| Articoli

Un malato di Alzheimer può essere imputato in un processo?

17 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 marzo 2017



Non si può processare chi a causa delle sue condizioni mentali non può partecipare coscientemente alla sua difesa. Il problema delle patologie degenerative.

Nel processo penale la difesa tecnica è obbligatoria. Diversamente da come ci è capitato di vedere nei film e nelle fiction «made in usa», dove l’imputato può scegliere di difendersi da solo, nel nostro sistema penale l’imputato deve, necessariamente, essere assistito e difeso da un avvocato.

L’esercizio del diritto di difesa,  non si esaurisce, però, in quello dell’assistenza tecnica dell’avvocato ma implica, evidentemente,  la possibilità per l’imputato di partecipare personalmente e coscientemente al processo che lo vede protagonista.

Coscientemente significa che la persona sottoposta al processo deve essere in grado di capire quali sono le accuse che gli vengono mosse, di partecipare, insieme al suo difensore, all’articolazione della strategia difensiva (informando il proprio avvocato di tutte le circostanze di fatto utili alla sua difesa) e, chiaramente, di comprendere il significato delle scelte processuali che debbono essere compiute e degli effetti della pena che, eventualmente, dovesse essergli comminata.

Facciamo un esempio: immaginiamo che Tizio debba essere processato per un furto commesso il giorno “X”, ad una certa ora e in una determinata località. È evidente che Tizio debba essere in grado di comprendere il tenore delle accuse e di poter validamente partecipare alla sua difesa rappresentando, ad esempio, al proprio avvocato (che non potrebbe saperlo se non glielo dice Tizio) che nel giorno e nell’ora in cui è stato commesso il furto lo stesso si trovava in un altro posto in compagnia di Mevio (c’è, cioè, quello che tecnicamente si chiama alibi).

L’importanza della partecipazione consapevole e cosciente al processo è ancora più evidente se la si collega alle scelte processuali. Nell’esempio che si sta facendo, se Tizio non potesse riferire al suo avvocato dell’alibi, quest’ultimo  potrebbe essere indotto, nell’interesse del proprio assistito, a compiere scelte processuali corrette allo stato degli atti ma, in sostanza, sbagliate perché non tengono in conto della sussistenza dell’alibi di cui il difensore non è a conoscenza.

Nel caso specifico, continuando nell’esempio che si sta facendo, il difensore potrebbe essere tentato dalla possibilità di optare per la celebrazione del processo con un rito cosiddetto alternativo (es. il giudizio abbreviato [2]). In questo modo, però, non potrebbe chiamare a testimoniare Mevio sulla sussistenza dell’alibi di Tizio, di cui non è a conoscenza, con la conseguenza che, nonostante l’innocenza, Tizio potrebbe essere condannato perché non è stato in grado di partecipare attivamente e coscientemente alla sua difesa.

Se, in linea generale e di principio, non vi sono difficoltà particolari nel comprendere (e condividere) questi principi giuridici, nella pratica le questioni sono più articolate. Sul piano della pratica giudiziaria, quando il giudice rileva che lo «stato di mente» dell’imputato è tale da non consentirgli la partecipazione cosciente al processo dispone, salvo l’ipotesi in cui sussistano già le condizioni per il proscioglimento (perché ad esempio il reato è già prescritto) quelli che vengono chiamati «accertamenti peritali di verifica» [1].

È opportuno rimarcare, a questo punto, che l’incapacità di stare a giudizio non rileva solo se collegata a una specifica patologia (come per il caso dell’Alzhimer) ma anche quando è dipendente da problemi neurologici e/o fisiologici, che di fatto sono tali da impedire la partecipazione cosciente e consapevole al processo dell’imputato.

Durante la fase della verifica attraverso gli accertamenti peritali, il processo rimane sospeso nel senso che il giudice dispone, con ordinanza, che i termini di prescrizione del reato siano sospesi (in sostanza quel tempo è come se non fosse trascorso) potendosi procedere solo alla assunzione delle prove richieste dal difensore o quelle che potrebbero essere disperse in caso di ritardo.

Come si può immaginare il problema della «capacità processuale» si evidenzia in modo più netto con riferimento a quelle patologie di lunghissima durata ovvero a quelle che determinano uno stato di incapacità sostanzialmente irreversibile e degenerativa.

Rispetto a queste specifiche ipotesi, per la verità, la legge nulla dispone.  In casi di questo tipo, come potrebbe essere per il malato di Alzheimer che, specie nella fase finale non sarà più in grado di eseguire anche i compiti più semplici in modo indipendente, la ripetizione della perizia (prevista dalla legge al fine di valutare la attualità della incapacità) rischia di essere solo un inutile e costoso adempimento il cui esito è già agevolmente prevedibile.

Sulla questione specifica, diversi sono stati gli interventi della Corte costituzionale [3] la quale, in buona sostanza, evidenziando la presenza un vuoto legislativo ha esortato il legislatore a provvedere in modo che si possano bilanciare i contrapposti interessi collettivi (punizione del colpevole del reato) e quelli difensivi dell’imputato alla partecipazione personale e consapevole al proprio processo.

Volendo semplificare, e per concludere, si può evidenziare che quella che viene in rilievo non è la presenza di una specifica e determinata patologia, ma gli effetti che lo «stato di salute mentale» dell’imputato determina in riferimento alla concreta possibilità di una consapevole e cosciente partecipazione personale al processo che lo riguarda, rimarcando che la mancanza di una specifica disciplina di legge rispetto alle patologie di lunga durata ovvero a quelle di tipo degenerativo, è tale che, di fatto,  la gestione in concreto è lasciata al prudente apprezzamento del giudice.

note

[1] Art.70 cod.pro.pen.

[2] Artt. 438 e ss. cod.proc.pen.

[3] Corte cost. sent. n. 23/2013 del  14.02.2013.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI