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Lo sai che? Cartella di pagamento, avviso di notifica necessario

Lo sai che? Pubblicato il 15 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 marzo 2017

Se il postino consegna la raccomandata con la cartella a persona diversa dal destinatario deve inviare a quest’ultimo la comunicazione con la Can.

Se non siamo a casa quando bussa il postino per portare la cartella di pagamento e quest’ultimo la consegna a un’altra persona che, in quel momento, è nel nostro appartamento abbiamo diritto ad essere informati di ciò. A tal fine, l’ufficio postale è tenuto a inviarci una seconda raccomandata, la cosiddetta Can, ossia la comunicazione di avviso di notifica (anche chiamata «raccomandata informativa»). Detta comunicazione serve per informarci del fatto che un atto così importante come la cartella esattoriale è stato consegnato a un soggetto diverso dal destinatario e, una volta individuato quest’ultimo (figurando la sua firma e il rapporto che ha con noi sull’avviso medesimo), possiamo chiedergli la riconsegna della raccomandata. Se manca la Can la notifica non si può considerare valida e potremo contestarla. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente e importante sentenza [1] che segna il distacco dall’interpretazione tradizionale seguita sino ad oggi.

Se un’altra persona ritira la raccomandata

Come noto, le cartelle di pagamento servono ad avvisare il contribuente dell’avvio del procedimento di riscossione esattoriale. Riscossione che viene realizzata, a partire dal 1° luglio 2017, direttamente dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (prima Equitalia). La cartella, però, non è solo un «ultimo avvertimento», ma è anche un titolo esecutivo, ossia un documento in forza del quale è poi possibile procedere al pignoramento senza dover prima intentare una causa contro il debitore. Il titolo esecutivo altro non è che la formalizzazione di un credito che, se consegnata all’ufficiale giudiziario, autorizza quest’ultimo ad avviare l’esecuzione forzata.

Per queste ragioni è molto importante che il debitore conosca il contenuto della cartella. Di qui la conseguenza della nullità delle notifiche delle cartelle di pagamento consegnate a persona diversa dall’effettivo destinatario.

Senonché il codice di procedura civile, in caso di momentanea irreperibilità del destinatario, consente la notifica dell’atto giudiziario ad altra persona di famiglia purché stabilmente convivente e maggiore di 14 anni. Il postino può anche consegnare la raccomandata a una persona addetta alla casa o all’ufficio come la domestica o la segretaria. Solo in ultima analisi, quando tali persone non siano anch’esse presenti nella casa del destinatario, il postino (o l’ufficiale giudiziario) può consegnare l’atto al portiere dello stabile.

Ma, una volta tornato a casa il destinatario del plico, come potrebbe questi venire a conoscenza dell’avvenuta notifica della raccomandata effettuata nelle mani di uno di tali soggetti se quest’ultimo si dimenticasse di dirglielo? Proprio per questo, la legge prevede l’invio di una seconda raccomandata, la cosiddetta comunicazione di avvenuta notifica (più brevemente «Can») con cui si informa il destinatario momentaneamente irreperibile che l’atto, a lui diretto, è stato consegnato ad altra persona (di cui si indicano le generalità). Per avere un esempio del modello di Can clicca qui.

Nel caso di cartella di pagamento

La questione della cartella di pagamento ha sempre generato qualche discordanza di opinione per via della legislazione speciale cui sono soggette le notifiche degli atti giudiziari. Ma con la sentenza in commento la Cassazione toglie ogni dubbio e chiarisce che, anche in caso di notifica dell’atto tributario a persona diversa dal destinatario è obbligatorio l’invio e la ricezione della raccomandata «informativa» al contribuente, ossia la Can. Non è infatti sufficiente la sola spedizione.

Le stesse regole appena dette valgono sia nell’ipotesi in cui a consegnare la raccomandata con la cartella di pagamento sia il postino, sia nell’ipotesi invece in cui a bussare alla porta sia il messo notificatore del Comune.

Secondo i giudici supremi la legge configura la Can come un adempimento essenziale del procedimento di notifica, notifica che si perfeziona solo quando sono stati «effettuati tutti gli adempimenti, incluso l’inoltro al destinatario e l’effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito dell’atto presso la casa comunale, non essendone sufficiente la sola spedizione». In conclusione, in sede di notifica di un atto tributario/esattivo, avvenuta a mani di soggetto diverso dal destinatario, il messo è obbligato a trasmettere notizia della notifica del provvedimento con invio e ricezione della lettera informativa a favore del contribuente; in difetto, la notifica è nulla [2].

Che fare?

Ma cosa deve fare materialmente il contribuente che non riceve la Can? Di certo non può rivolgersi subito al giudice in quanto impugnare una notifica non avvenuta correttamente costituisce anche una tacita ammissione di conoscenza dell’atto: come farebbe, infatti, il contribuente a sostenere – senza contraddirsi – di non aver mai avuto notizia della notifica se la impugna davanti al giudice?

Il potere di opposizione del contribuente si manifesta, allora, solo in un momento successivo, ad esempio in caso di avvio di pignoramento o di notifica di un sollecito o di un preavviso di fermo o ipoteca: in tale sede il destinatario potrà opporre la mancata conoscenza «dell’atto prodromico», ossia la precedente cartella.

Nulla la cartella di pagamento notificata senza Can

La pronuncia della Cassazione non è isolata. In precedenza altri giudici di merito avevano dato alla legge la medesima interpretazione. Da ultimo una sentenza della CTP di Campobasso [3] secondo cui è nulla la cartella di pagamento notificata dall’Agente della riscossione con raccomandata, se il plico viene consegnato a persona diversa dal destinatario ed a quest’ultimo non viene anche spedita l’ulteriore raccomandata recante la comunicazione di avvenuta notificazione (Can).

In verità a fornire la tesi opposta era stata la stessa Cassazione che, l’anno scorso [4], aveva invece detto che la notifica della cartella non necessiterebbe di Can.

note

[1] Cass. sent. n. 2868/17.

[2] Cass. S.U. sent. n. 19704/15.

[3] Ctp Campobasso, sent. n. 68/2016.

[4] Cass. sent. n. 3254/2016.


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