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Cartella esattoriale notificata all’indirizzo sbagliato: che fare?

5 aprile 2017


Cartella esattoriale notificata all’indirizzo sbagliato: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 aprile 2017



Cartella esattoriale relativa a un bollo moto. È stata notificata ad un indirizzo in cui non risiedo più, quindi mi è stato impossibile fare ricorso nei tempi legali. Posso ancora ricorrere per annullare la riscossione e il fermo amministrativo?

La risposta al quesito richiede che il lettore sappia con certezza se la notifica della cartella di pagamento del 20 novembre 2014 sia stata effettuata in modo irregolare. Sarebbe opportuno, se non l’avesse già fatto, che il lettore chiedesse all’ente della riscossione l’esibizione della relata di notifica relativa alla cartella del novembre 2014. Dalla relata, infatti, egli potrà verificare in quale luogo quella notificazione fu tentata ed effettuata:

  • se fu effettuata, infatti, in un luogo in cui egli non aveva più la residenza anagrafica (essendo stata eseguita la variazione all’anagrafe secondo le modalità stabilite dalla legge), allora quella notificazione potrà essere considerata nulla (per legge, infatti, di regola le notificazioni alle persone fisiche vanno eseguite nel domicilio fiscale del contribuente e le variazioni anagrafiche regolarmente eseguite producono effetti decorsi trenta giorni dall’avvenuta variazione);
  • se, invece, il lettore accertasse che quella notificazione fu eseguita al suo effettivo indirizzo (quello cioè risultante all’anagrafe da più di trenta giorni prima del 20 novembre 2014) e che, magari, la raccomandata non fu da lui ritirata dall’ufficio postale dove era giacente, allora la notificazione della cartella sarebbe regolare e non potrebbe più, oggi, eccepire la prescrizione (potrebbe, però, aderire alla rottamazione che, una volta richiesta, impedisce all’ente della riscossione anche di eseguire i fermi amministrativi).

Se, dunque, dall’analisi della relata di notificazione della cartella del novembre 2014, il lettore acquisisse la prova che quella notifica fu eseguita ad un indirizzo che non coincideva più con la sua residenza (perchè da più di trenta giorni prima del 20 novembre 2014 la variazione anagrafica era stata eseguita), allora la notificazione potrà considerarsi nulla. In questo caso, però, egli dovrà comunque verificare l’effettiva prescrizione del bollo moto 2008: e potrà farlo solo accertando se, quando e dove gli fu notificato l’avviso di accertamento che deve essere notificato prima della cartella di pagamento. Difatti la legge prevede che se il bollo auto o moto (definito più precisamente come tassa automobilistica) non viene pagato dal contribuente, l’Ente creditore (l’Ufficio provinciale) deve inviargli un avviso di accertamento entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello della scadenza del termine entro il quale il bollo andava pagato.

Nel caso del lettore, quindi, se il bollo moto 2008 andava pagato entro una qualsiasi scadenza che cadeva nel 2009, l’Ente creditore era tenuto a inviargli l’avviso di accertamento entro il 31.12.2012 (e la data di notificazione dell’avviso di accertamento potrà verificarla leggendo la cartella di pagamento del 20.11.2014 che potrà richiedere in copia all’ente della riscossione nello stesso momento in cui andrà a richiedere copia della relata di notificazione della stessa cartella). Una volta verificata la data di notificazione dell’avviso di accertamento, potrà poi verificare se il 20.11.2014 il bollo moto era o meno prescritto (se, ad esempio, l’avviso di accertamento gli fu notificato nel 2011, l’ente riscossore aveva poi tempo fino al 31.12.2014 per notificargli la cartella; se, invece, l’avviso di accertamento gli fu notificato nel corso del 2012, l’ente aveva tempo per notificargli la cartella fino al 31.12.2015). E, pertanto, solo nel momento in cui il lettore abbia accertato, visionando la relata di notifica, la irregolarità della notificazione della cartella avvenuta il 20 novembre 2014, potrà, senza correre rischi, impugnare il preavviso di fermo amministrativo (entro sessanta giorni dalla sua notifica, dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale competente) contestando:

  • la prescrizione del credito (perché dalla notifica dell’avviso di accertamento, avvenuta nel 2010, 2011 o 2012, sarebbe comunque decorso il termine di prescrizione in quanto la notifica del 20.11.2014 sarebbe nulla)
  • ed anche l’irregolarità derivante dal fatto che non gli fu correttamente notificata la cartella e chiedendo al giudice, quindi, sia l’accertamento che nulla è da lui dovuto, sia l’annullamento del provvedimento di fermo amministrativo.

Preciso, infine, che eventuali contestazioni sulla avvenuta rottamazione del mezzo andavano sollevate facendo opposizione all’avviso di accertamento (non è più possibile, invece, sollevare contestazioni di questo tipo impugnando atti successivi come la cartella o il preavviso di fermo).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

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