Professionisti La contumacia nel processo

Professionisti Pubblicato il 18 marzo 2017

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Il processo ordinario: la mancata costituzione in causa dell’attore e del convenuto. Possibile la costituzione del contumace?

Contumace è la parte che non si è costituita in giudizio. ricordando che, normalmente, l’attore si costituisce iscrivendo la causa a ruolo e il convenuto depositando la comparsa in cancelleria, è necessario, al riguardo, distinguere due ipotesi:

Contumacia dell’attore

È il caso meno frequente in quanto chi ha proposto una causa ha evidente interesse a costituirsi per proseguirla. Quando si verifica che il convenuto chiede che si proceda nel giudizio, il giudice dichiara la contumacia dell’attore ed il processo continua.

Se il convenuto non fa tale richiesta il giudice dispone che la causa sia cancellata dal ruolo e il processo si estingue.

Contumacia del convenuto

Il giudice prima di dichiararla deve controllare la regolarità della citazione e della notifica; se il giudice accerta un vizio che importi la nullità della notifica fissa all’attore un termine perentorio per rinnovarla. La rinnovazione impedisce ogni decadenza. Tale disposizione (art. 291, co. 1) è applicabile, per effetto della legge di riforma 69/2009 (art. 46), anche ai giudizi davanti ai giudici amministrativi e contabili.

Una volta dichiarata la contumacia di una parte il processo continua nelle forme normali; vanno però tenute presenti le seguenti regole (art. 292):

  • l’ordinanza che ammette l’interrogatorio o il giuramento, e le comparse contenenti domande nuove o riconvenzionali vanno notificate personalmente al contumace nel termine fissato dal G.i.;
  • va notificato al contumace il verbale in cui si dà atto della produzione della scrittura privata nei procedimenti di cognizione ordinaria;
  • le altre comparse si considerano comunicate con il deposito in cancelleria e con l’apposizione del visto del cancelliere;
  • le sentenze sono notificate alla parte contumace personalmente.

È possibile la costituzione del contumace?

È consentita la costituzione tardiva del contumace fino all’udienza di precisazione delle conclusioni e non più fino al momento in cui  la  causa  è  rimessa  al  collegio, in udienza o in cancelleria  (a seguito della L. 263/2005).

Il contumace che si costituisce tardivamente accetta la causa nello stato in cui si trova, salva la facoltà di disconoscere, nella prima udienza o nel termine assegnatogli dal giudice, le scritture prodotte contro di lui.

Tuttavia può chiedere la rimessione in termini (art. 294): può chiedere, cioè, di essere ammesso a compiere attività che gli sarebbero precluse (es. deduzione di prove), se dimostra che la nullità della citazione o della sua notificazione gli hanno impedito di avere conoscenza del processo o che la costituzione è stata impedita da causa a lui non imputabile: sulla richiesta decide il G.I. con ordinanza.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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