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Lo sai che? Equitalia deve produrre le cartelle per dimostrare la legittimità della richiesta di pagamento

Lo sai che? Pubblicato il 28 settembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 settembre 2012

In un’eventuale causa contro il contribuente, Equitalia deve produrre le cartelle esattoriali come prova del corretto adempimento della procedura di riscossione.

Per dimostrare in giudizio il corretto adempimento della procedura esecutiva, Equitalia è tenuta a produrre non solo gli avvisi di ricevimento delle raccomandate spedite al contribuente, ma anche copia delle stesse cartelle esattoriali. Infatti l’ente riscossore deve dimostrare non solo l’avvenuta notifica della cartella, ma anche il contenuto della stessa.   La sola produzione dell’estratto di ruolo (ossia le stampe indicanti il presunto credito dell’ente di riscossione) e delle relate di notifica e/o delle ricevute di ritorno delle raccomandate non è sufficiente se manca la produzione delle cartelle esattoriali.   Bisogna insomma documentare l’esistenza e il contenuto della cartella esattoriale, la cui copia il Concessionario deve conservare – per come prescritto dalla legge [1] – per cinque anni insieme alla relazione di notifica o all’avviso di ricevimento. Lo stesso Concessionario ha l’obbligo di esibire tale documentazione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione.   È questo l’orientamento della Commissione Tributaria Provinciale di Genova [2] che, nel giudizio promosso da un contribuente, ha annullato una serie di cartelle esattoriali che non erano state esibite da Equitalia.   D’altronde, per come recentemente precisato dalla Cassazione [3], in materia di interessi applicati nelle cartelle Equitalia, il contribuente ha il diritto di capire ciò che gli viene chiesto e i criteri di calcolo; non compete infatti al cittadino la ricostruzione dell’operato dell’ufficio di riscossione.   Va da sé, quindi, che producendo solamente l’estratto ruolo e le relate di notifica e/o le ricevute di ritorno delle raccomandate (in caso di notifica a mezzo posta), senza le cartelle esattoriali (per come avviene spesso nel giudizio di opposizione ad atti di esecuzione forzata), il Concessionario non ottempera all’obbligo previsto dalla legge e dunque non dà prova della correttezza delle procedure di riscossione.

di ANDREA BORSANI

Commissione Tributaria Provinciale di Genova

Sentenza 11-25 gennaio 2012

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

La Commissione Tributaria Provinciale di Genova, sez: 1°, Presidente Cingano Giancarlo; Relatore Giusti Giuseppe; Giudice Bruni Brunello,

hanno emesso la seguente

SENTENZA

nella causa iscritta al n. 662/11 R.G. contenzioso dell’anno 2011

TRA

P.G., rappresentato e difeso dall’Avv. Sances Matteo elettivamente domiciliato in P.zza A. Morrone n.27 73100 Lecce –

CONTRO

…omissis…

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Sig. P.G., con ricorso, depositato in data 02/03/2011, e successiva memoria illustrativa, depositata in data 09/09/2011, impugna l’iscrizione ipotecaria per euro 165.990,82 sull’immobile di proprietà in ……e le 52 cartelle di pagamento emesse nei suoi confronti per tributi vari dal 1994 al 2010, iscrizione e cartelle a lui mai notificate, eccependo la mancata comunicazione dell’iscrizione ipotecaria di cui è venuto a conoscenza casualmente a seguito di visura catastale e la mancata notifica delle cartelle di pagamento di importi pari ad euro 401.233,29, in violazione, la prima, del combinato disposto degli art. 17 e 6 della Legge 212/2000 e dell’art. 19 del D.Lgs 546/92, e, le seconde ( cartelle di pagamento), dell’art. 26 del DPR 602/73. Inoltre eccepisce la notifica diretta da parte del concessionario non essendo previsto fra i soggetti abilitati a tale funzione, proprio in considerazione della veste di privato del concessionario, contesta la produzione delle sole fotocopie di ricevute di ritorno delle raccomandate con cui si dava notizia del deposito delle cartelle di pagamento, senza produrre le relative relate di notifica e le cartelle di pagamento, contesta la produzione di copia dei ruoli data la natura ricettizia degli atti in parola, nonché l’indeterminatezza delle pretese e l’esplicitazione del calcolo degli interessi; Equitalia … spa si costituisce in giudizio con comparsa depositata in data 19/04/2011, integrata da successiva memoria di replica depositata in data 02/09/2011, contro deducendo sui vari punti contestati da parte ricorrente ed eccependo il difetto di giurisdizione su crediti relativi a contributi previdenziali e sanzioni amministrative relative, ma limitandosi a depositare copia dei ruoli, copia di ingiunzioni di pagamento e soprattutto solo copia delle ricevute di ritorno delle raccomandate con cui dava notizia al contribuente del deposito delle cartelle di pagamento oggetto di contestazione, e neppure le relative relate di notifica. La Commissione valutate le argomentazioni addotte da ambo le parti, ritiene assorbente rispetto a tutte le contestazioni mosse da parte ricorrente, nonché alle controdeduzioni formulate da parte resistente, l’obbiettiva mancata produzione delle cartelle di pagamento, essendo queste ultime l’atto posto a base della procedura di riscossione del credito tributario, atto di natura ricettizia di cui non viene documentata l’esistenza. Ritiene pertanto fondata la richiesta di parte ricorrente, mentre, ritiene che sussistano ragioni per compensare le spese fra le parti nel presente giudizio, in considerazione della connessione con altro deciso sempre in data odierna ove il ricorrente è soccombente.

P.Q.M.

La Commissione accoglie il ricorso. Spese compensate.

note

[1] Art. 26, comma 5, D.P.R. n. 602/73. [2] Comm. Trib. Prov. Genova sent. n. 11.01.2012 depositata il 25.01.2012; cfr. anche Comm. Trib. Prov. Parma sent. n 15.07.2010 e n. 40.01.10; Comm. Trib. Prov. Milano sent. n. 68.01.12 depositata il 09.02.2012. [3] Cass. sent. n. 4516 del 21/03/2012.


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