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Lo sai che? Il motore della serranda del negozio chi lo paga?

Lo sai che? Pubblicato il 19 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 marzo 2017

Ho in affitto un locale commerciale che uso per il mio negozio: di recente si è rotto il motorino che aziona la serranda di una delle vetrine, che andrà pertanto sostituito. La spesa è a carico dell’inquilino o del locatore?

Se si rompe il motore della serranda del negozio dato in affitto a uso commerciale, la riparazione o l’eventuale sostituzione integrale del pezzo è a carico del proprietario dell’immobile. Si tratta, infatti, di lavori di straordinaria manutenzione che rientrano nelle spese a carico del locatore.

Come noto, nel caso di affitto, le spese di ordinaria manutenzione – quelle cioè conseguenti all’uso quotidiano dell’immobile come le piccole riparazioni – gravano sul conduttore, mentre quelle per la straordinaria manutenzione sono a carico del locatore. Nell’ordinaria manutenzione non rientrano le spese relative alla riparazione degli impianti interni relativi al godimento dell’appartamento, come l’impianto elettrico, quello idrico o quello del riscaldamento. Difatti, il codice civile [1] prevede, tra gli obblighi a carico del titolare dell’immobile, quello di mantenere il bene in stato da servire all’uso convenuto con il contratto.

Sempre il codice civile [2] stabilisce che il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che, invece, sono a carico del conduttore. Tuttavia, se il guasto riguarda cose mobili, le spese di conservazione e di ordinaria manutenzione sono a carico del conduttore.

Le riparazioni di piccola manutenzione, che devono essere eseguite dall’inquilino a sue spese, sono quelle dipendenti da deterioramenti prodotti dall’uso, e non quelle dipendenti da vetustà o da caso fortuito [3].

Secondo la Cassazione [4], non rientrano tra le riparazioni di piccola manutenzione a carico dell’inquilino quelle relative agli impianti interni alla struttura del fabbricato (elettrico, idrico, termico) per l’erogazione dei servizi indispensabili al godimento dell’immobile, atteso che, mancando un contatto diretto del conduttore con detti impianti, gli eventuali guasti manifestatisi improvvisamente e non dipendenti da colpa dell’inquilino per un uso anormale della cosa locata, devono essere imputati a caso fortuito od a vetustà e, pertanto, la spesa per le relative riparazioni grava sul locatore. È quest’ultimo, infatti, che deve mantenere costantemente l’immobile in stato da servire all’uso convenuto (nel caso di specie, sono state poste a carico del locatore le spese per la riparazione della vaschetta raccoglitrice delle acque di scarico del bagno escludendo una colpa del conduttore in relazione alla protratta immissione di detersivi nelle tubature in quanto rientrante nell’uso normale, nonché considerando la rilevanza della spesa perché l’indicato guasto comportava anche il rifacimento del pavimento).

 

Dunque, le spese necessarie per la riparazione o la sostituzione del motorino per l’apertura e la chiusura della serranda del negozio devono essere pagate dal titolare del negozio e non dal conduttore.


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