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Lo sai che? Posso fare causa contro i rumori forti?

Lo sai che? Pubblicato il 24 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 marzo 2017

Rumori molesti: quando sono intollerabili. Cosa fare per farli cessare.

Spesso la nostra vita quotidiana è fortemente disturbata da rumori molesti ed intollerabili. Altrettanto frequentemente non riusciamo a far cessare “amichevolmente” tali rumori. La fonte del disturbo proviene da qualcuno che non vuole saperne proprio di smetterla. Ed allora cosa si può fare per tutelarsi?

Cosa sono le immissioni rumorose?

Secondo la legge italiana, non sono ammissibili le immissioni rumorose che superano il normale limite di tollerabilità [1]. In altri termini, il proprietario/possessore/detentore di un bene immobile, nell’esercizio del proprio diritto di utilizzare la cosa, non può illegittimamente contrastare i diritti del o dei vicini, con rumori continui, molesti e insopportabili.

La descritta violazione comporta per il responsabile due tipi di conseguenze:

  • la prima consiste nell’obbligo d’interrompere immediatamente i rumori molesti e intollerabili, e la loro fonte;
  • la seconda prevede la necessità di risarcire tutti i danni provocati ai vicini illegittimamente disturbati.

A tal proposito, il danno subito dal soggetto molestato dalle immissioni rumorose intollerabili, non sempre coincide con quello alla salute vero e proprio. Infatti, spesso, il comportamento illecito del soggetto responsabile determina semplicemente un peggioramento delle condizioni o delle abitudini di vita del danneggiato. In questo caso, quindi, è più corretto dire che sia stato provocato un danno esistenziale.

Ebbene, tale voce risarcitoria è pienamente ammissibile, così com’è stato confermato da una recente decisione della Suprema Corte di Cassazione [2].

Essa ha affermato che il danno procurato al diritto al normale svolgimento della propria vita, dovuto alle cosiddette immissioni rumorose, è senza alcun dubbio risarcibile. Esse peggiorano inammissibilmente la vivibilità della vita quotidiana, tutelata a livello costituzionale, in virtù dell’inviolabilità del proprio domicilio e alla luce della tutela della famiglia. Il danno da risarcire sarà, sostanzialmente, di natura morale, e dovrà essere quantificato in via equitativa, dal giudice invocato.

Infine, nel caso di immissioni rumorose in grado di disturbare “…le occupazioni e il riposo delle persone….” è persino configurabile una responsabilità penale [3]. Si tratta di un reato contravvenzionale, quindi meno grave rispetto a un delitto, che prevede anche la sanzione dell’arresto, e sostanzialmente quella dell’ammenda.

Cosa devo fare per far cessare i rumori?

Se rumori che vi disturbano sono tali da superare la normale tollerabilità, avete tutto il diritto, insieme alle altre persone disturbate e danneggiate, di chiederne il fermo.

Il primo passaggio da compiere è quello di scrivere una lettera di diffida formale, magari facendovi assistere da un legale, allo scopo di rendere più consistente ogni iniziativa e soprattutto per dimostrare che le vostre intenzioni sono più che serie.

Tale missiva dovrà essere inviata al responsabile dei rumori molesti nonché, per conoscenza, al Comune di competenza, allo scopo di richiedere un controllo di legittimità (ad esempio, la fonte de rumori intollerabili è un’attività commerciale e, in tal caso, il Comune è tenuto a verificare la legittimità amministrativa della medesima, ma soprattutto a controllare se i rumori denunciati superano i limiti di legge). Per opportunità, inviate la lettera anche all’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale).

Ad ogni modo, è bene sapere che il limite di normale tollerabilità delle immissioni rumorose varia secondo l’ubicazione dell’attività incriminata e dei beni “invasi” dal frastuono molesto.

Ad esempio, secondo la normativa in vigore [4], nelle zone definite di classe IV, cioè «aree d’intensa attività umana», quali, ad esempio, le aree urbane interessate da traffico intenso, oppure densamente popolate, quelle con molti negozi e uffici, oppure in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie, i valori limite consentiti sono:

  • nel periodo diurno ( dalle 06.00 alle 22.00), fino a 65 Db;
  • nel periodo notturno (dalle 22.00 alle 06.00), fino a 55 Db.

In ogni caso, il rispetto dei descritti limiti, non impedisce di considerare, comunque, illecita e intollerabile una determinata immissione rumorosa, da un punto di vista puramente civilistico [5].

Detto ciò, se la lettera inviata non dovesse sortire alcun effetto, poiché il Comune o l’Arpa non hanno inviato alcun tecnico ad effettuare i dovuti controlli e perché i rumori molesti non sono terminati, sarebbe opportuno far eseguire una perizia fonometrica.

Attraverso la stessa, redatta da un tecnico specializzato (si possono trovare anche su internet), sarà possibile dimostrare che il livello del rumore in contestazione, supera la normale tollerabilità.

Se la perizia fonometrica dimostrerà le vostre ragioni, allora saranno presenti tutti gli elementi necessari ad avviare un’azione giudiziaria nei riguardi del “molestatore”, attraverso la quale dovreste ottenere ragione dei vostri diritti oltre al dovuto risarcimento del danno.

note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Cass. Civ. sent. n. 20927/2015.

[3] Art. 659 cod. pen.

[4] Legge quadro n. 447/1995 – DPCM 1 marzo 1991 e DPCM 14 novembre 1997.

[5] Cass. Civ. sent. n. 939/2011.


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