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Liberi professionisti: alternative alla P. Iva?


Liberi professionisti: alternative alla P. Iva?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2017



Ho una P. Iva: esiste un’alternativa per scaricare anche i costi per l’auto? Si può avere un’impresa individuale che consenta le stesse detrazioni delle società, pur rimanendo singolo individuo?

I lavoratori autonomi sono tutti quei soggetti che svolgono un’attività per la quale il lavoro intellettuale prevale sul resto dell’attività. Appartengono a questa categoria tutti i professionisti iscritti in un albo od ordine professionale, come ad esempio i commercialisti, gli avvocati, i notai, i consulenti del lavoro, i medici, i giornalisti, gli architetti, geometri, psicologi, ingegneri, dentisti, agronomi, ecc… Oppure, sono sempre lavoratori autonomi anche i cosiddetti professionisti senza ordine, ovvero tutti quelli che non tenuti ad iscriversi ad albi professionali per esercitare la loro attività, come ad esempio i consulenti informatici, gli amministratori di condominio, i critici d’arte, i consulenti aziendali, i web master, ecc… In sostanza questi soggetti, che appartengono alla categoria dei lavoratori autonomi svolgono un’attività per la quale non ci si deve iscrivere al Registro delle Imprese. Pertanto, i professionisti iscritti a un ordine sono obbligati a iscriversi alla cassa previdenziale di riferimento, ad esempio un commercialista deve iscriversi alla Cassa di Previdenza gei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, un giornalista deve iscriversi all’Inpgi, un ingegnere deve iscriversi all’Inarcassa, ecc… I lavoratori autonomi non iscritti a un ordine devono obbligatoriamente versare i contributi alla gestione separata dell’Inps.

Fatta questa doverosa premessa, ai fini delle detrazioni di natura fiscale, tranne che per alcune categorie che riescono a dimostrare che determinati costi sostenuti sono propri dell’attività di impresa (agenti di commercio, rappresentanti), le detrazioni di natura fiscale non dipendono da come viene svolta l’attività ma dal tipo di attività svolta. L’eventuale soluzione prospettata dal lettore comporterebbe un aumento di costi derivanti da costituzione della società a responsabilità a socio unico, anche se semplificata, l’obbligo di redazione del bilancio, tenuta libri sociali obbligatoria e quindi i probabili maggiori costi di consulenza, l’obbligo del pagamento di tasse e/o diritti camerali relativi alla vidimazione dei libri sociali e all’iscrizione al Registro Imprese territorialmente competente istituito presso la Camera di Commercio. Alla luce dell’attività esplicitata si potrebbe determinare la detrazione dei costi collegati all’utilizzo dell’automobile in maniera direttamente proporzionale all’uso della stessa.

Si precisa altresì che, qualora l’attività di consulenza venga svolta nei confronti di un privato e/o enti in genere, le spese indicate dovrebbero essere già a monte rimborsate dal committente. Pertanto, non intravedendo convenienza nell’ipotesi prospettata, anzi solo l’emergenza di ulteriori costi e spese, si suggerisce al lettore di rimanere, qualora lo fosse, nella categoria di lavoratore autonomo.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta

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