Diritto e Fisco | Articoli

Cosa rischia chi non fa la dichiarazione dei redditi?

21 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 marzo 2017



Che cosa succede se non presenti la dichiarazione dei redditi o la presenti errata: sanzioni amministrative e penali. 

La dichiarazione dei redditi si considera omessa, cioè non presentata, solo quando il contribuente, non esonerato dalla dichiarazione stessa, non presenta il modello 730 o il modello Unico (che da quest’anno si chiama modello Redditi) entro i termini ordinari e nemmeno entro i 90 giorni successivi alla scadenza.

In questo caso il contribuente, persona fisica o società, non può più riparare alla dimenticanza e sarà per questo sanzionato.

La mancata presentazione del modello 730 o Unico-Redditi può essere sanata, invece, se si presenta la dichiarazione oltre i termini ordinari ma entro i 90 giorni dalla scadenza. In questo caso, il contribuente può ricorrere al ravvedimento operoso, è soggetto a sanzioni ridotte e la sua dichiarazione è considerata regolarmente presentata ai fini fiscali.

Ricordiamo che, con l’entrata in vigore del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017, da quest’anno i contribuenti si trovano davanti ad un cambiamento strutturale nelle scadenze per la dichiarazione dei redditi, sia per il modello Unico che per il 730.

Sanzione per chi non presenta la dichiarazione dei redditi

Come anticipato, se il contribuente ha omesso la dichiarazione dei redditi è soggetto al pagamento di una sanzione:

  • pari a 250 euro, se non sono dovute imposte;
  • compresa tra il 120% e il 240% delle imposte dovute, con importo minimo di 250 euro.

Se la dichiarazione omessa è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta successivo e prima dell’inizio dell’attività di accertamento sono previste riduzioni, in quanto si applica una sanzione:

  • pari a 150 euro se non sono dovute imposte;
  • compresa tra il 60% ed il 120% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di 200 euro.

Se sono accertati maggiori imponibili rispetto a quelli indicati nella dichiarazione omessa, presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva, la sanzione che si è applica è compresa tra il 120% ed il 240% dell’imposta dovuta.

Omessa dichiarazione: quando è reato

Il contribuente che non presenta la dichiarazione entro i termini commette il reato di omessa dichiarazione redditi, che prevede una sanzione tributaria e penale nel momento in cui si supera la soglia di 50.000 euro di imposte evase; sino al 2015, la soglia era pari a 30.000 euro.

A partire dal 2016, però, pur essendosi alzata la soglia di punibilità, è prevista una pena più severa, quella della reclusione da 1 anno e 6 mesi a 4 anni.

Dichiarazione infedele

La precedente normativa prevedeva una soglia di punibilità (reclusione da 1 a 3 anni), in caso di dichiarazione infedele, al di sopra di 50.000 euro d’imposta evasa, con un imponibile minimo di 2 milioni di euro.

Ora, invece, la riforma del 2016 ha elevato a 150.000 euro tale soglia ed elevato l’imponibile a 3 milioni di euro.

Dichiarazione fraudolenta

Secondo la riforma è considerata dichiarazione fraudolenta la dichiarazione per la cui redazione sono utilizzati fatture e documenti che giustificano operazioni inesistenti. La punibilità di questa tipologia di dichiarazione fraudolenta è estesa, dalla riforma, a tutte le dichiarazioni d’imposta su redditi ed Iva; sono dunque punibili tutte le dichiarazioni, non solo quelle annuali.

Per quanto riguarda la dichiarazione fraudolenta effettuata avvalendosi di altri artifici, la fattispecie riguarda chi effettua operazioni simulate, oppure con l’uso di documenti falsi ed altri mezzi volti alla frode per ostacolare l’accertamento. Si configura il reato se:

  • l’imposta evasa (riferita alla singola dichiarazione) risulta superiore a 30.000 euro;
  • gli introiti sottratti all’ imposizione risultano superiori al 5% dell’attivo indicato nella dichiarazione;
  • gli introiti sottratti all’ imposizione risultano superiori a 1 milione e mezzo di euro;
  • i crediti e le ritenute fittizie che hanno diminuito l’imposta risultano superiori al 5% dell’imposta dovuta;
  • i crediti e le ritenute fittizie che hanno diminuito l’imposta risultano superiori a 30.000 euro.

note

[1]  Art. 1 Co. 1 e Art.3 D.lgs. 471/97.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

2 Commenti

  1. Chiedo.. siccome fare la dichiarazione dei redditi ha un costo e io da giugno non ho lavoro e non ho nessuna disponibilità per poter onorare ne il costo della dichiarazione ne eventuale cifra da pagare in base alla dichiarazione.. cosa dovrei fare? Mi autodenuncio???

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI