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Quando il decreto ingiuntivo può essere dichiarato esecutivo

24 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 marzo 2017



Agile guida per individuare i casi in cui il creditore può ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. 

Il decreto ingiuntivo costituisce nel nostro Paese lo strumento più rapido ed agile per cercare di recuperare un credito rimasto insoddisfatto.

Ad esso si può fare ricorso [1], per ottenere dal giudice competente l’ingiunzione di pagamento o di consegna, quando:

  • si è creditori di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose fungibili (ad esempio una determinata quantità di capi di vestiario) o di una cosa mobile determinata (ad esempio un determinato autoveicolo);
  • si abbia una prova scritta del proprio diritto di credito.

Vi è poi anche la possibilità di chiedere l’emissione di decreto ingiuntivo:

  • per recuperare onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborsi di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari e chiunque altro abbia prestato la propria opera in occasione di un processo;
  • per recuperare onorari, diritti o rimborsi spettanti a notai o ad altri esercenti una libera professione o arte per la quale esista una tariffa legalmente approvata.

Fatta questa premessa, ciò che del decreto ingiuntivo al creditore interessa, ancor di più dell’emissione, è la possibilità che esso sia munito della cosiddetta provvisoria esecutività.

La provvisoria esecutività, se concessa dal giudice su apposita istanza avanzata dal creditore [2], consente al creditore di procedere immediatamente alla notificazione di precetto e, poi, di agire esecutivamente pignorando i beni del debitore (anche, su autorizzazione del giudice, senza dover attendere il termine minimo di dieci giorni dalla notificazione del precetto) e, ancora, di potere iscrivere ipoteca giudiziale [3] sui beni immobili del debitore.

I casi in cui la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo deve essere concessa dal giudice, se richiesta dal creditore, sono i seguenti:

  1. credito fondato su cambiale,
  2. o su assegno bancario,
  3. o su assegno circolare,
  4. o su certificato di liquidazione di borsa,
  5. o, infine, su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato.

In questi casi, il giudice (se richiesto) concede la provvisoria esecutività del decreto ingiungendo al debitore di pagare (la somma di danaro) o consegnare (la determinata quantità di cose fungibili o la cosa mobile determinata) senza ritardo al creditore e concedendo al debitore stesso il termine di quaranta giorni solamente per proporre opposizione al decreto ingiuntivo.

Vi sono altri casi [4] in cui la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo può essere concessa dal giudice se richiestagli dal creditore (casi in cui, cioè, il giudice valuta se concedere o meno la provvisoria esecuzione che gli viene richiesta, senza essere obbligato a concederla).

Questi casi ricorrono quando:

  • vi sia pericolo di grave pregiudizio (per il creditore) nel ritardo;
  • se il ricorrente-creditore produca documentazione, sottoscritta dal debitore, che dimostri il diritto che il creditore stesso vuol far valere.

In questi casi, il giudice che decide di concedere la provvisoria esecutività può imporre al creditore una cauzione.

Infine, va detto che:

  • il giudice deve anche concedere la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo allorché sia l’amministratore condominiale a richiederne l’emissione nei confronti del condomino moroso e sulla base del preventivo delle spese approvato dall’assemblea (fino a che questo non sia sostituito dal bilancio consuntivo);
  • se il decreto ingiuntivo non era fra quelli (individuati sopra) per cui poteva essere subito concessa la provvisoria esecutività, il giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo, su istanza anche verbale del creditore-ricorrente, concede la provvisoria esecutività se non è stata fatta opposizione dal debitore nel termine stabilito, oppure se il debitore, dopo aver fatto opposizione, non si sia costituito nel relativo processo [5];
  • se la provvisoria esecutività non era stata concessa in precedenza, il giudice chiamato a decidere sulla opposizione al decreto ingiuntivo (proposta dal debitore) può concederla su istanza del creditore se l’opposizione del debitore non si basa su prova scritta o su prove di rapido accertamento  [6] (la provvisoria esecutività può anche essere concessa parzialmente dal giudice, sulla parte non oggetto di contestazione, se il debitore contesta solo in parte il credito; il giudice del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è invece tenuto a concedere la provvisoria esecutività se il creditore che la richiede offra cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni).

note

[1] Art. 633 Cod. proc. civ.

[2] Art. 642 Cod. proc. civ.

[3] Art. 655 Cod. proc. civ.

[4] Art. 642, 2° co., Cod. proc. civ.

[5] Art. 647 Cod. proc. civ.

[6] Art. 648 Cod. proc. civ.


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