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Non ci è stato comunicato il fermo amministrativo del mezzo: che fare?


Non ci è stato comunicato il fermo amministrativo del mezzo: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 aprile 2017



Mio fratello ha acquistato una macchina, io ho firmato come garante e abbiamo cointestato il mezzo. Abbiamo scoperto che c’è il fermo amministrativo. Che fare?

Il primo consiglio per il lettore è quello, se non l’avesse già fatto, di richiedere ai creditori di suo fratello l’estratto ruolo con l’elencazione specifica dei debiti del fratello. Egli avrà in questo modo il quadro completo e preciso dell’esposizione debitoria a causa della quale il fermo amministrativo è stato iscritto; conoscerà chi sono gli enti creditori e di quale natura siano i debiti (tributi e/o contributi previdenziali e/o sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada). Questo quadro iniziale è fondamentale per comprendere se tutti i debiti sono da pagarsi ovvero se per alcuna sua parte, o per l’intero, il debito sia prescritto (si tenga presente che, dopo la notificazione della cartella di pagamento che deve aver preceduto il fermo amministrativo, i contributi previdenziali, i tributi e le sanzioni amministrative si prescrivono in dieci anni, cioè non sono più da pagarsi se per almeno dieci anni gli enti creditori e/o l’agente della riscossione non hanno notificato alcun atto chiedendone il pagamento).

Verificato che vi sia o meno la prescrizione, si potrà capire se l’intero debito sia da pagarsi oppure solo una parte di esso. Se nulla risultasse prescritto, fermo restando quanto si dirà più avanti relativamente al preavviso di fermo e alla questione del veicolo cointestato, allora il consiglio è (per ottenere al più presto la cancellazione del fermo amministrativo) di pagare subìto l’intero debito (se possibile), oppure di rateizzarlo: nel primo caso, ovviamente, la cancellazione del fermo sarà immediata, mentre nel caso di rateizzazione, occorrerà pagare la prima rata e consegnare la liberatoria al Pra. Se, invece, si avesse certezza della prescrizione di tutto il debito o di parte di esso, il consiglio è quello di pagare la parte non prescritta (l’agente della riscossione, infatti, non può rifiutare pagamenti parziali) e di inviare agli enti creditori una istanza di sgravio (con raccomandata a.r.) per quella parte del debito che risultasse prescritta. Se la risposta degli enti creditori fosse positiva (accoglimento della richiesta di sgravio) si sarebbe così ottenuta (insieme al pagamento del debito non prescritto) l’integrale estinzione del debito e, quindi, si avrebbe il diritto di chiedere ed ottenere la cancellazione del fermo.

Se, invece, gli enti creditori non rispondessero all’istanza di sgravio o rispondessero negativamente, l’alternativa sarebbe quella, per ottenere la cancellazione del fermo, di pagare anche questa parte del debito (se, ad esempio, gli enti creditori dimostrassero che non vi era prescrizione perché, magari, erano stati inviati solleciti ripetuti nel tempo), oppure, se si dovesse ritenere infondata la risposta negativa degli enti creditori o il loro silenzio, di iniziare dei procedimenti (sopportandone costi, incertezza dell’esito e lungaggini) dinanzi ai giudici competenti per fare accertare la prescrizione di quella parte del debito. Ovviamente, fino all’ottenimento di sentenza definitiva e non più impugnabile che accerti la prescrizione, il fermo resterà comunque iscritto.

A questo quadro principale occorre aggiungere due elementi aggiuntivi:

  1. poiché una recente sentenza della Cassazione [1] in materia di ipoteca, ma con principi applicabili anche al fermo amministrativo, ha stabilito che è nulla l’ipoteca iscritta senza l’invio della comunicazione preventiva e poiché l’articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1973 stabilisce che debba essere inviato, prima di iscrivere il fermo, un preavviso dando trenta giorni di tempo per provvedere al pagamento del debito, ciò premesso, nel caso del fratello del lettore, sarebbe possibile (iniziando un’apposita causa, o più cause se il fermo è stato iscritto per debiti di diversa natura) chiedere direttamente al giudice l’annullamento del fermo iscritto senza preavviso. Anche in questo caso, ovviamente, occorrerebbe attendere l’esito favorevole del o dei giudizi e il passaggio in giudicato della sentenza favorevole per potere poi chiedere ed ottenere l’annullamento del fermo. E d’altra parte nulla potrebbe escludere che successivamente, mancando il pagamento del debito, l’ente creditore possa correggersi ed iscrivere un nuovo fermo dopo l’invio di un preavviso;
  2. per ciò che concerne, infine, il veicolo cointestato si segnalano due casi isolati in cui il fermo è stato annullato a seguito di ricorsi basati sul fatto che i veicoli fossero appunto cointestati e che il debitore fosse solo uno dei cointestatari [2]. Un ricorso impostato su questo motivo sarebbe, a onor del vero, rischioso sia perché i precedenti sono scarsi e sia perché la legge non esclude espressamente l’iscrizione del fermo su veicoli cointestati.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Cass. sent. n. 25561 dello 03.12.2014.

[2] Così hanno deciso Ctp Macerata sent. n. 181 del 25.10.2007 e Trib. Reggio Calabria sent. del 17.04.2015.

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1 Commento

  1. Guardi che il fermo, è vero che si trasferisce con il passaggio di proprietà del veicolo, ma il debito generante il fermo no. In parole povere il debito (non prescritto), rimane intestato alla parte venditrice. Questa, peraltro, ha l’obbligo giuridico di comunicare all’acquirente/i l’eventuale fermo presente sul veicolo. Se tale comunicazione non è avvenuta, si può citare in giudizio (giudizio civile, è meno rischioso) il venditore chiedendo la risoluzione del contratto di compravendita, ottenendo così una sentenza di nullità di detto contratto.
    Fate una visura al pra o on line. Se il fermo era già presente prima della compravendita e voi acquirenti non siete stati avvertiti di cio, potete chiedere la risoluzione del contratto su base civilistica, oltre ad un eventuale risarcimento dei danni avuti derivati da tutto ciò. È possibile anche, in alternativa, richiedere il mantenimento della proprietà del veicolo, ma chiedendo al giudice un forte decurtazione del prezzo d’acquisto, vista la presenza di un fermo amministrativo di cui ignoravate l’esistenza. Avete quindi due opzioni:
    – chiedere la risoluzione del contratto di compravendita, oppure
    – mantenere valido detto contratto, ma chiedendo una riduzione del prezzo d’acquisto.
    Ripeto, tutto ciò se, da visura, il fermo amministrativo risulta preesistente alla compravendita e che non siate stati avvertiti di questa presenza da parte del venditore. Questo da un punto di vista civilistico, e non tributario (cosa che porterebbe a maggiori lungaggini burocratiche e a maggiori rischi di perdere la causa).
    Ripeto, il fermo amministrativo rimane in capo al debitore originale, tuttavia esistendo comunque il veicolo non potrà più circolare (a vostro rischio) o essere demolito.
    Prima di acquistare un veicolo (o altro bene mobile registrato), fatevi sempre una visura basandovi sulla targa del mezzo. Parlo per esperienza, ci sono caduto dentro anch’io e ho il processo civile tra qualche mese.

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