HOME Articoli

Lo sai che? A quale età mi possono licenziare?

Lo sai che? Pubblicato il 20 marzo 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 20 marzo 2017

Limite di età per il licenziamento: chi raggiunge l’età pensionabile o i requisiti per la pensione anticipata può essere mandato via? 

Lavoro in un’azienda privata con più di 100 dipendenti e ho raggiunto i requisiti della pensione anticipata: possono licenziarmi subito oppure c’è un limite di età da rispettare?

A differenza di quanto avviene per i dipendenti pubblici, per i quali è previsto una sorta di pensionamento forzato, il dipendente del settore privato ha il diritto di restare al lavoro almeno sino al compimento di 66 anni e 7 mesi di età (dal 2019, a causa degli adeguamenti periodici alla speranza di vita, sino a 67 anni), se possiede anche il requisito minimo per l’accesso alla pensione di vecchiaia, pari a 20 anni di contributi.

Secondo il Decreto Salva Italia [1], infatti, noto anche come Legge Fornero, le tutele previste a favore del lavoratore illegittimamente licenziato si applicano sino a che quest’ultimo non abbia compiuto l’età pensionabile, anche quando abbia raggiunto i requisiti previsti per l’accesso alla pensione anticipata. Risulta comunque possibile, dietro apposito accordo con l’azienda, restare in servizio sino a 70 anni e 7 mesi di età.

Incentivi per chi resta al lavoro

La Legge Fornero, in pratica, oltre ad aver elevato i requisiti per la pensione di anzianità (ora pensione anticipata) e quelli utili alla pensione di vecchiaia (attualmente l’età pensionabile, per gli uomini, è pari a 66 anni e 7 mesi; la soglia vale, dal 2018, anche per le donne), ha introdotto degli incentivi a favore dei lavoratori che, pur possedendo tutti i requisiti necessari per accedere alla pensione, di vecchiaia o anticipata, decidano di rimanere comunque a lavoro fino a 70 anni.

L’incentivo consiste nella possibilità del lavoratore di conservare il posto di lavoro fino al compimento di 70 anni e 7 mesi: in parole semplici, il dipendente che non ha ancora compiuto 70 anni (e 7 mesi) può continuare a lavorare, dietro apposito accordo col datore di lavoro, che in ogni caso non può licenziarlo “ad nutum”, cioè senza motivo, prima del compimento di 66 anni e 7 mesi di età. Il lavoratore, infatti, conserva le tutele previste a suo favore dalla legge, nel caso in cui subisca un licenziamento e questo non sia sorretto da giusta causa o giustificato motivo: parliamo, nel dettaglio, della tutela obbligatoria per le cosiddette piccole imprese e della tutela reale, prevista dall’Art.18 dello Statuto dei lavoratori [3], per le aziende con più di 15 dipendenti.

Quando si può mandare in pensione il dipendente

In base alle modifiche introdotte dalla legge Fornero, coesistono due differenti discipline riguardo alla possibilità di recesso dell’azienda:

  • per le aziende in regime di tutela reale, secondo l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, dunque con oltre 15 dipendenti, il lavoratore non può essere licenziato sino ai 70 anni e 7 mesi di età; una volta raggiunta l’età anagrafica prestabilita, fermo restando un minimo pari a 20 anni di contributi, il datore può liberamente recedere dal rapporto di lavoro dando solo il preavviso contrattuale (che parte dal giorno in cui è compiuta l’età menzionata);
  • per tutte le altre aziende, in regime di tutela obbligatoria [4], dunque sino a 15 dipendenti, il lavoratore non può essere licenziato soltanto sino al compimento dell’età pensionabile, pari, dal 2018, a 66 anni e 7 mesi per tutti, uomini e donne; anche in questo caso, però, il lavoratore deve possedere almeno 20 anni di contributi.

Un noto orientamento della Corte di Cassazione [5], però, disattende queste previsioni, considerando l’opzione per il lavoratore di trattenersi in servizio sino a 70 anni e 7 mesi non come un diritto potestativo, ma come una possibilità concessa soltanto dietro accordo del datore di lavoro.

Tornando al caso del lettore, ad ogni modo, questi, avendo maturato soltanto i requisiti per la pensione anticipata e non quelli per la pensione di vecchiaia, non può comunque essere licenziato.

note

[1] Art.24 L. 201/2011.

[2] Inps Circ. n. 63/2015.

[3] L. 300/1970.

[4] Art. 8, L. 604/1966.

[5] Cass. sent. n. 17589/2015


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI