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Lo sai che? Invalidi, obbligatorio pagare il parcheggio

Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2017

Con il pass invalidi resta obbligatorio pagare la sosta sulle strisce blu, anche se gli spazi con le strisce gialle sono occupati. 

Il disabile che lascia l’auto sulle strisce blu deve pagare il parcheggio, nonostante la presenza, sul cruscotto dell’auto, del pass invalidi. Difatti, l’utilizzo di uno stallo destinato alla sosta a pagamento non consente di appellarsi alla propria situazione di difficoltà fisica per essere trattati in modo diverso dagli altri automobilisti. L’unico modo per non pagare la sosta è di utilizzare gli appositi spazi destinati ai disabili, contraddistinti dalle strisce gialle e con l’apposita segnaletica verticale. Insomma, anche per gli invalidi è obbligatorio pagare il parcheggio sulle strisce blu. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. A detta dei giudici supremi, se il portatore di handicap non versa quanto richiesto per il parcheggio sulle strisce blu e non espone il ticket come tutti gli altri automobilisti, è legittima la multa elevata dal vigile o dall’ausiliario del traffico. Ma procediamo con ordine.

Che il contrassegno invalidi sconti il pagamento del parcheggio non è una novità: più volte la Cassazione ha affermato, in passato, questo principio. Anche i disabili devono versare quanto richiesto per il parcheggio a pagamento. Nessuna agevolazione tariffaria è prevista per coloro che sono muniti del pass per disabili allorquando le relative auto parcheggino nelle zone delimitate dalle strisce blu.

Il fatto che lo spazio destinato al parcheggio per i portatori di handicap sia occupato da altri, anche se privi di pass, non consente al relativo titolare di lasciare l’auto in seconda fila o in una sosta a pagamento senza pagare la sosta. La Cassazione ha, in proposito, chiarito che [2] è tenuto al pagamento del corrispettivo dovuto per la sosta del veicolo, il disabile che, a causa della indisponibilità dei posti gratuitamente riservati alle persone con ridotta capacità motoria abbia parcheggiato la propria autovettura negli stalli a pagamento essendo, al fine, irrilevante l’eventuale esposizione del contrassegno invalidi.

Interessante però la pronuncia del giudice di Pace di Orbetello [3] secondo cui, ai fini dell’obbligo di pagamento del parcheggio nelle zone dove la sosta è regolata da un parcometro, qualora a bordo del veicolo vi sia una persona titolare del contrassegno invalidi, è necessaria (e va attestata dal relativo verbale di accertamento della violazione) la presenza in loco di stalli liberi riservati alla sosta dei disabili.

In sintesi, non è previsto in alcuna norma che per l’autovettura al servizio del detentore dello speciale contrassegno invalidi, la quale sia stata parcheggiata in uno stallo a pagamento a causa dell’indisponibilità di uno di quelli riservati gratuitamente alle persone disabili la sosta sia gratuita. La legge [4] prevede per i titolari del contrassegno l’esonero, rispettivamente, dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato e dai divieti e limitazioni disposti dall’autorità competente; l’obbligo del pagamento di una somma è, invece, cosa diversa dal divieto o limitazione della sosta.

Ricordiamo che, proprio di recente, la Cassazione ha detto che la fotocopia del pass invalidi non è reato ma integra un semplice illecito amministrativo.

note

[1] Cass. sent. n. 18351/2015.

[2] Cass. sent. n. 21271/2009.

[3] GdP del 10.02.2011.

[4] Art. 188 comma 3 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada) e l’art. 11 comma 1 d.P.R. n. 503 del 1996.

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 6 – 22 marzo 2017, n. 13925
Presidente Sabeone – Relatore Vessichelli

Ritenuto in fatto

Propone ricorso per cassazione M.A. avverso la sentenza della Corte d’appello di Ancona in data 19 maggio 2015 con la quale, per quanto qui di interesse, è stata confermata quella di primo grado, di condanna, in esito al giudizio abbreviato, in ordine al reato di cui all’articolo 489-482 cp, così riqualificato l’originario capo di imputazione che invece vedeva contestato l’articolo 489 in relazione all’articolo 477 cp.
L’imputato è stato ritenuto responsabile di avere esposto, il 5 marzo 2010, sul parabrezza della autovettura che aveva in uso e che aveva parcheggiato in Ancona in area delimitata dalle strisce blu, un falso contrassegno per il parcheggio degli invalidi; successivi accertamenti consentivano di dimostrare che il genitore dell’imputato era titolare di altro contrassegno dello stesso genere.
Deduce:
1) il vizio della motivazione sull’elemento psicologico del reato.
Era stato dedotto con motivo d’appello che l’imputato non era consapevole della esistenza e della contraffazione di quel permesso, lasciato dal proprio genitore sul cruscotto della autovettura, qualche giorno prima, come del resto dichiarato dallo stesso genitore mediante missiva inviata agli ordini inquirenti.
Il giudice dell’appello non aveva adeguatamente motivato sul punto ed anzi aveva, del tutto illogicamente, riconosciuto che la contraffazione non era grossolana;
2) l’erronea applicazione dell’articolo 489 cp.
L’uso dell’atto falso acquisisce rilevanza penale se è giuridicamente efficace e rivolto al conseguimento di un vantaggio.
La difesa aveva invece dimostrato, nell’atto d’appello, che l’autovettura sulla quale il contrassegno in questione risultava esposto era stata parcheggiata negli spazi delimitati dalle strisce blu che sono soggetti a tariffa oraria, imposta anche per le vetture dei portatori di handicap.
Anche la giurisprudenza della Cassazione civ. (sent. n. 21271 del 2009) prevede l’esenzione del titolare del contrassegno in esame dalle limitazioni di parcheggio ma non dall’obbligo del pagamento della tariffa.
A tale puntuale rilievo la Corte d’appello non aveva replicato, insistendo invece sulla configurazione di un preteso vantaggio che l’imputato avrebbe inteso conseguire con la condotta in contestazione (esenzione dal termine massimo di sosta di 60 minuti) e soprattutto affermando erroneamente, nonostante la documentazione fotografica esibita dalla difesa in una memoria presentata in fase di merito, che con l’esposizione del contrassegno l’imputato mirava a rientrare nel novero dei soggetti autorizzati al parcheggio in deroga;
3) la erronea applicazione dell’articolo 188 cds con riferimento all’articolo 9 l. n. 689/1981.
Era stata illegittimamente respinta la tesi secondo cui, al più, la indebita esposizione del permesso degli invalidi dà luogo ad una sanzione amministrativa con la conseguenza che avrebbe dovuto essere fatta applicazione del principio di specialità che rende applicabile la sola azione amministrativa;
4) l’illegittimo diniego dell’ipotesi di cui all’articolo 131 bis c.p.

Considerato in diritto

Il ricorso è infondato e deve essere rigettato.
Il primo motivo illustra censure sostanzialmente fattuali e mira ad una rivalutazione del risultato di prova da parte di questa Corte di legittimità la quale, invece, è deputata soltanto al controllo della completezza e dell’eventuale manifesta illogicità della motivazione esibita dal giudice di merito.
Nel caso di specie, costituisce motivazione del tutto logica quella in forza della quale la Corte d’appello ha ritenuto l’esposizione del falso permesso sul parabrezza dell’auto guidata dall’imputato, frutto di una condotta dolosa del medesimo e non, piuttosto, di iniziativa occasionale del padre.
È pervenuta a tale certezza attraverso un ragionamento razionale e non meritevole di censura, quale quello che ha valorizzato in primo luogo il carattere macroscopicamente inattendibile della missiva liberatoria del padre dell’imputato e delle circostanze in essa narrate; in secondo luogo il fatto che, in occasione del descritto parcheggio, non risultasse comunque pagata la tariffa dovuta e in terzo luogo che la verosimile finalità della condotta fosse da individuare nel tentativo di apparire, ad un controllo sommario, rientrante in una delle categorie esonerate da obblighi.
D’altra parte la accertata raffinatezza della falsificazione non costituisce attestazione incompatibile con la tesi dell’esposizione dolosa, posto che l’uso di un atto falso ben può essere preceduto dalla piena consapevolezza delle modalità di costituzione del falso stesso ad opera di terzi.
Il secondo motivo costituisce mera reiterazione di analoga censura sottoposta alla Corte d’appello e da questa affrontata con argomentazione logica alla quale il ricorso nulla aggiunge.
La fattispecie di cui all’articolo 489 non richiede, per la propria integrazione, la idoneità concreta dell’atto a far conseguire un vantaggio, e neppure – a differenza della configurazione dell’art. 485 cp – la finalità dell’agente di procurasi un vantaggio, atteso che una simile evenienza può rilevare esclusivamente a titolo di indizio della volontarietà o meno della condotta consistente nell’uso.
Viceversa, la nozione di uso di atto falso comprende qualsiasi modo di avvalersi del falso documento per uno scopo conforme alla natura dell’atto, con la conseguenza che ad integrare il reato è sufficiente la semplice esibizione del documento falso, quale che sia il significato che il soggetto intenda attribuire all’atto in esso contenuto (tra le molte, Sez. 5, Sentenza n. 4647 del 19/11/2013 Ud. (dep. 30/01/2014) Rv. 258717).
Risulta in conclusione del tutto irrilevante la doglianza della difesa con la quale si mira a sostenere che l’effetto giuridico dell’esposizione del falso contrassegno non poteva essere quello di apparire legittimato – l’imputato all’esenzione dal pagamento della tariffa di parcheggio, una volta che, viceversa, la consapevole e volontaria esposizione del detto documento sia stata ritenuta provata per le ragioni sopra esposte.
Manifestamente infondato è il motivo di ricorso con il quale si invoca l’attuazione del principio di specialità di cui all’art. 9 l. 689/1981. Ed infatti, fermo che per la giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, Sentenza n. 10391 del 07/02/2006 Ud. (dep. 24/03/2006) Rv. 233766; Sez. 5, Sentenza n. 27915 del 05/05/2009 Ud. (dep. 07/07/2009) Rv. 244205) integra il reato di uso di atto falso (art. 489 cod. pen.), la condotta del soggetto che espone sull’auto parcheggiata in zona contrassegnata dall’obbligo di pagamento della sosta o in zona a traffico limitato – la falsa copia del permesso di parcheggio per invalidi, va ribadito che la norma dell’art. 188 cds riguarda fattispecie completamente diversa e cioè l’utilizzo improprio della autorizzazione autentica rilasciata ad invalido per usufruire delle strutture appositamente create per agevolare la mobilità.
Infine il diniego della applicazione dell’art. 131 bis non è censurabile posto che l’accertamento di fatto sotteso a tale decisione costituisce materia devoluta al giudice del merito il cui verdetto è sottratto a censure di legittimità quando, come nella specie, sia conforme ai criteri posti dell’art. 133 comma 1, criteri tra i quali va annoverato quello della intensità del dolo, nella specie evocata con riferimento alla particolare callidità desunta non solo dal coinvolgimento del genitore ma anche dall’essere il prevenuto, soggetto del tutto avvertito della gravità della condotta tenuta, a causa della sua specifica professionalità.

P.Q.M.

rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.

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20 Commenti

  1. Vergognoso bastonare i disabili che si muovono perlopiù per lavoro (con più difficoltà di altri) o per la salute. Gli stalli gialli ovunque sono in numero insufficiente mentre quelli destinati al business sono sconfinati!! Il numero degli stalli occupati da auto prive del permesso è impressionante e mai che ci sia una divisa nei paraggi per intervenire,anzi, se chiamati non intervengono con le scuse più disparate! E allora cosa deve fare un disabile che vive con una pensione di invalidità di 289 euro??? Ma pagare no?!? Ecchediamine, con una pensione così elevata è ovvio che sia assolutamente possibile pagare 1 euro ora per il parcheggio!!!! Ancora una volta lo Stato italiano pesta a sangue la sua carne e regala a cittadini stranieri un mantenimento da 1300 euro mese. Mi sento mortificato e privato di ogni diritto, altro che agevolazioni per i portatori di handicap…. Sto pensando seriamente di espatriare e tornare clandestinamente…. Avrei certamente più diritti e considerazione.
    Gianfranco (invalido 100%)

  2. E’ UNA VERGOGNA COME TANTE ALTRE COSE DI QUESTA ITALIA GESTITA DA PERSONE DEL P.D. CHE HANNO SEMPRE DICHIARATO DI STARE DALLA PARETE DELE PERSONE PIU’ DEBOLI E DIFENDERE I LORO DIRITTI, PER FORTUNA PENSAVANO QUESTO SE FOSSERO ANDATI A GOVERNARE, ANCHE SE IL POPOLO NON LI HA VOTATI, SONO STATI MESSI LI’ DAL FIGLIO ILLEGGITTIMO DELL’EX RE’ D’ITALIA VITTORIO EMANUELE CHE IN UN MOMENTO PARTICOLARE SCAPPO’ DALL’ITALIA, PENSATE CHE POTEVA FARE UN UN SUO FIGLIO?

  3. Infatti dovrebbero dare il pass per il parcheggio gratuito anche a chi non ha lavoro o lavora in nero guadagnando 500 euro al mese o ai padri separati con figli e che devono pagare il mantenimento alla ex perchè imposto dai magistrati.

  4. A parte tutti gli insulti e gli improperi possibili ed immaginabili, io semplicemente auguro, non solo ai membri della C.di Cassazione, ma a tutti i boiardi di Stato di diventare immediatamente invalidi, sofferenti e poveri come il sottoscritto!

  5. Ieri ho rinnovato il pass prenotato con largo anticipo sulla scadenza,dopo aver preso un giorno di permesso da lavoro, pagato il certificato medico attestante la patologia, senza parlare dei parcheggiatori abusivi che pretendono il ticket anche in stalli H. E tutto questo per pagare lo stesso se non trovo posto nelle strisce gialle?! Scusate ma….l’autovettura non è considerata prolungamento di arto protesico ?

  6. Ieri ho rinnovato il pass prenotato con largo anticipo sulla scadenza,dopo aver preso un giorno di permesso da lavoro, pagato il certificato medico attestante la patologia, senza parlare dei parcheggiatori abusivi che pretendono il ticket anche in stalli H. E tutto questo per pagare lo stesso se non trovo posto nelle strisce gialle?! Scusate ma….l’autovettura non è considerata prolungamento di arto protesico ?

  7. E’ VERGOGNOSO! NON CI SONO ALTRI COMMENTI DA FARE. E COSA FACCIAMO ALLORA A QUELLI CHE PRENDONO I NOSTRI POSTI DA PARCHEGGIARE E NON NE HANNO DIRITTO?

  8. Limitatissii striscia blu a go go; quelli per gli amministratori locali, provinciali, regionali e nazionali a go go con auto di servizio; quelli riservati a chi ha il contrassegno limitatissmi perché non fanno business e per lo più occupati anche dall’abusivismo. Poi si dice che la legge è uguale per tutti !!!

  9. Questa legge e un pò di anni che c’è
    Poi dipende dal comune se la applica ,
    Visto che anche da me i parcheggi invalidi sono pochi
    Si può parcheggiare sulle strisce blü senza il tichet

  10. A Palermo si può posteggiare in mancanza di posto in valido libero nelle strisce blu , ma solo per 3 ore e con disco orario

  11. Buon pomeriggio, la normativa europea in materia, esonera gli invalidi dal pagamento del parcheggio su stalli ordinari.
    Personalmente, presentando ricorso per una multa elevatami al giudice di pace, adducendo tali motivazioni, mi sono visto cancellare la sanzione.
    Ricordo che oltre all’esonero dal pagamento, i disabili con cartellino esposto possono avere accesso nella Ztl, transito su vie e corsie preferenziali riservate ai mezzi di trasporto pubblico e ai taxi,in caso di blocco o ione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, oppure quando siano previsti obblighi e divieti, temporanei o permanenti, anti-inquinamento….ecc ecc
    Saluti

  12. E’ uno schifo, ma chi fa queste leggi dovrebbe avere bisogno anche lui/lei di un parcheggio handicap

  13. Sarebbe corretto se il piano urbanistico prevedesse un congruo numero di posteggi riservati ai disabili.

    1. stiamo vivendo in un mondo di assurdità!
      1) cominciamo a mettere una multa da 1.000 euro a chi parcheggia nei posti riservati hai disabili…più togliere 5 punti dalla patente…più il sequestro di un mese del veicolo. perché si deve incominciare a vere più rispetto delle leggi.

      1. di posti per gli invalidi ce ne sono anche troppi considerando che il 90% dei proprietari dei tagliandini per i parcheggi non sono neanche invalidi e il restante 10% sono genitori o parenti che si fanno i loro porci comodi giri anche senza il disabile a bordo, poi ti rispondono ‘ sono andato a comprare il latte per mio figlio disabile’, poi pretendono più parcheggi? Per finire il parcheggio dovrebbe essere concesso solo a quei disabili con veri problemi a deambulare non certo a tutti, se ti mancano 2 dita di una mano ( mignolo e anulare) puoi camminare benissimo.

  14. ogni comune, per il parcheggio dei mezzi per disabili negli stalli gialli a loro destinati e in quelli blu e per entrare nelle ZTL, fanno come gli pare. Quindi vi consiglio,purtroppo, per ogni comune di informarvi prima.
    ci sono comuni che fanno sostare i disabili muniti di contrassegno in qualsiasi stallo senza pagare e senza limiti di tempo.

  15. piu’ che mortificare gli invalidi che spesso non trovano lo stallo per gli invalidi libero fate voi la caccia a coloro che hanno si’ il tagliiando di invalidi …ma non hanno nelle vicinanze la persona che dovrebbero accompagnare…ma ne fanno uso improprio …per i loro comodi. Mi e’ stato risposto dal vigile che siamo noi che ci dovremmo fare la caccia a vicenda. COSE DA MATTI!

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