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Debito: posso rivolgermi al giudice per pagarlo a rate?

19 marzo 2017


Debito: posso rivolgermi al giudice per pagarlo a rate?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2017



Ho un debito con un creditore: gli ho fatto più volte delle offerte di pagamento a saldo e stralcio o dilazionato, ma questi, per principio e farmi dispetto, non accetta accordi. Posso rivolgermi al giudice perché mi autorizzi a pagarlo a rate?

Il codice civile stabilisce che i debiti (o meglio, le «obbligazioni») vanno pagati integralmente il giorno della loro scadenza o, se non è previsto un termine, in base agli usi. In caso di mancato pagamento, il debitore ne risponde con tutto il suo patrimonio presente e futuro: in altre parole può essere oggetto di un pignoramento, nonostante la sua buona volontà a trovare un accordo e gli svariati tentativi a offrire un piano di rientro in rate. Non esiste alcuna legge o articolo del codice civile che obblighi il creditore ad accettare dilazioni di pagamento, né che consenta al debitore di rivolgersi al giudice affinché lo autorizzi a pagare a rate il proprio debito, neanche se questi dimostra di non poter fare altrimenti o di avere uno stipendio basso.

Al limite, sarà il creditore che, non avendo accettato l’offerta, dovrà ricorrere al pignoramento e, in caso di infruttuosità della procedura, abbandonare le proprie pretese.

Al limite, lo stesso debitore potrebbe offrire al creditore il quinto del proprio stipendio (anche a seguito della procedura di pignoramento presso terzi), cosa che garantirebbe al primo di rientrare nel proprio credito con ampie probabilità (disponendo di un titolo quale il provvedimento del giudice e del relativo ordine impartito al datore di lavoro) e al secondo la certezza di liberarsi dal debito a rate, senza temere altre “mannaie”.

Ma se non c’è accordo con il creditore per pagare il debito a rate, il debitore resta obbligato a versare l’intera somma in un’unica soluzione e immediatamente. «Obbligato», ma non «costretto»: nel senso che, se non ha le possibilità di farlo, non subirà alcun’altra conseguenza e, in verità, a rimetterci sarà solo il creditore.

 

Il giudice può darmi l’autorizzazione a pagare a rate un debito?

Esiste, in verità, una recente legge [1] – meglio nota come «legge salva suicidi» – che consente, anche se il creditore non accetta l’offerta del debitore e non vuol trovare alcun accordo, di rivolgersi al giudice per ottenere l’autorizzazione a pagare il debito a rate oppure con un saldo e stralcio ossia con una sostanziosa decurtazione (in alcuni casi arrivata anche all’80%). Questa procedura – che va sotto il nome di piano del consumatore – richiede che il debitore, valendosi di un cosiddetto «organismo di composizione della crisi» (che ben potrebbe essere anche un avvocato o un commercialista), depositi un programma di pagamento al giudice, dimostrando:

  • di non essere in grado, pur con la migliore buona volontà, di pagare tutto il debito;
  • che si è trovato con debiti superiori alle sue possibilità non per propria colpa ma per eventi sopravvenuti e imprevedibili, contrari alle proprie volontà (ad esempio la perdita del lavoro, la chiusura dell’attività, ecc.).

Se il giudice ritiene il debitore meritevole, autorizza la proposta anche contro il consenso dei creditori, consenso che non viene richiesto.

Se però i debiti derivano da attività lavorativa, è necessario il parere positivo del 60% dei creditori (si parla, in tal caso, di «proposta ai creditori» e non più di «piano del consumatore»).

note

[1] L. n. 3/2012.

Autore immagine: 123rf com

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