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Chi è un creditore privilegiato?

4 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 aprile 2017



A volte, vi sono dei crediti “più importanti” rispetto ad altri: quando ciò si verifica, i  creditori privilegiati devono essere favoriti in caso di esecuzione sul patrimonio del debitore.

Creditore privilegiato: chi è?

Un principio di base del nostro ordinamento è quello secondo il quale tutti i creditori devono essere soddisfatti in eguale misura dal patrimonio del debitore inadempiente [1]. Tuttavia, a volte, vi sono dei crediti “più importanti” rispetto ad altri, da un punto di vista non solo economico, ma anche sociale o giuridico. Quando si verifica questa situazione, tali  creditori devono essere favoriti rispetto gli altri in caso di esecuzione sul patrimonio del debitore.

Spieghiamoci meglio: come già spiegato in Crediti privilegiati: quali sono e cosa comportano, la legge stabilisce la regola della parità di trattamento tra i creditori (in latino par condicio creditorum): i creditori hanno uguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore a meno che non sussista una causa legittima di prelazione, cioè un titolo in base al quale il creditore privilegiato, appunto, è preferito nella soddisfacimento sui beni del debitore. In altre parole, in tal caso, il creditore non concorre con i chirografari (cioè quei creditori che non sono assistiti da alcuna garanzia) ma ha diritto a far valere per intero il suo credito sul bene oggetto di prelazione: gli altri creditori – quelli chirografari – concorreranno proporzionalmente su ciò che rimane.

Ecco come nascono i privilegi [2], quindi, caratteristiche particolari del credito accordate esclusivamente dalla legge in relazione alla particolare causa o natura dello stesso. Qualche esempio? Crediti privilegiati sono i crediti per alimenti (per motivi di particolare considerazione sociale) o i tributi (perché riguardano l’interesse dello Stato),

Creditore privilegiato: di che tipo?

I creditori privilegiati si distinguono in due tipologie; abbiamo, infatti:

  • il privilegio generale che è quello su tutti i beni mobili del debitore: ad esempio, sono garantite da privilegio generale le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore di opera intellettuale, i crediti alimentari, le spese funebri e quelle di infermità, i crediti derivanti dal mancato versamento dei contributi assicurativi per i lavoratori,
  • il privilegio speciale che è quello su determinati beni (mobili e immobili) del debitore. Ad esempio, il locatore ha un privilegio speciale sulla vendita dei mobili che arredano la casa del locatario; le spese di giustizia incontrate per espropriare un immobile sono privilegiate nella distruzione della somma ricavata dalla vendita dell’immobile stesso.

In sostanza, il creditore privilegiato speciale ha il cosiddetto diritto di sequela: significa che, anche se il bene del debitore sul quale egli deve rivalersi è stato acquisito da terzi, egli lo potrà comunque perseguire. Proprio per questo motivo si dice che si presentano come una garanzia reale.

Creditore privilegiato: che succede se ce ne sono molti?

Se coesistono più creditori privilegiati, per stabilire la prima causa di prelazione, non si guarda alla priorità del tempo, ma alla causa del credito. Preferenza assoluta è sempre riconosciuta alle spese di giustizia.

Alcuni crediti vengono considerati di natura particolare: la legge li tutela istituendo su di loro privilegi. Si distingue tra:

  • privilegio generale, nei confronti di tutti i beni del mobili del debitore;
  • privilegio speciale, nei confronti di dati beni del debitore.

Solo il privilegio speciale attribuisce il diritto di sequela, in forza del quale il creditore può vantare il proprio diritto anche nei confronti del terzo acquirente.

note

[1] Ricordiamo che i creditori sono titolari di una cosiddetta garanzia generica sul patrimonio del debitore in base alla regola secondo la quale il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi debiti presenti e futuri.

 [2] Artt. 2745 e segg. cod. civ.

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