Precari scuola: requisiti per i concorsi 2018

17 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 marzo 2017



Il Parlamento approva un parere che riorganizza l’inserimento dei docenti attraverso concorsi e periodo di formazione. Novità anche per gli asili.

Già li chiamano «concorsi light» quelli destinati – almeno nelle intenzioni del Governo – a combattere il precariato nella scuola. Le commissioni parlamentari competenti hanno approvato il piano del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, mirato ad assumere, piano piano, i docenti in attesa di una sistemazione il più possibile definitiva. Interessa, per la maggior parte, la formazione iniziale ed il reclutamento degli insegnanti della scuola secondaria.

Ecco, in sintesi, che cosa prevede il parere uscito dalle commissioni di Montecitorio e Palazzo Madama: i concorsi ci saranno ogni due anni e non più ogni tre. Chi vincerà il concorso verrà ammesso ad un corso di formazione triennale articolato in questo modo:

  • un primo anno di specializzazione, con diploma;
  • un secondo anno di ingresso in classe;
  • un terzo anno di assunzione in ruolo per coprire dei posti vacanti.

I requisiti per il concorso 2018 dei precari della scuola

Il concorso 2018 per i precari della scuola sarà organizzato per titoli ed esami.

Ecco i requisiti per accedere ai concorsi:

  • laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, o, ancora, titolo equipollente o equiparato;
  • certificazione, tramite diploma o attestato di superamento di esami singoli, del possesso di almeno 24 crediti formativi universitari o accademici, acquisiti nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Bisognerà, comunque, garantire il possesso di almeno sei crediti in almeno tre di questi quattro ambiti disciplinari:
    • pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
    • psicologia;
    • antropologia;
    • metodologie e tecnologie didattiche;
  • attestazione delle competenze linguistiche, corrispondenti almeno al livello B2.

Per il concorso 2018 relativo ai posti di tecnico-pratico, occorre essere in possesso di tutti i requisiti citati prima, mentre per il concorso che riguarda i posti di sostegno, è necessario che i requisiti precedenti siano relativi alla classe di concorso su cui l’aspirante presenta domanda di partecipazione.

I vincitori del concorso cominceranno il percorso formativo retribuito nell’anno scolastico 2019-2020.

Che cosa prevede l’esame per il concorso 2018 dei precari della scuola

Il concorso 2018 per i precari della scuola prevede tre prove di esame: due scritte (a carattere nazionale) e una orale. Chi si candida per i posti di sostegno dovrà sostenere un’ulteriore prova scritta a livello nazionale.

Prima prova scritta: viene valutato il grado di conoscenza su una precisa disciplina scelta dall’interessato tra quelle proposte al concorso. Nel caso in cui venga scelta una lingua straniera, l’aspirante dovrà sostenere la prova scritta in quella lingua. Per accedere alla fase successiva, occorre superare questa prova.

Seconda prova scritta: si basa sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie didattiche. Solo superando questa prova si può accedere a quella successiva.

Prova orale: si tratta di un colloquio in cui vengono valutate le conoscenze del candidato su tutte le materie del concorso, su una lingua straniera europea e sulle sue abilità informatiche.

Prova aggiuntiva per i posti di sostegno: è una prova scritta da sostenere prima di quella orale con l’obiettivo di dimostrare le proprie conoscenze di base sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l’inclusione scolastica e sulle relative metodologie.

Concorso 2018 scuola: la fase transitoria

E’ prevista una fase transitoria con procedure di valutazione e di selezione per coprire con docenti di ruolo i posti vacanti e disponibili, per assicurare la continuità didattica e per non sprecare l’esperienza ed i titoli di chi già esercita a scuola. Il Governo dovrà dare il via libera definitivo alla proposta del Parlamento, che prevede l’assorbimento delle graduatorie ad esaurimento. Il 50% dei posti sarà riservato a chi oggi è iscritto in Gae (appunto, graduatoria ad esaurimento). Verranno poi assunti i vincitori del concorso del 2016 .

Ci sarà spazio anche per i docenti abilitati che si trovano nella graduatoria di seconda fascia: verranno inseriti entro il prossimo anno scolastico in una graduatoria regionale di merito sulla base dei loro titoli e della loro esperienza e dovranno sostenere una prova orale. Quindi, saranno ammessi direttamente al terzo anno del percorso di ingresso nella scuola. Da qui, la dicitura di «concorso light».

I docenti non abilitati con almeno tre anni di servizio, secondo la proposta del Parlamento, possono partecipare a dei concorsi speciali dedicati a loro che si svolgeranno in concomitanza con il concorso 2018. Dovranno sostenere una sola prova scritta anziché due. Chi passa questa prova, viene ammesso direttamente al secondo anno del percorso di ingresso nella scuola.

Asili nido e scuola dell’infanzia

Il parere approvato dal Parlamento riorganizza, infine, il sistema educativo nelle strutture con bambini da 0 a 6 anni (asili nido e scuola dell’infanzia). Chi vuole lavorare come educatore con i più piccolini deve avere una laurea triennale, mentre per la scuola dell’infanzia occorre la laurea magistrale. Se, però, un insegnante della scuola dell’infanzia vuole lavorare in un asilo nido, deve acquisire altri 60 crediti formativi universitari.

Il Parlamento chiede, inoltre, che venga inserito nelle graduatorie provinciali dei precari chi ha lavorato nelle strutture con bambini da 24 a 36 mesi.


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