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Gazebo del vicino: come farlo rimuovere

19 marzo 2017


Gazebo del vicino: come farlo rimuovere

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2017



Il gazebo del vicino è troppo vicino a casa tua? Ecco come procedere per ottenere la demolizione quando non rispetta le distanze dal confine.

Gazebi: belli a vedersi e suggestivi da vivere d’estate. Ma che fare quando il vicino di casa ne istalla uno proprio a due passi dalla nostra finestra, privandoci di aria e di luce? Come possiamo difenderci ed, eventualmente, farlo rimuovere se l’autore della costruzione ci esibisce il permesso di costruire ottenuto dal Comune e, pertanto, ritiene di essere in regola? Una difesa c’è e, in questo articolo, ti spiegheremo come far rimuovere il gazebo del vicino troppo vicino a casa tua.

Gazebo: serve l’autorizzazione del Comune

Ma prima di spiegarti come far demolire il gazebo del vicino, è importante una precisazione su un tema spesso controverso: quello dell’autorizzazione del Comune per realizzare tali manufatti. Se hai letto la nostra guida Gazebo, ci vuole l’autorizzazione del Comune sai già bene che la “licenza edilizia” (o più correttamente oggi detto «permesso di costruire») è necessaria e obbligatoria tutte le volte in cui il gazebo mira a soddisfare un’esigenza non transitoria (una festa con ricevimento nel giardino, un matrimonio, uno stand per una promozione, ecc.), ma stabile e duratura, sebbene stagionale (ad esempio, è il caso del gazebo destinato al parcheggio delle auto per proteggerle dalle intemperie o del piccolo “box” per fare colazione la mattina). Non rilevano quindi i materiali con cui il gazebo è stato costruito o la sua facile rimovibilità dal terreno. Non conta che sia fatto in plastica o in ferro battuto o ancora in legno; non rileva l’assenza di opere murarie. Tutto ciò che bisogna verificare, per stabilire se per il gazebo è necessario il permesso del Comune, è la sua destinazione:

  • se l’uso è rivolto a soddisfare esigenze durature nel tempo e rafforzate dal carattere permanente e non stagionale dell’attività svolta, allora c’è bisogno del permesso di costruire;
  • se il gazebo è precario, ossia rivolto a un uso specifico, provvisorio e temporalmente limitato, non è richiesto il permesso di costruire.

Gazebo con l’autorizzazione ma troppo vicino

Veniamo ora al caso di un gazebo che, pur avendo ottenuto l’autorizzazione amministrativa del Comune e pur avendo rispettato il progetto presentato all’ufficio tecnico dell’ente locale, è comunque troppo vicino all’abitazione del vicino di casa, non rispettando cioè il limite minimo di tre metri dal confine. Cosa si deve fare in questi casi? È possibile chiederne la demolizione?

Un esempio ci chiarirà meglio le idee.

Immaginiamo che il nostro vicino di casa realizzi un gazebo a due metri dal nostro balcone, così togliendoci luce e aria. Lui ci dice che il gazebo non dà fastidio a nessuno perché da lì è comunque impossibile vedere sin dentro il nostro appartamento e che pertanto non lede la nostra privacy. Per nostro maggiore conforto, comunque, ci esibisce il permesso di costruire ottenuto dal Comune da cui si evince che il progetto, con quella specifica distanza dalla nostra abitazione, è stato espressamente autorizzato dal Comune. Così conferma di non essere tenuto a smantellare il gazebo.

Dal canto nostro riteniamo che, comunque, ci sia una lesione alla regola del codice civile che stabilisce una distanza minima tra costruzioni pari a tre metri e che, magari, il Comune è caduto in una svista e non si è accorto della distanza “regolamentare” violata.

Abbiamo ragione noi o il nostro vicino di casa? Cosa possiamo fare per difenderci?

La risposta è scritta nelle sentenze della costante giurisprudenza secondo cui un gazebo realizzato in violazione delle distanze minime dall’edificio di proprietà del vicino o dai confini deve essere rimosso e la richiesta di rimozione non è sottoposta ad un termine né iniziale né finale (salvo quanto diremo più avanti in materia di usucapione).

Il fatto che il vicino abbia ottenuto l’autorizzazione dal Comune a costruire il gazebo a ridosso della proprietà del vicino o della linea di confine non esclude il diritto al rispetto delle distanze minime che, pertanto, se violate, consente una tutela giudiziaria. Detto in parole ancora più semplici, l’amministrazione, nel rilasciare la licenza edilizia, è tenuta solo a verificare il rispetto delle norme urbanistiche – di tipo cioè amministrativo – e non anche quelle civili come quelle sulle distanze. Per cui, il fatto che il Comune abbia dato il nulla osta non toglie che il proprietario leso possa agire in tribunale per ottenere la demolizione del gazebo del vicino di casa.

Interverrà così il giudice civile che, accertata la violazione della normativa del codice civile in materia di distanze dal confine, ordinerà la demolizione del gazebo.

C’è una sola possibilità per il vicino di farla franca: sperare nell’usucapione, ossia nel passaggio di 20 anni senza che il vicino gli abbia mai detto nulla. Secondo infatti la Cassazione è possibile usucapire il diritto a realizzare una costruzione a una distanza inferiore di tre metri dal confine se nessuno si è mai opposto per un intero ventennio.

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Autore immagine 123rf com

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