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News Ape social e Quota 41, domande di pensione sino al 30 giugno

News Pubblicato il 21 marzo 2017

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Ape sociale e pensione anticipata con 41 anni di contributi a numero chiuso. 

Ape sociale e pensione anticipata quota 41 a numero chiuso come le salvaguardie: il Governo, che attualmente è impegnato nei tavoli tecnici con sindacati e parti sociali, per la definizione dei decreti attuativi in materia di anticipo della pensione, ha difatti annunciato che ci sarà un arco di tempo limitato per presentare le domande. Non solo: se dal monitoraggio delle domande emergeranno scostamenti rispetto alle risorse finanziarie, la decorrenza del pensionamento anticipato verrà differita, dando la priorità a chi ha maturato prima i requisiti del trattamento e, a parità degli stessi, secondo la data di presentazione della domanda. In questo modo, si vuole garantire un numero di accessi all’indennità proporzionato alle risorse finanziarie stanziate.

Il Governo ha poi chiarito che i lavoratori avranno tempo dal 1° maggio al 30 giugno per presentare le domande di accesso ai due benefici; i sindacati, però, non sono d’accordo e hanno chiesto almeno due o tre finestre di accesso annuali. È stato reso noto anche che, relativamente a chi matura i requisiti il prossimo anno, le domande di accesso dovranno essere presentate entro marzo 2018. Si attende, comunque, l’emanazione del decreto attuativo in merito, che dovrebbe arrivare entro pochi giorni.

Ape sociale

Ricordiamo che l’Ape sociale è la possibilità, per i lavoratori con almeno 63 anni di età e 30 (0 36) di contributi, di ottenere un trattamento pari all’ammontare della futura pensione, sino a un massimo di 1500 euro, a carico dello Stato.

La possibilità è offerta ai lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, ai fondi esclusivi o sostitutivi, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata dell’Inps, se versano in condizione di difficoltà individuata in base ad alcuni specifici profili di tutela.

Pensione anticipata quota 41

Gli stessi lavoratori appartenenti alle categorie destinatarie dell’Ape sociale potranno, se in possesso di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima dei 19 anni di età, pensionarsi con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica e senza subire penalizzazioni sulla pensione.

Ma quali sono le categorie di lavoratori tutelate? Vediamole subito.

Disoccupati

Possono fruire di Ape sociale e Quota 41 i lavoratori dipendenti in possesso di 30 anni di contributi, che si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro:

  • per licenziamento, anche collettivo;
  • per dimissioni per giusta causa;
  • per risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria.

Bisogna però che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione spettante (Naspi, Aspi o mobilità) da almeno tre mesi.

Sono esclusi i lavoratori senza occupazione per altre cause (scadenza di un contratto a termine, dimissioni, cessazione dell’attività lavorativa autonoma…).

Invalidi e caregivers

Possono fruire di Ape sociale e Quota 41 anche i caregivers, cioè i lavoratori dipendenti o autonomi che assistono, al momento della richiesta della prestazione, da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado (come il figlio o il genitore) convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 104.

Possono poi fruirne gli invalidi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%.

In entrambi i casi sono necessari 30 anni di contributi.

Lavori pesanti

Possono infine fruire di Ape sociale e Quota 41 i lavoratori dipendenti che svolgono, al momento della richiesta di pensionamento anticipato, una delle 11 professioni elencate nell’allegato alla legge di bilancio da almeno 6 anni in via continuativa, se possiedono almeno 36 anni di contributi:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Si tratta di attività lavorative particolarmente difficoltose e rischiose; le attività  saranno ulteriormente individuate nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che il Governo sta mettendo a punto.

Per il pensionamento anticipato con 41 anni di contributi sono ammessi, oltre ai lavoratori addetti a mansioni gravose appena citati, anche gli addetti ai lavori usuranti e notturni.


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2 Commenti

  1. Nello stesso articolo appena letto si dice che l’età minima x fruire ape social è 63 anni (per figlia disabile in casa) ma poi nella seconda parte non viene specificata l’età per i cosiddetti ”caregiver” . Quindi requisito è avere 63 anni? ma se questo è lo stesso x chi non ha disabili in casa dove si viene incontro a chi si danna tutto il giorno ad accudire una figlia con handicap grave e da ”solo” 23 anni ????

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