto di discussione.

In conclusione, non vi sono gli estremi per poter agire esclusivamente per ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’incontro di mediazione. Al contrario vi sono i presupposti per ottenere l’annullamento della delibera condominiale sia per irregolarità nella convocazione dell’assemblea sia per violazione dei limiti di rappresentatività dei condòmini [1]. Nel caso di esito vittorioso della causa, la lettrice potrà chiedere ed ottenere il rimborso di tutte le spese processuali sostenute comprese quelle di mediazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo

note

[1] Art. 67 disp. att. cod. civ.


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