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Lo sai che? Istallazione impianti negli edifici: che responsabilità?

Lo sai che? Pubblicato il 5 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 aprile 2017

Qual è la disciplina della responsabilità civile/penale da parte del proprietario in tema di messa in sicurezza degli impianti idraulici, elettrici, televisivi, e gas, di un immobile da dare in locazione?

La normativa di riferimento in materia di attività di installazione di tutti i tipi di impianto all’interno degli edifici è il Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008. Secondo tale normativa il proprietario è tenuto ad affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli impianti a imprese che siano a ciò abilitate. Al termine dei lavori tali imprese rilasciano al proprietario la cosiddetta dichiarazione di conformità degli impianti realizzati secondo la regola dell’arte e in conformità alla normativa vigente resa sulla base del modello allegato al decreto ministeriale stesso. Le imprese sono così responsabili della corretta esecuzione degli impianti. Il proprietario dovrà però poi adottare le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla legge seguendo le istruzioni dell’impresa installatrice stessa.

Ciò premesso, l’omessa esecuzione degli adempimenti fin qui specificati potrebbe determinare la responsabilità penale del proprietario-locatore nel caso in cui gli impianti dovessero causare eventi dannosi verso terzi o verso il conduttore stesso. Responsabilità penale omissiva [1] secondo cui il non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo. Quindi il proprietario-locatore deve controllare gli impianti non solo al momento della consegna del bene al conduttore ma anche nel corso della durata del rapporto locativo qualora determinati interventi manutentivi posti a carico del conduttore non siano da questi eseguiti. Solo dopo aver adempiuto a tale onere e certificato in modo corretto e completo l’attività di revisione o di adeguamento di tutti gli impianti del proprio immobile, il locatore può andare esente da responsabilità penale nel caso di eventi dannosi collegabili agli impianti stessi. Comunque affinché il proprietario-locatore possa essere considerato responsabile deve sempre sussistere un nesso di causalità [2] tra la sua condotta omissiva e l’evento dannoso nel senso che occorre valutare se quest’ultimo si sarebbe comunque verificato o meno anche se il proprietario-locatore avesse provveduto agli opportuni controlli.

Il proprietario-locatore ha, inoltre, la responsabilità civile nei confronti dei terzi per i danni prodotti dagli impianti del bene locato in conseguenza della mancanza o intempestiva manutenzione [3]. Responsabilità civile che si fonda sul fatto che il proprietario-locatore conserva la custodia degli impianti conglobati nelle strutture murarie non avendo il conduttore il potere-dovere di intervenire per prevenire o riparare un danno. Il proprietario-locatore resta, quindi, responsabile in via esclusiva dei danni arrecati a terzi da tali impianti salva la possibile azione di rivalsa nei confronti del conduttore che abbia omesso di avvertirlo della situazione di pericolo. Il mancato tempestivo avviso al locatore configura, infatti, un comportamento colpevole del conduttore che, se dimostrato, può essere fonte di responsabilità per il pregiudizio subito dal terzo, magari solo in concorso con quella del proprietario-locatore.

Appare, quindi, opportuno e consigliato prima di concedere in locazione il proprio locale rivolgersi a una delle imprese abilitate all’installazione di impianti all’interno degli edifici al fine di far effettuare i lavori necessari per il conseguente rilascio della dichiarazione di conformità. Poi nel corso della durata del rapporto locativo sarà comunque altrettanto importante seguire le istruzioni dell’impresa installatrice per conservare le caratteristiche di sicurezza degli impianti per evitare così fonti di responsabilità civile e/o penale nei confronti del conduttore e/o di terzi.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Marescotti

note

[1] Fondata sul principio generale ex art. 40 cod. pen.

[2] Art. 41 cod. pen.

[3] Art. 2051 cod. civ.


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