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Lo sai che? Serve la licenza edilizia per un soppalco?

Lo sai che? Pubblicato il 16 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 marzo 2017

Per un soppalco non è tanto importante il materiale utilizzato quanto la dimensione e lo scopo a cui viene adibito.

«Per costruire un soppalco devo chiedere l’autorizzazione Comune», ossia quello che più tecnicamente viene detto «permesso di costruire?» Una domanda che non pochi proprietari di casa si fanno, specie perché oggi gli appartamenti sono sempre più piccoli e serve recuperare spazio da tutti gli angoli. Ma la “burocrazia” italiana – si sa – è insidiosa, piena di cavilli e di norme che neanche gli avvocati spesso conoscono. Anche a rivolgersi allo stesso Comune sembra a volte che si brancoli nel buio, che non tutti abbiano chiaro cosa bisogna fare, quali autorizzazioni richiedere e quando farlo. Così non sono infrequenti i casi in cui, benché all’ufficio tecnico diano determinate risposte, queste vengano poi bacchettate dalla magistratura e, pur avendo avuto il via libera dall’amministrazione, si finisca per fare i conti con la giustizia penale. Possibile? Sì, perché i giudici sono tenuti a valutare il comportamento in sé del proprietario dell’appartamento che abbia realizzato un abuso edilizio, anche se in buona fede perché così consigliato del funzionario dell’ente locale. Per cercare, dunque, di districare la matassa, in questo articolo cercheremo di capire se serve la licenza edilizia per un soppalco.

Immaginiamo di avere un appartamento piuttosto stretto e di voler recuperare un po’ di spazio realizzando un soppalco come ripostiglio per adibirci valigie e borsoni, scope, elettrodomestici non utilizzati e scatole con vecchi ricordi. I soffitti di casa sono sufficientemente alti e i lavori non sembrano comportare troppi problemi, né la realizzazione del soppalco ci priverà d’aria. Senonché, dopo aver affidato l’incarico a una ditta, ci sorge un dubbio: serve la licenza edilizia per un soppalco? In altre parole, conferendo l’incarico all’architetto che farà i lavori e pagherà i manovali, abbiamo fatto tutto ciò che la legge ci impone di fare oppure abbiamo bisogno di andare in Comune e chiedere l’autorizzazione amministrativa?

Sappiamo che realizzare manufatto senza l’autorizzazione del Comune (cosiddetto «permesso di costruire»), laddove imposto dalla legge, costituisce un abuso edilizio e l’abuso edilizio è un reato; in altre parole, oltre a subire il procedimento penale (sempre che la procura si attivi entro 4 anni), potremmo essere costretti a demolire quanto costruito (e l’ordine di demolizione non cade mai in prescrizione). Conseguenze piuttosto gravose per un soppalco che serve come semplice ripostiglio. Insomma, cosa dobbiamo fare se vogliamo costruire un soppalco? La risposta è in una recente sentenza del Consiglio di Stato che chiarisce i termini della questione nel seguente modo.

Per stabilire se, ai fini della realizzazione di un soppalco, sia necessario il permesso comunale, non bisogna prendere in considerazione i materiali utilizzati, quanto la dimensione e la funzione del soppalco stesso:

  • quando il soppalco crea superficie abitabile e calpestabile, ci vuole il permesso per costruire;
  • quando, invece, esso è destinato a mero ripostiglio, non bisogna dotarsi di alcuna licenza edilizia.

Se vogliamo costruire un soppalco per farne un ripostiglio, non è necessario chiedere il permesso al Comune. Se, invece, vogliamo realizzare uno spazio vivibile ed abitabile, come ad esempio un soggiornino dove vedere la televisione o un luogo dove poter mettere un letto e creare un angolo di riposo bisogna munirsi di licenza edilizia.


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