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Cumulo dipendenti commercianti, come si calcola la pensione?

11 aprile 2017 | Autore:


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Se si vogliono sommare i contributi presenti nella gestione dipendenti con quelli della gestione commercianti, come calcolare la pensione? 

Possiedo 10 anni di contributi versati come dipendente e 9 anni come commerciante prima del 1995: posso calcolare, col cumulo, la pensione delle 2 gestioni col sistema retributivo sino al 2011?

La questione del cumulo tra i contributi presenti nel fondo pensione lavoratori dipendenti (Fpld) e nella gestione speciale dei commercianti merita particolare attenzione, dato che alla Legge del 1966 [1], che ha introdotto questo istituto, si è sovrapposta la Legge di stabilità 2013 [2] sul nuovo cumulo, modificata poi dalla Legge di bilancio 2017.

Cumulo dipendenti commercianti

Partiamo dal “vecchio” cumulo dipendenti-commercianti, previsto dalla normativa del 1966 [1].

La Legge del 1966, che ha esteso l’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti agli esercenti attività commerciali e ai loro familiari coadiutori, prevede la possibilità di percepire una pensione “mista”, che viene liquidata cumulando la contribuzione da lavoro dipendente con quella da lavoro autonomo. Se la contribuzione da lavoro dipendente è da sola sufficiente per il perfezionamento del diritto alla pensione, il lavoratore autonomo può avere la pensione con i requisiti previsti dal Fpld e utilizzare la contribuzione versata nella gestione autonoma per un supplemento di pensione.

Se invece la contribuzione da lavoro dipendente non è da sola sufficiente per il diritto alla pensione, può essere utilizzata per la pensione da liquidare nella gestione autonoma (commercianti) con i requisiti e le decorrenze per essa previsti.

Cumulo dipendenti commercianti: calcolo della pensione

Con una successiva legge del 1990 [3], che è intervenuta sull’argomento, è stato poi chiarito che le contribuzioni da lavoro dipendente ed autonomo sono, però, calcolate separatamente per la quantificazione della misura della pensione:

  • per quanto riguarda il Fpld:

o             per chi possiede in tale fondo  meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, il calcolo è retributivo sino a tale data, poi contributivo;

o             per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, il calcolo è retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo;

o             per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995, il calcolo è esclusivamente contributivo;

  • per quanto riguarda le gestioni autonome (commercianti):

o             per chi possiede meno di 18 anni di contributi nella gestione al 31 dicembre 1995, il calcolo è reddituale sino a tale data, poi contributivo;

o             per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, il calcolo è reddituale sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo;

o             per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995, il calcolo è esclusivamente contributivo.

Calcolo reddituale

Il meccanismo “reddituale” è simile al retributivo, ma mentre nel primo la quota A di pensione si riferisce agli ultimi 5 anni di reddito e alle settimane sino al 1992, e la quota B si riferisce agli ultimi 10 anni di reddito e alle settimane sino al 1995 (per chi ha diritto al calcolo misto) o al 2011 (per gli ex “retributivi puri), nel reddituale la media riguarda gli ultimi 10 e 15 anni, rispettivamente per la quota A e la quota B. L’importo complessivo della pensione è pari alla somma delle due quote, liquidate ognuna con i propri criteri [4].

Calcolo retributivo col cumulo: contano tutte le gestioni?

Quanto stabilito dalla Legge del 1990, in materia di metodo di calcolo, è stato poi confermato dalla normativa sul cumulo contributivo (Legge di stabilità 2013, in seguito modificata dalla Legge di bilancio 2017): è stato cioè confermato che, con il cumulo, ogni gestione liquida la sua quota di pensione, mentre il calcolo del diritto alla pensione avviene sommando tutti i contributi.

Tuttavia c’è una notevole differenza: secondo la Legge del 1990, infatti, il metodo retributivo va applicato secondo le anzianità di ciascuna gestione, mentre secondo la Legge sul nuovo cumulo [5] va applicato secondo le anzianità complessive presenti in tutte le gestioni.

In pratica, se Tizio, prima del 1995, possiede 9 anni di contributi nel Fpld e 10 nella gestione commercianti, col nuovo cumulo ha diritto al retributivo sino al 2011; col vecchio cumulo, invece, ha in entrambe diritto al retributivo solo sino al 1995, perché non supera i 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 in nessuna delle due gestioni, prese singolarmente.

Cumulo dipendenti commercianti: quali regole applicare?

Bisogna a questo proposito fare un’importante precisazione: in un noto messaggio Inps del 2015 [6] chiarisce che, se si raggiunge un autonomo diritto alla pensione cumulando la contribuzione dipendenti-commercianti/autonomi (non liberi professionisti), non si può fruire del nuovo cumulo, ma soltanto del vecchio cumulo dipendenti- commercianti.

A questo punto, però, si inseriscono le modifiche della Legge di bilancio 2017: “le parole: « qualora non siano in possesso dei requisiti per il diritto al trattamento pensionistico» sono soppresse”.

Il che, a parere della scrivente, vuol dire che il nuovo cumulo può essere ottenuto anche se si raggiunge un autonomo diritto a pensione con le due gestioni dipendenti-commercianti e comporta l’inefficacia del messaggio Inps del 2015. Per applicare il metodo retributivo contano dunque le anzianità complessive.

note

[1] L. 613/1966.

[2] L.228/2012.

[3] L.233/1990.

[4] Art. 16 L.233/1990

[5] Art.1 co.246 L.228/2012.

[6] Mess Inps 7145/2015.


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