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Esiste il notaio con il gratuito patrocinio?

21 marzo 2017


Esiste il notaio con il gratuito patrocinio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 marzo 2017



Rientro nei limiti di reddito per ottenere un avvocato con il gratuito patrocinio: esiste anche la possibilità di ottenere un notaio gratis alle stesse condizioni?

Non esiste la possibilità di ottenere gratis il rogito di un atto notarile per chi rientra nei limiti di reddito del gratuito patrocinio, limiti che – lo ricordiamo – corrispondono attualmente a 11.528,41 euro di reddito imponibile Irpef in base all’ultima dichiarazione dei redditi. Il costo del notaio quindi grava sul cliente a prescindere dalla sua condizione economica, fatti salvi i benefici fiscali eventualmente previsti dalla normativa per chi si trova in determinate condizioni economiche o sociali. È il caso, ad esempio, dell’acquisto della prima casa che consente, in presenza di specifici presupposti, l’applicazione dell’Iva al 4% (piuttosto che al 22%) se si acquista dal costruttore, o dell’imposta di registro al 2% (piuttosto che al 9%).

La legge [1] però prevede l’obbligo per il notaio di prestare gratuitamente la propria attività, ivi compresa la redazione di atti pubblici, autentiche, trascrizioni o iscrizioni, in un caso particolare: quello in cui ciò sia necessario per portare a termine un determinato affare per il quale la parte abbia già ottenuto l’ammissione al gratuito patrocinio. Questo è l’unico modo per avere gratuitamente lo svolgimento dei compiti tipici del notaio. Recita infatti la legge che, in conseguenza dell’ammissione al patrocinio gratuito i notai devono prestare gratuitamente la loro opera per gli atti che siano necessari per l’oggetto che ha dato luogo all’ammissione al patrocinio gratuito. Al notaio è data facoltà di rivalersi, per ottenere il pagamento del proprio onorario, nei confronti della parte soccombente, condannata al pagamento delle spese processuali con la sentenza definitiva.

Il notaio non può rifiutarsi di prestare gratuitamente la propria attività a chi è stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato e, quindi, abbia ottenuto l’avvocato gratis.

Anche la legge notarile stabilisce che il notaio può ricusare il suo ministero se le parti non depositino presso di lui l’importo delle tasse, degli onorari e delle spese dell’atto, salvo che si tratti di persone ammesse al beneficio del gratuito patrocinio, oppure di testamenti [2].

La legge [3] prevede inoltre che l’ammissione al gratuito patrocinio comporta l’anticipazione da parte dello Stato delle spese effettivamente sostenute dai notai che abbiano prestato la loro opera nel processo e l’annotazione a debito degli onorari dovuti agli stessi.

Infine il decreto ministeriale del 1987 sulle tariffe notarili [4] dispone che non è dovuto alcun onorario per le procure alle liti, per le procure relative a pubblicazioni di matrimonio o a celebrazione di matrimonio, per gli atti di riconoscimento di figli naturali, per l’assenso all’adozione o all’affiliazione quando la parte richiedente presenti attestato, richiesto dalla competente autorità amministrativa, da cui risulti la sua indigenza.

note

[1] Art. 11 n. 3 del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3282.

[2] Art. 28 co. 3 legge n. 89/1913.

[3] Art. 4, co. 1, lett. c) e d) L. 30 luglio 1990, n. 217.

[4] Art. 12 della tariffa notarile approvata con d.m. 5 giugno 1987.

Autore immagine: 123rf com


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