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La scuola non è responsabile per il naso rotto in palestra

26 Settembre 2012
La scuola non è responsabile per il naso rotto in palestra

Lesione subita da un alunno durante l’ora di ginnastica: la scuola è responsabile solo se non ha adottato misure di sicurezza idonee ad impedire il fatto.

Magari uno ci spera pure che, da un naso rotto in palestra, frutto di una gamba tesa durante la partita di calcio, possa ottenere un buon risarcimento per comprarsi il motorino: ci spera così tanto da fare causa alla scuola e, con una certa “faccia tosta”, mettere in mezzo anche il prof. di educazione fisica perché non avrebbe esercitato il suo potere di controllo sui ragazzi.

E invece si perde. Si perde addirittura in Cassazione, dopo due gradi di giudizio.

La Suprema Corte ha infatti deciso recentemente proprio un caso del genere [1]. Secondo i giudici, affinché la scuola sia responsabile dell’infortunio subìto dallo studente durante l’ora di ginnastica, non è sufficiente che la gara sportiva fosse organizzata all’interno del programma educativo scolastico, ma è necessario che l’istituto non abbia adottato tutte le misure di sicurezza idonee per evitare il fatto.

La scuola infatti non è responsabile quando, come nel caso di un naso rotto – conseguenza di un’azione calcistica imprudente – il sinistro si sia verificato in modo repentino, con modalità tali da non poter essere impedito.

La presenza sul posto dell’insegnante di educazione fisica (che controllava lo svolgimento dell’incontro) e l’impossibilità per questi di prevedere e fermare in anticipo l’azione, evitando il sinistro, è valsa a escludere ogni responsabilità dell’istituto.

 

 


note

[1] Cass. sent. n. 16261 del 25.09.12.


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