Diritto e Fisco | Articoli

Troppi avvocati in Italia: al via il “numero chiuso”

22 Novembre 2013
Troppi avvocati in Italia: al via il “numero chiuso”

In progetto il numero chiuso per gli avvocati: in Italia ce ne sono troppi.

Facoltà di giurisprudenza a numero chiuso e limitazioni all’accesso alla professione forense: fa ancora discutere il progetto comunicato dal ministro della Giustizia qualche mese fa e che, stando a indiscrezioni di corridoio, non sarebbe mai tramontato. Alla bozza starebbero lavorando il Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell’Università. Lo scopo è quello di rivedere i criteri di accesso alla professione forense. L’intento è quello di limitare il numero di legali che accedono alla professione.

Il progetto doveva essere presentato lo scorso 28 settembre, ma i problemi del Governo che tutti conosciamo, le continue minacce di crisi e di caduta dell’esecutivo, hanno fatto slittare i tempi. Di fatto, la bozza è ancora allo studio e, a quanto sembra, sulla scrivania del Ministro.

In particolare, sono state avanzate tre possibili soluzioni:

1) la prima sarebbe quella di applicare uno sbarramento immediato all’iscrizione universitaria, prevedendo così un numero chiuso a tutti gli iscritti a giurisprudenza;

2) la seconda è quella di applicare il filtro dopo tre anni di università, attraverso un percorso formativo su misura. In questo modo, si valorizzerebbero solo gli studenti più meritevoli, mettendo da parte i cosiddetti “frequentatori occasionali”;

3) la terza invece comporterebbe lo sbarramento nella fase post-laurea, prima delle scuole di specializzazione.

Gli avvocati si dividono. Che vi sia una forte spinta di chiusura, sia dal vertice che dalle basi, è innegabile: chiusura determinata soprattutto dall’eccessivo sovraffollamento della professione e dalla recente crisi del settore “giustizia”. L’esubero di avvocati viene spesso considerato come una delle cause del recente decadimento della professione, che avrebbe accomunato professionisti “a tempo continuativo” a coloro che, invece, utilizzano la professione come “riempitivo”.

Attualmente in Italia, su una popolazione di quasi 61 milioni di persone, ci sono ben 247 mila avvocati. Il numero maggiore è presente in Campania (38 mila), seguita dalla Lombardia (30 mila) e dalla Puglia (23 mila). All’ultimo posto c’è la Valle d’Aosta con 178 avvocati e il Trentino con 1.643.

In Germania il numero dei legali è di 150 mila; in Francia invece è di 20 mila, quanto quelli presenti solo a Roma.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

30 Commenti

  1. Bah…..il numero chiuso…la vedo difficile….dalla Facoltà di Giurisprudenza non escono solo avvocati, ma laureati in legge che andranno ad occupare posti di consulenti interni di aziende, banche, entri pubblici e/o privati, notai, magistrati ed altro…come si fa a mettere un numero chiuso ??

  2. Io sono cresciuto in un paese (l’Inghilterra) dove le università erano (e sono) tutte a numero chiuso, e in particolare la facoltà di giurisprudenza era, con medicina, la più difficile a accedere. A posto vinto sono venuto, ahime, in Italia, rinunciando a quel posto guadagnato così duramente. Da avvocato Italiano ho spesso dei contatti con colleghi inglesi e mi sono convinto che noi non siamo inferiori a loro, altroche, solo che loro godono di una stima e rispetto sociale che sogniamo, di una guadagni che sogniamo e sopratutto si assiste ad un generale livellamento, in alto, di tutta la professione. Se questo si ottiene con il numero chiuso, allora ben venga.

  3. In Campania siamo 38.000 … Possibile che non ci sia niente di meglio da fare? La Francia intera 20.000! Sarebbe più logico limitare l’esame di stato in tre tentativi, sicuramente il numero degli avvocati sarebbe dimezzato.

  4. Angelo Greco ha scritto parole sante.
    Il problema non è sbarrare la strada a un ragazzo che si è fatto elementari, medie, liceo e magari pure un pezzo di università, se non proprio tutta, fino ad arrivare alla laurea.

    Il problema è che chi non ha voglia o testa, non dovrebbe proprio arrivare a prendere la maturità classica o scientifica. Invece no, bocciare un alunno al primo anno delle superiori è un dramma (farlo alle medie inferiori è addirttura un reato); mandiamoli tutti avanti, che così è meglio. In tal modo nella provincia di Salerno siamo arrivati ad avere un avvocato ogni cento persone (compreso i lattanti e gli ultranovantenni); in compenso non si trova un idraulico, un elettricista o un falegname nemmeno a cercarli col lanternino; e quando li si trova hanno una parcella più alta di uno dei tanti legali che lottano per sopravvivere.

  5. Non so. Sinceramente, che siamo 10.000, 20.000 o 100.000, se è vero che un buon numero sono solo “parcheggiati – quindi non lavorando davvero – non mi fa nessuna differenza e non mi da nessun fastidio. Buon per l’ordine che prende più contributi e può tenerli più bassi per tutti. Poi la selezione la fa il mercato, tra quelli che non solo lavorano davvero, ma lo fanno anche come si deve. Sennò addio cliente.
    Mi preoccupano – o lasciano almeno perplesso – i criteri di selezione e gestione interni alla categoria. Ad esempio, l’obbligo di aggiornamento professionale. Bene, nulla contro. Ma se poi si viene “esonerati” dalla formazione e dall’aggiornamento solo per “anzianità”, che non è affatto sinonimo di “aggiornamento” (anzi, magari hai fatto 50 anni di contratti agrari dove non hai rivali, ma non sai nulla di contratti informativi e sei fermo al curator ventris e allo ius corrigendi del marito), si innesca un paradosso: gli “anziani” possono campare di rendita e curarsi con comodo il parco clienti già acquisiti, senza aver più studiato nulla da decenni; e i giovani, aggiornati per definizione perché freschi di studi, si devono sbattere per i crediti sottraendo tempo alla ricerca dei clienti di cui hanno bisogno per affermarsi ed evolvere con la pratica di ciò che già sanno. Ecco, “equivoci” corporativi del genere, proprio non vanno, e non volersi accorgere di cose così ovvie vuol dire essere in mala fede.

  6. Stesso discorso per le tariffe e la loro abolizione. A parte la stupidaggine pretestuosa secondo cui erano “contrarie al diritto comunitario e all’Europa” (che invece ne ha espressamente confermato la validità e legittimità laddove previste), abolire le tariffe minime comporta e ha comportato solo questi effetti: a) i “grandi clienti” (ad es., guarda un po’, le banche) hanno potuto usare la leva delle tariffe per ottenere prestazioni gratis o quasi. b) questo però se lo sono potuti e possono permettere solo i grandi studi o i grandi professionisti, con fatturati consolidati tali da poter fare gratis il c.d. “bagatellare”; c) i giovani, piccoli o individuali che devono sostenere spese di avviamento e gestione e non possono permettersi di lavorare sottocosto, sono fuori; c) ancora una volta, tutti coloro che delle tariffe minime non si sono mai dovuti (o non si devono più) preoccupare, per anzianità, competenza e/o prestigio acquisiti, non sono minimamente toccati dall’argomento. Fanno mercato a sé e continuano a guadagnare come e più di prima.
    Se queste sono le misure che dovrebbero incoraggiare concorrenza, ricambio e accesso alla professione, andiamo proprio bene. E parla uno che appartiene, senza doversene certo vergognare dopo anni di lavoro duro, all’ultima categoria: posso chiedere quello che voglio e mi dicono grazie. Oppure ciao. Per me non fa nessuna differenza.

  7. finalmente le istituzioni affrontano un problema vero. il problema di questo altissimo numero di avvocati sta a monte e cioè nell’ elevato numero di dottori / laureati in giurisprudenza. La maggior parte sceglie la facoltà di giurisprudenza solamente come ripiego dovuto al mancato superamento dei test d’ingresso in altre facoltà . nemmeno è pensabile che si studi diritto senza averne davvero una vocazione o comunque dopo buttarsi nella professione forense come se fosse un’isola felice perchè non lo è.
    fare l’avvocato è difficile, pieno di ostacoli per chi davvero vuole intraprendere la professione e senza dubbio richiede un forte senso di responsabilità visto che si parla di diritti , del patrimonio , degli affari o della vita delle persone nell’ambio penale. tutto ciò non è neanche ben retribuito oggi giorno. per cui l’esubero è totalmente ingiustificato. oltretutto a mio avviso andrebbero fatti degli esami ssugli avvocati perchè non tutti studiano e sono competenti come si pensa.

  8. Questo Paese (non solo politici ed avvocati) è troppo litigioso e composto da individui qualunquisti e…. non si potrà mai ridurre il numero degli avvocati! Neppure per legge!
    Guardate come è finita la mediazione…
    Ci vorranno decenni per farla apprezzare… e poi bisognerà imparare a gestirla…

  9. in Italia l’azione penale è obbligatoria, di conseguenza un gran numeri di avvocati sono fermi ai nastri di partenza,le carceri sono piene e loro attendono le difese d’ufficio, poco impegno ed a fine mese raccolgono quel tantum per servizio reso,
    le spese d’ufficio lo dividono in 6-8, una segretaria e via…
    Ben si guardano dal pensare “spesso succede”al danno che fanno all’imputato, di programmare i tre gradi di giudizio ogni grado un servizio, un servizio un compenso
    la realtà…

  10. io mi apresto tra poco a sostenere per la terza e ultima vota ( comunque dovesse andare) l’ esame d’ avvocato e credo che bisognerebbe fare un filtro alla conclusione dell’ università, ed al contempo mandare a casa gli avvocati ultra 70 enni poi vedi come si risolve il problema, non serve a nulla far fare, come accaduto a me anni e anni di studio sacrifici e soldi chei miei genitori hanno sudato per poi vedermi sbarrare la strada alla fine del corso di studi e di vari anni di pratica, non retribuita tra le tante cose! Dico una sola cosa a chi decide di intraprendere la strada del concorso che sia d’ Avvocato, Mmagistrato o Notaio pensateci mille volte! Le raccomandazioni ci sono e ci saranno sempre ma così ameno evitano di crearci falsi miti, irrealizzabili! Lo so stù affrontando la preparazione a questo esame molto pessimisticamente ma lo stato delle cose non consente affatto di essere ottimista!

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube