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Lo sai che? Mantenimento figli, per un mese di ritardo niente denuncia

Lo sai che? Pubblicato il 20 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 marzo 2017

Niente condanna penale per l’omesso versamento dell’assegno di mantenimento per i figli se a questi ultimi non mancano i mezzi di sussistenza.

Che fare se il padre non paga, all’ex moglie, l’assegno mensile per i figli? L’omesso versamento del mantenimento integra un reato, ma solo se i bambini restano privi, in conseguenza di tale comportamento, dei mezzi di sussistenza. Viceversa, se nel frattempo c’è la madre che ha le disponibilità economiche per non far mancare loro di ché vivere, uno o pochi mesi di ritardo nel pagamento del mantenimento non comporta alcuna condanna penale. Lo ha chiarito la Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1]. La Corte, trovatasi a giudicare uno dei tanti casi di contestazioni tra coniugi separati sul mantenimento dei figli, ha detto che per un mese di ritardo non si può procedere alla denuncia.

La pronuncia segue di pochi giorni quella, dello stesso segno, da noi commentata nella guida Mantenimento figli: come evitare reato e condanna penale. I giudici supremi ribadiscono il loro tradizionale orientamento: per far scattare il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare ai minori devono mancare i «mezzi di sussistenza». Ma cosa si intende per «mezzi di sussistenza»? Non certo solo il mangiare o le medicine, ma neanche un tenore di vita agiato. I mezzi di sussistenza vanno individuati in ciò che è strettamente indispensabile alla vita, come il vitto, l’abitazione, i canoni per le ordinarie utenze, i medicinali, il vestiario, le spese per l’istruzione e il trasporto. Insomma, tutto ciò che serve per portare avanti la vita quotidiana, senza né eccessi, né ristrettezze. Va quindi assolto il padre che per una o poche volte non versa l’assegno in favore dei figli se la madre ha, ad esempio, uno stipendio o comunque un proprio reddito.

Ancora una volta la Cassazione ricorda che il concetto di mantenimento è più ampio di quello di mezzi di sussistenza, i quali comprendono non solo i mezzi necessari per la sopravvivenza vitale (vitto, alloggio, abbigliamento, ecc.), ma anche gli strumenti che consentono, in rapporto alle capacità economiche del padre, un sia pure contenuto soddisfacimento di complementari esigenze di vita quotidiana. Per cui, se manca il mantenimento non è detto che manchino anche i mezzi di sussistenza.

Il reato di violazione degli obblighi di assistenza verso i figli [2] non scatta in presenza di qualsiasi ritardo o omissione nel versamento dell’assegno di mantenimento, ma solo quando tale comportamento pone seriamente in pericolo il pieno ed equilibrato sviluppo della personalità del minore. Per procedere alla querela nei confronti del padre “smemorato” è necessario uno stato di bisogno, nel senso che l’omessa assistenza deve avere l’effetto di far mancare i mezzi di sussistenza, che comprendono quanto è necessario per la sopravvivenza.

Quando però l’omesso versamento dell’assegno di mantenimento determina una situazione di indigenza dei figli, il padre che voglia evitare la condanna penale deve dimostrare una oggettiva impossibilità di versare il mantenimento, consistente nella assoluta e incolpevole indisponibilità di introiti sufficienti a soddisfare le esigenze minime di vita dei minori (ad esempio la disoccupazione incolpevole e l’assenza di altri redditi, anche se immobilizzati come case o terreni, che altrimenti sarebbe costretto a vendere).

note

[1] Cass. sent. n. 13410 del 20.03.17.

[2] Art. 570 cod. pen.


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