Terapia del dolore, garantita l’assistenza ospedaliera gratuita

19 marzo 2017


Terapia del dolore, garantita l’assistenza ospedaliera gratuita

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2017



In vigore i nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza): garantite nuove cure a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Cambia l’elenco.

Con l’entrata in vigore dei nuovi Lea, i cosiddetti Livelli essenziali di assistenza, cambia l’elenco delle prestazioni medico-sanitarie a carico del Ssn, quelle cioè che lo Stato è tenuto a garantire gratuitamente o dietro pagamento del solo ticket. La riforma, appena approdata in Gazzetta Ufficiale [1], modifica una disciplina ormai vecchia di oltre 15 anni. In particolare, si ampliano gratuitamente le garanzie per la terapia del dolore e per tutte quelle prestazioni ospedaliere, anche ordinarie, in caso di patologie acute, che necessitano di assistenza medico-infermieristica prolungata, osservazione medico-infermieristica e per 24 ore e immediata accessibilità alle prestazioni stesse.

Tra le prestazioni garantite dai nuovi Lea, dicevamo, rientra la cosiddetta terapia del dolore e le cure palliative, ma anche l’analgesia durante il travaglio e il parto vaginale.

In particolare, per quanto riguarda il ricovero ordinario per acuti, il decreto garantisce nell’ambito dell’attività di ricovero ordinario, tutte le prestazioni cliniche, mediche e chirurgiche,  ostetriche, farmaceutiche, strumentali e  tecnologiche necessarie ai fini dell’inquadramento diagnostico, della terapia, inclusa la terapia del dolore e le cure palliative, o di specifici controlli clinici e strumentali; sono altresì garantite le prestazioni assistenziali  al neonato, nonché le prestazioni necessarie e appropriate per la diagnosi precoce delle malattie congenite previste dalla normativa vigente e dalla buona pratica clinica, incluse quelle per la diagnosi precoce della sordità congenita e della cataratta congenita, nonché quelle per la diagnosi precoce delle malattie metaboliche ereditarie.

C’è poi un’apposita previsione per l’assistenza sociosanitaria alle persone in fase terminale. Il decreto prevede che il Servizio sanitario nazionale, nell’ambito della rete locale di cure palliative, garantisca alle persone nella fase  terminale della vita, affette da malattie progressive e in fase avanzata, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, il complesso integrato delle prestazioni mediante l’impiego di metodi e strumenti  basati sulle più avanzate evidenze scientifiche, mediche specialistiche, infermieristiche, riabilitative, psicologiche, gli accertamenti diagnostici, l’assistenza farmaceutica e la  fornitura di preparati per nutrizione  artificiale,  le prestazioni sociali, tutelari e alberghiere, nonché di sostegno spirituale.

Le prestazioni sono erogate da equipe multidisciplinari e multiprofessionali  nei  Centri specialistici di cure palliative-Hospice che, anche  quando  operanti all’interno di una struttura ospedaliera, si collocano nell’ambito dell’assistenza sociosanitaria territoriale. Gli  Hospice  assicurano l’assistenza medica e infermieristica e la presenza di operatori tecnici dell’assistenza sette giorni su sette, sulle 24  ore, e dispongono di protocolli formalizzati per il controllo del  dolore e dei sintomi, per la sedazione, l’alimentazione, l’idratazione e di programmi formalizzati per l’informazione, la  comunicazione e il sostegno al paziente e alla famiglia, l’accompagnamento alla morte  e l’assistenza al lutto, l’audit clinico ed il  sostegno  psico-emotivo all’equipe.

I predetti trattamenti sono tutti a totale carico del Servizio sanitario nazionale.

note

[1] Dpcm del 12.01.2017: Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza,  di cui all’articolo 1, comma 7,  del  decreto  legislativo  30  dicembre 1992, n. 502. (17A02015) in Gazz. Uff. n. 65 del 18.03.2017.

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