Diritto e Fisco | Articoli

Spese condominiali deliberate prima di diventare proprietario: devo pagarle?

9 aprile 2017


Spese condominiali deliberate prima di diventare proprietario: devo pagarle?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 aprile 2017



Ho acquistato un appartamento all’asta nell’ottobre 2013. Nel 2012 sono stati deliberati lavori straordinari del condominio di cui fa parte. Sono obbligato a pagare dette spese?

La questione posta dal lettore deve essere letta alla luce del disposto dell’articolo 63, comma 4°, delle disposizioni di attuazione del codice civile che testualmente recita: «Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente».

Come è dato desumere già dal tenore letterale della norma, la legge non fa alcuna distinzione tra spese condominiali cosiddette ordinarie e spese, invece, denominate straordinarie, così come utilizza un termine volutamente generico e onnicomprensivo (subentra) a testimonianza del fatto che ciò che conta è il passaggio di proprietà da un condomino all’altro e non il titolo (volontario o giudiziale) in base a cui ciò avviene.

Pertanto, e venendo al caso concreto, poiché le spese straordinarie per il rifacimento della facciata e del tetto del condominio in cui ha acquistato un appartamento sono state deliberate nel 2012 e, quindi, rientrano nell’arco di tempo durante il quale è responsabile delle stesse anche l’acquirente, è legittimo il comportamento dell’amministratore che ha posto a suo carico anche queste spese.

D’altronde, l’obbligo di pagamento dei contributi condominiali è un’obbligazione strettamente collegata al bene cui le spese si riferiscono (in gergo si dice che “segue il bene”), cosicché il dovere di partecipare alle spese di conservazione dell’immobile e di attivazione dei servizi prescinde dall’approvazione di esse da parte dell’assemblea. Poiché è un obbligo preesistente all’approvazione stessa dell’assemblea, quest’ultima ne stabilisce solo l’ammontare e la ripartizione secondo le tabelle millesimali, ma non decide invece se si devono o non devono fare. Per il nostro ordinamento giuridico, infatti, l’importanza sociale dei beni immobili ne impone la manutenzione e la conservazione a prescindere dall’approvazione delle spese da parte dell’assemblea condominiale, cosicché quest’ultima si limita a completare, determinandone l’esatto ammontare e la ripartizione tra i partecipanti, un’obbligazione che incombe sui partecipanti stessi per il solo fatto di possedere un bene immobile e tale obbligo non è eludibile nei confronti degli altri cittadini. In tal senso, quindi, ogni tentativo dell’aggiudicatario di sottrarsi ai contributi dovuti per l’anno in corso alla data del decreto di trasferimento e per quello precedente, discettando sulla natura delle spese deliberate dall’assemblea, rischierebbe di non essere accolto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI