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Rito abbreviato: la sentenza di primo grado è appellabile?

6 Aprile 2017
Rito abbreviato: la sentenza di primo grado è appellabile?

Una sentenza di primo grado, derivata da rito abbreviato con condanna a due anni (pena sospesa) può essere appellata? Se si, si perdono i benefici del rito abbreviato?

Quanto alla prima domanda del lettore la risposta è si, la sentenza di primo grado è sempre appellabile dall’imputato a nulla rilevando il fatto che sia stata emessa a seguito di giudizio abbreviato.

Solo un attimo più complessa è la risposta alla seconda domanda. Nell’appello del processo penale vige la regola del “divieto di riformare in peggio” la sentenza di primo grado, a meno che questa non sia stata appellata anche dal pubblico ministero. Mi spiego meglio.

L’appello può essere proposto sia dall’imputato che dal pubblico ministero. Se appella solo l’imputato, il giudice dell’appello (si chiama corte di appello) non può modificare quella sentenza in modo peggiorativo per l’imputato. Nel nostro caso, ad esempio, se la sentenza di primo grado viene appellata solo dall’imputato, la sentenza non potrà essere più grave nel senso che non potrà condannare l’imputato a 3 anni invece di 2 o non concedergli la pena sospesa già riconosciuta in primo grado.

Se, invece, ad appellare la sentenza è anche il pubblico ministero, la regola del divieto di modifiche peggiorative non si applica più e l’imputato potrebbe anche essere condannato ad una pena più grave o non vedersi concedere la “pena sospesa”. Si tenga però presente che, di solito, il pubblico ministero propone appello solo raramente e solo in quei processi di particolare interesse sicchè, di norma, a proporre appello è solo l’imputato.

In buona sostanza, perciò, possiamo dire che se il pubblico ministero non propone appello, l’imputato non perderà alcun beneficio ricevuto in primo grado e non potrà, quindi, essere condannato ad una pena più severa o vedersi revocare la pena sospesa.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola



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