Diritto e Fisco | Articoli

Debiti e divorzio, che fare?

16 marzo 2017


Debiti e divorzio, che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 marzo 2017



Alla fine del matrimonio i debiti contratti da entrambi i coniugi vanno pagati congiuntamente, altrimenti si verifica una responsabilità solidale: marito e moglie potranno essere oggetto di pignoramento.

Al momento della separazione e del divorzio, la battaglia principale degli ex coniugi verte soprattutto sulla divisione dei beni, ossia sull’attivo: si tratta di tutti quei beni acquistati durante il matrimonio e che, in un regime di comunione dei beni, spettano al marito e alla moglie in pari misura. In queste ipotesi, se manca l’accordo comune dei coniugi, si va dal giudice che provvede alla loro divisione. Ma quali sono le conseguenze del divorzio sui debiti? Una cosa è certa: se è vero che, durante il matrimonio, i debiti dell’uno finiscono sempre per ripercuotersi sull’altro (nei limiti della metà del loro valore e sempre che la coppia sia in regime di comunione dei beni), una volta intervenuta la separazione, delle obbligazioni ne risponde solo il soggetto che le ha contratte; pertanto l’ex non è tenuto a farsi carico dei debiti accumulati dal precedente coniuge, neanche se questi versi in condizioni di difficoltà economica. L’unico obbligo che può derivare dalla separazione e dal divorzio è l’assegno di mantenimento (oltre a quello per i figli, unito all’obbligo di partecipare al 50% delle spese straordinarie per il loro mantenimento).

A questo punto l’indagine si restringe alle sole obbligazioni sorte durante il matrimonio: per tali ipotesi, come si dividono i debiti in caso di divorzio? La questione va affrontata a seconda del regime patrimoniale prescelto da moglie e marito.

Comunione dei beni

Quando c’è il regime di «comunione dei beni» delle obbligazioni rispondono entrambi i coniugi, ma nei limiti della metà del rispettivo valore. In pratica, quando il contratto viene firmato da uno solo dei soggetti, i creditori possono aggredire i beni della comunione ed, eventualmente, anche i beni personali dei coniugi, ma solo fino al 50% del valore dei beni stessi).

Ma che succede, in caso di comunione dei beni, se il contratto firmato uno solo dei coniugi è stato stipulato per soddisfare bisogni familiari? Sicuramente egli risponde personalmente delle obbligazioni da esso derivanti. Si discute però se l’altro sia responsabile per intero (ossia in via solidale) o solo nella misura del 50%.

Secondo un orientamento giurisprudenziale la responsabilità solidale dei coniugi ricorre solo quando il contratto soddisfa interessi essenziali della famiglia (come ad esempio il pagamento delle prestazioni sanitarie a favore di un figlio).

Secondo una differente tesi, invece, il coniuge che non ha firmato il contratto risponde delle obbligazioni contratte solo è stato fatto credere al terzo che l’obbligo è stato assunto da entrambi i coniugi. Pertanto in base a questa impostazione anche se la moglie è di regola responsabile in proprio per le obbligazioni contratte personalmente nell’interesse della famiglia, il marito diventa responsabile delle obbligazioni da lei assunte, tutte le volte in cui si può ritenere che la moglie le abbia contratte non in proprio ma in nome del marito.

In ogni caso, il divorzio dei coniugi non comporta anche la divisione dei debiti i quali persistono nella stessa misura e con le medesime quote previste durante il matrimonio. Dunque, contrariamente a quanto si crede, così come prima del divorzio i creditori potevano aggredire l’altro coniuge, questi lo potranno fare anche dopo la definitiva separazione di moglie e marito.

In ogni caso, prima di procedere alla divisione ciascun coniuge deve rimborsare le somme prelevate dal patrimonio comune per scopi diversi dall’adempimento delle obbligazioni familiari. Deve anche rimborsare il valore dei beni della comunione su cui si sono soddisfatti i creditori per obbligazioni contratte separatamente dai coniugi per atti di straordinaria amministrazione senza il consenso dell’altro.

In regime di comunione dei beni avviene spesso che i contratti vengano firmati da tutti e due i soggetti. La conseguenza di un tale comportamento è quella che va sotto il nome di «responsabilità solidale»: in buona sostanza il creditore può – nonostante la separazione o il divorzio – chiedere il pagamento tanto alla moglie quanto al marito, indifferentemente, e per l’intero ammontare. Così, ad esempio, se l’uomo non dovesse pagare il debito, il creditore potrebbe chiederlo integralmente alla moglie, salvo il diritto di quest’ultima di rivalersi, successivamente, sul marito per la metà di quanto corrisposto.

Eventuali accordi intervenuti tra le parti in sede di separazione (per esempio quelli con cui si stabilisce che un determinato debito lo paghi uno dei due coniugi e un altro debito lo paghi l’altro) non hanno valore ed effetto nei confronti dei creditori, che restano estranei a tali patti (salvo, ovviamente, che non vi abbiano partecipato e rinunciato ai propri diritti nei confronti di una delle due parti).

Di solito, per quanto riguarda il pagamento di utenze e mutuo, è il giudice della separazione e del divorzio che individua il coniuge tenuto al versamento delle somme; con la conseguenza che, in caso di inadempimento, l’altro ha già titolo per rivalersi e tentare nei suoi confronti un’esecuzione forzata onde recuperare le somme spese.

Separazione dei beni

Nel caso invece di coppia in separazione dei beni, non si pongono problemi. In tale ipotesi, infatti, le obbligazioni nascono già “separate”, ossia ne risponde – anche durante il matrimonio – solo colui che le ha contratte, senza che le stesse possano trasferirsi anche all’altro coniuge. Se ciò vale quando la coppia è ancora sposata, a maggior ragione vale anche dopo la separazione e il divorzio. Dunque, i creditori della moglie o del marito non potranno mai rivalersi nei confronti dell’altro, né prima né dopo lo «scoppio» della coppia. E ciò vale non solo per i debiti personali (ossia contratti per proprie esigenze), ma anche per quelli nell’interesse della famiglia (ad esempio l’acquisto di un’auto).

Resta tuttavia la possibilità che, anche in caso di separazione dei beni, i coniugi abbiano voluto sottoscrivere insieme un contratto, come spesso succede, ad esempio, in caso di mutuo bancario, quando la banca pretende la garanzia sul patrimonio di entrambi. In tal caso valgono di nuovo le regole sulla responsabilità solidale e l’uno risponde, per l’intero, del debito dell’altro.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI