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Cartelle Equitalia: come leggere l’estratto di ruolo

16 Marzo 2017 | Autore:
Cartelle Equitalia: come leggere l’estratto di ruolo

Estratto di ruolo cartelle Equitalia: come leggerlo e individuare gli importi da rottamare.

L’estratto di ruolo è il documento attraverso il quale è possibile conoscere la propria situazione debitoria presso Equitalia e avere le idee chiare sui crediti dovuti e, in particolare, sulla loro natura (per esempio: imposte sui redditi, contributi Inps, bollo auto, multe ecc.), sull’ente creditore, sull’importo della sorte capitale, delle sanzioni e degli interessi nonché sulla data di notifica della cartella esattoriale.

L’accesso agli estratti di ruolo si rivela essenziale per tutti i contribuenti intenzionati ad aderire alla definizione agevolata (rottamazione), dal momento che, visionando le somme iscritte a ruolo dal 2000 al 2016, è possibile di individuare gli importi riconducibili a sanzioni e interessi moratori che, per effetto della rottamazione stessa, verrebbero decurtati.

Vediamo allora come si legge l’estratto di ruolo e come si riconoscono le singole voci (utili ai fini della rottamazione).

L’estratto di ruolo riporta in alto a sinistra:

  • il concessionario della riscossione (Equitalia Servizi di Riscossione – Agente della Riscossione per la Provincia di…);
  • i dati del contribuente, con relativo indirizzo e domicilio fiscale;
  • l’ente creditore (per esempio Amministrazione finanziaria, Inps, Prefettura ecc.) e l’ufficio che ha emesso il ruolo.

Più in basso, prima del riquadro relativo ai dati dell’importo addebitato, sono indicati:

  • il numero di ruolo e il relativo anno (occorre guardare a tale dato per capire se è possibile aderire alla rottamazione: essa è infatti prevista per i ruoli dal 2000 al 2016);
  • la data del visto;
  • il tipo di atto, per esempio: cartella di pagamento o avviso di addebito;
  • il numero identificativo dell’atto (si tratta del numero a 20 cifre che va inserito nella richiesta di rottamazione);
  • la data di notifica della cartella.

Venendo ora alla parte centrale dell’estratto di ruolo e cioè al riquadro tratteggiato che si presenta come una sorta di tabella a sette colonne, interessano le seguenti informazioni:

  • il codice tributo: si tratta del codice identificativo del credito intimato, in merito al quale si trova la descrizione subito sotto la tabella;
  • l’anno di riferimento del tributo (per esempio, bollo auto del 2001, contributi Inps del 2010 ecc.);
  • il carico iscritto a ruolo e il debito residuo: raramente le due voci coincidono. La maggior parte delle volte il debito residuo è più elevato rispetto al carico originariamente iscritto a ruolo in quanto la somma è incrementata per effetto degli interessi di mora, dell’aggio, delle spese di notifica e di quelle esecutive. Può anche capitare, però, che il debito residuo sia inferiore a quello iscritto a ruolo, perché parzialmente già pagato.

Nelle righe orizzontali della tabella troviamo, appunto, i diritti di notifica, gli interessi di mora/somme aggiuntive, l’aggio, le spese esecutive e il totale della cartella.

Come individuare dall’estratto di ruolo le sanzioni e gli interessi di mora?

Chi aderisce alla definizione agevolata pagherà l’importo delle cartelle senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

In sintesi, sono dunque dovute, per effetto della definizione agevolata:

  • le somme intimate a titolo di capitale e interesse;
  • le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio, di spese di notifica della cartella e di spese di rimborso per le procedure esecutive.

Dall’estratto di ruolo è possibile individuare facilmente le somme dovute a titolo di sanzioni e interessi moratori che verrebbero decurtate per effetto della definizione agevolata. Nella tabella sono infatti indicate, accanto al codice tributo (seconda colonna), le iniziali di ogni tipologia:

A- altro

I – imposta

N- diritti di notifica

S – sanzioni

T- interessi

M- interessi di maggior rateazione.

Tra queste voci quella che viene decurtata con la rottamazione della cartella è quella contrassegnata con la S (sanzioni).

Nella quarta riga troviamo, invece gli interessi di mora (altra voce decurtata per effetto della rottamazione).

Dunque, ai fini del calcolo delle somme che si andrebbero a risparmiare per ogni cartella con la definizione agevolata, occorre visionare l’estratto di ruolo e risalire agli importi contrassegnati con la “S” e agli interessi di mora.

Differenza tra estratto di ruolo e ruolo

L’estratto di ruolo viene formato (quindi consegnato) soltanto su richiesta del debitore e costituisce semplicemente un elaborato informatico formato dall’esattore, sostanzialmente contenente gli elementi della cartella, quindi anche gli “elementi” del ruolo afferente quella cartella.

Il “ruolo“, invece, è atto impositivo espressamente previsto e regolato dalla legge, anche quanto alla sua impugnabilità e ai termini perentori di impugnazione. Esso è un provvedimento dell’ente impositore (quindi un atto potestativo contenente una pretesa economica dell’ente suddetto).

La differenza sostanziale tra estratto di ruolo e ruolo, spesso confusi, sta proprio nella natura impositiva propria solo del secondo. L’estratto di ruolo, infatti, è solo un documento formato dai concessionario della riscossione, che non contiene nessuna pretesa impositiva, diretta o indiretta [1].


note

[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 19704/2015.


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