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Pensione reversibilità, indennità di morte e una tantum

25 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 marzo 2017



I diritti dei familiari del defunto in mancanza della reversibilità: indennità per morte e indennità una tantum.

La previdenza italiana tutela i pensionati anche nel momento in cui questi ultimi muoiano, lasciando la famiglia in condizioni di ristrettezza economica. In tali casi esiste la possibilità, da parte della famiglia, di ricevere la cosiddetta pensione di reversibilità, che rappresenta dunque la modalità attraverso la quale la pensione del defunto è trasferita ai superstiti, come se fosse un “pezzo di eredità”.  Non sempre però questo è possibile, in quanto bisogna che siano soddisfatti determinati requisiti per ottenere la prestazione. Se questo non avviene, comunque, non tutto è perduto.

In assenza, infatti, dei presupposti utili al riconoscimento della pensione ai superstiti, i familiari del deceduto hanno diritto ad un’indennità, che varia a seconda della data d’iscrizione del dante causa all’Inps, precedente o successiva al 1° gennaio 1996 (rispettivamente: indennità per morte e indennità una tantum).

Vediamo, nel dettaglio, quali sono i benefici per i cittadini a cui spetta questa indennità, in mancanza dei requisiti necessari per ottenere la pensione ai superstiti.

Indennità per morte

Come appena anticipato, il tipo di indennità spettante varia in base alla data d’iscrizione all’Inps del defunto. In particolare, ai familiari spetta una indennità per morte [1] se il lavoratore defunto:

  • era assicurato prima del 1° gennaio 1996 (cioè rientrante nel cosiddetto sistema retributivo o misto di liquidazione del trattamento pensionistico);
  • non era titolare di pensione diretta.

Per il diritto all’indennità, inoltre, non deve sussistere il diritto alla pensione ai superstiti per mancato perfezionamento dei requisiti richiesti.

In questo caso al coniuge (o in mancanza ai suoi figli) spetta un’indennità pari a 45 volte l’ammontare dei contributi versati.

È importante specificare che il diritto all’indennità matura, in favore dei familiari, soltanto se all’assicurato risultano accreditati, nei 5 anni precedenti il decesso, almeno 52 contributi settimanali (un anno di contribuzione). Concorrono alla formazione delle 52 settimane tutti i contributi utili per il diritto alla pensione, compresi i contributi figurativi (presi in considerazione per la determinazione del diritto, ma non considerati ai fini della misura dell’indennità) e, per quanto riguarda gli iscritti all’assicurazione dei lavoratori dipendenti, anche quelli obbligatori dovuti e non versati.

La misura dell’indennità per morte è determinata moltiplicando l’importo dei contributi versati per il coefficiente 45, entro un massimo di 66,22 euro.

Gli eredi, per ottenere tale prestazione, devono presentare apposita domanda all’Inps entro un anno dalla data della morte del lavoratore assicurato. Superati questi termini non si ha più diritto all’indennità per morte.

Indennità una tantum

L’indennità cambia, invece, per gli eredi degli assicurati dopo il 1° gennaio 1996, appartenenti al cosiddetto sistema contributivo puro. I superstiti dell’assicurato soggetto al calcolo esclusivamente contributivo, in questo caso, hanno diritto ad un’indennità una tantum, pari all’ammontare mensile dell’assegno sociale (nel 2017 pari a 448,07 euro), moltiplicato per il numero delle annualità di contribuzione accreditata a favore dell’assicurato, a condizione che:

  • non abbiano diritto alla pensione indiretta per mancanza dei requisiti assicurativi e contributivi della posizione del deceduto;
  • non abbiano diritto a rendite per infortunio sul lavoro o malattia professionale, a causa della morte dell’assicurato;
  • si trovino, alla data del decesso dell’assicurato, nelle condizioni reddituali richieste per l’ottenimento dell’assegno sociale.

Nel caso in cui un superstite sia destinatario di rendite per infortunio sul lavoro o sia in possesso di redditi superiori ai limiti previsti, l’intera indennità deve essere ripartita tra gli altri superstiti che ne hanno diritto. La prestazione si estingue dopo dieci anni dalla data del decesso dell’assicurato; ha quindi una valenza limitata.

Indennità superstiti: domanda

Gli aventi diritto, per ottenere la liquidazione della prestazione, devono presentare domanda all’Inps attraverso uno dei seguenti canali:

  • via web, attraverso il sito internet dell’istituto, all’interno della sezione servizi al cittadino, accessibile tramite Pin o Spid;
  • telefonicamente, chiamando il contact center integrato al numero 803164 o al numero 06164164 da rete mobile;
  • tramite gli enti di Patronato e intermediari autorizzati dall’Istituto, che mettono a disposizione dei cittadini i necessari servizi telematici.

note

[1] Art. 13 L. 218/52; Inps Circ. n.104 del 16.06.2003.

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