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Autotutela non più possibile se l’atto è definitivo

18 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 marzo 2017



Non si può chiedere l’annullamento in autotutela di un avviso di accertamento per vizi che avrebbero dovuto essere oggetto di ricorso entro sessanta giorni.

Il contribuente non può chiedere l’annullamento in autotutela di un avviso di accertamento se questo è già divenuto definitivo perché non impugnato nei termini.

È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1], in linea con l’interpretazione già fornita dalle Sezioni Unite.

Una volta che l’atto fiscale è divenuto definitivo, l’Amministrazione finanziaria può legittimamente rigettare l’istanza in autotutela, e avverso il rigetto non è esperibile un’autonoma tutela giurisdizionale. Ciò sia per la discrezionalità propria dell’attività di autotutela, sia perché, diversamente opinando, si darebbe inammissibilmente ingresso ad una controversia sulla legittimità di un atto impositivo ormai definitivo.

Secondo le Sezioni Unite [2], il concreto ed effettivo esercizio, da parte dell’Amministrazione, del potere di annullamento d’ufficio e/o di revoca dell’atto contestato non costituisce un mezzo di tutela del contribuente sostitutivo dei rimedi giurisdizionali che non siano stati esperiti.

In pratica, il contribuente che voglia contestare eventuali vizi dell’atto deve farlo necessariamente entro i termini previsti per il ricorso giurisdizionale, non potendo aggirare tale decadenza con l’istanza in autotutela.

I suddetti principi risultano costantemente seguiti anche in numerose recenti pronunce [3] secondo le quali il contribuente che richiede all’Amministrazione finanziaria di ritirare, in via di autotutela, un avviso di accertamento divenuto definitivo, non può limitarsi ad eccepire eventuali vizi dell’atto medesimo, la cui deduzione è definitivamente preclusa, ma deve prospettare l’esistenza di un interesse di rilevanza generale dell’Amministrazione alla rimozione dell’atto.

Dunque, a voler essere precisi, l’istanza di annullamento in autotutela di un atto definitivo, non è sempre esclusa in via assoluta. Essa è possibile quando il contribuente non si limiti ad eccepire i vizi che avrebbe dovuto impugnare con ricorso, bensì adduca interessi di rilevanza generale alla rimozione dell’atto.

note

[1] Cass. sent. n. 6791 del 15.03.2017.
[2] Cass. Sez. Unite, sent. n. 16097/2009.
[3] Cass. sentt. n. 3442 e 18597 del 2015.


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