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Posso essere trasferito nella stessa provincia?

7 aprile 2017


Posso essere trasferito nella stessa provincia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 aprile 2017



Sono dipendente della Agenzia delle Entrate di P.; ho chiesto l’avvicinamento a V. ma mi è stato negato perchè risiedo già nella stessa provincia. Posso impugnare il diniego con urgenza?

In linea teorica il provvedimento di diniego reso dall’Agenzia delle Entrate con riferimento alla richiesta di trasferimento del lettore [1] sarebbe impugnabile (dinanzi al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro), anche proponendo, in uno al ricorso, istanza cautelare [2], laddove il diniego risultasse privo di congrua motivazione (o con motivazione pretestuosa o inconsistente) da parte dell’Amministrazione in ordine agli specifici ed oggettivi impedimenti che ostano alla sua assegnazione, tenuto conto dell’organizzazione dell’ufficio, e con precipuo riferimento al personale occupato nella sua medesima area e qualifica.

Sulla possibilità di proporre l’istanza cautelare si è espresso positivamente di recente il Tribunale di Viterbo [3].

Ciò premesso, nel caso del lettore ciò che impedisce di ipotizzare un esito positivo per un eventuale giudizio di impugnativa del diniego oppostogli dall’Amministrazione di appartenenza, è la lettera stessa della legge che riconosce il diritto di essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa. La legge, cioè, riconosce il diritto all’assegnazione ad altra sede di servizio (o, secondo altri, il semplice interesse legittimo) solo se la sede di assegnazione sia ubicata nella stessa provincia o regione in cui l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa (e, quindi, solo se la sede attuale sia ubicata in altra provincia o regione) e non se la attuale sede di servizio sia già nella stessa provincia (o regione) di quella in cui l’altro genitore lavora. Tale interpretazione del testo della norma è chiara, emerge semplicemente dalla lettura della norma e non lascia adìto a dubbio alcuno.

Nel caso del lettore, quindi, poiché egli già lavora in sede ubicata nella stessa provincia dell’altro genitore (V. e P. appartengono, infatti, alla stessa provincia), non può invocare questa norma per ottenere il trasferimento richiesto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Ai sensi dell’articolo 42 bis del d.lgs. 151 del 26.03.2001.

[2] Ai sensi dell’art. 700 cod. proc. civ.

[3] Trib. Viterbo, ord. dello 03.04.2014.

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