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News Pensioni, nuove trattenute col ricalcolo contributivo

News Pubblicato il 21 marzo 2017

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In arrivo tagli sulle pensioni a causa delle operazioni di ricalcolo contributivo avviate dall’Inps.

In tanti potrebbero vedersi tagliata la pensione da un momento all’altro: l’Inps, infatti, ha recentemente avviato le operazioni di ricalcolo delle prestazioni in base al tetto pensionabile previsto dalla Legge di stabilità 2015 [1]. Questo comporterà, per molti pensionati, da un lato la diminuzione degli assegni, dall’altro la restituzione degli importi erogati in più, mediante trattenute sulla pensione.

Ci si chiede, a questo punto, come mai l’Inps abbia erogato delle pensioni errate, più alte del dovuto: in realtà l’Inps non ha sbagliato il calcolo della pensione, ma è il calcolo stesso ad essere stato parzialmente modificato, a partire dal 2015, al contrario dei sistemi Inps, che non sono stati adeguati tempestivamente.

Ma facciamo il punto della situazione, per capire chi sono i pensionati interessati dalla restituzione e quanto dovrebbero perdere.

Doppio calcolo della pensione

Innanzitutto, bisogna precisare che la Legge Fornero (nota anche come riforma delle pensioni) ha introdotto, per tutti, il metodo di calcolo contributivo della pensione (che si basa sui contributi accantonati nell’arco della vita lavorativa) a partire dal 1° gennaio 2012, anche per coloro che, possedendo oltre 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1998, avevano diritto al calcolo interamente retributivo (basato sugli ultimi stipendi e non sui contributi versati).

Il calcolo contributivo è generalmente più penalizzante rispetto al retributivo, ma vi sono dei casi in cui la quota calcolata dal 2012 in poi (quota C), contributiva, consente all’interessato di ottenere una pensione più alta, rispetto al trattamento che avrebbe ottenuto applicando il solo sistema retributivo.

È il caso di coloro che, avendo diritto al calcolo retributivo sino al 2011, possiedono un’anzianità elevata e retribuzioni medie oltre i 46.000 euro annui, cioè superiori alla prima fascia pensionabile del sistema retributivo. Costoro, infatti, non avendo nessun massimale sulle retribuzioni, riescono a valorizzare, con il sistema contributivo, l’intera cifra sulla quota C di pensione, ottenendo un trattamento più alto rispetto a quello determinato con il calcolo retributivo, che, invece, prevede un abbattimento progressivo dei rendimenti al crescere della retribuzione pensionabile.

Peraltro il trattamento risulta tanto più alto quanto più elevata è l’età pensionabile, in quanto la somma dei contributi viene trasformata in assegno grazie a dei coefficienti di trasformazione crescenti.

Per questi motivi, la Legge di stabilità 2015 ha previsto il cosiddetto tetto pensionabile, che si determina attraverso un doppio calcolo della pensione:

  • l’Inps, in pratica, deve calcolare la pensione dapprima applicando il sistema retributivo sino al 2011 e il contributivo dal 2012 in poi;
  • deve, in seguito, calcolare la pensione con il metodo integralmente retributivo;
  • deve, infine, confrontare l’assegno di pensione così ottenuto con il primo assegno di pensione; se la prestazione calcolata con il solo sistema retributivo è più bassa, il pensionato ha diritto al calcolo integralmente retributivo.

Restituzione della pensione

Queste nuove regole si applicano a partire dal 1° gennaio 2015, ma l’Inps ha adeguato i suoi sistemi solo di recente e ha iniziato da poco i ricalcoli, a seguito dei quali invierà agli interessati un nuovo provvedimento di liquidazione, chiamato TE08.

Sono interessati al ricalcolo anche coloro che hanno ricevuto la liquidazione della pensione prima del 1° gennaio 2015; questi ultimi, comunque, devono restituire gli eventuali importi liquidati in più soltanto a partire da tale data e non i ratei di pensione sino al 2014.

Resta da chiedersi, comunque, come si concilino queste disposizioni con la cosiddetta sanatoria Inps, che in determinati casi non prevede la restituzione degli indebiti. Per approfondimenti sull’argomento, si veda

Somme corrisposte per sbaglio dall’Inps, quando non vanno restituite?

note

[1] Art.1, Co.707, L.190/2014.


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3 Commenti

  1. E’ illegittima qualsiasi restituzione di somme percepite in buona fede. Tutti coloro che subiscono tali trattenute possono fare causa e, visti i precedenti giudiziari, hanno alte probabilità di vincere.

  2. perchè lei cita la data 31 dicembre 1998-. io conoscevo la riforma DINI, 18 anni contributivi al 31 Dicembre 1995.

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