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Come assumere la colf o la domestica

22 marzo 2017


Come assumere la colf o la domestica

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 marzo 2017



Per chi vuole assumere una donna delle pulizie, una badante o una colf ecco tutti gli adempimenti che bisogna rispettare.

Far lavorare una colf o una domestica “in nero” è estremamente rischioso, non solo per il pericolo di infortuni che gravano sul datore di lavoro, ma anche per il grosso rischio che potrebbe sorgere nel caso in cui la lavoratrice, dopo molti anni, dovesse agire per ottenere la regolarizzazione del contratto di lavoro. Come saprà già chi ha letto la nostra guida Fare causa per lavoro in nero, c’è tempo fino a cinque anni dalla cessazione del rapporto per avviare il giudizio, con conseguente obbligo di pagamento di tutti i contributi, straordinari, Tfr, indennità, ferie, stipendi inferiori ai limiti di legge, ecc.. Non solo. Se il versamento degli stipendi mensili è avvenuto in contanti, il datore non ha neanche la prova dei pagamenti e potrebbe essere condannato a retribuire di nuovo la domestica o la colf. Dunque, è sempre bene assumere la colf o la domestica oppure regolarizzarla con uno dei tanti strumenti contrattuali previsti dalla legge (meno vantaggiosi, però, degli abrogati voucher). Ma procediamo con ordine e vediamo come assumere la colf o la domestica.

Assunzione a tempo indeterminato della colf o della domestica

È sempre possibile assumere, con un normale contratto di lavoro dipendente (part time o full time) la collaboratrice domestica o la colf. È anche possibile stipulare un contratto a termine, ossia a tempo determinato (si pensi al caso delle necessità collegate alla stagione estiva nella casa vacanze o all’ipotesi di una persona che occupi solo per un tempo limitato un immobile, in attesa di ricevere un trasferimento certo).

Vediamo allora quali sono gli adempimenti da effettuare per assumere la colf o la domestica. La prima cosa che il datore di lavoro deve fare, è formalizzare gli accordi assunti con il lavoratore in una lettera di assunzione, nella quale bisogna indicare: l’eventuale durata del periodo di prova (se concordato, ma non necessario); l’esistenza o meno della convivenza; la durata dell’orario; la sede di lavoro; il trattamento economico; le mansioni, nonché l’inquadramento contrattuale, rinviando per le altre condizioni contrattuali alle previsioni del Ccnl lavoro domestico.

La seconda cosa che deve fare il datore di lavoro che intende assumere la colf o la domestica è denunciare l’instaurazione del rapporto all’Inps, entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto. Bisogna, a tal fine, compilare il modulo LD09, da trasmettere poi in via telematica. Il cittadino può farlo in autonomia, se dispone di un Pin dispositivo (da richiedere alla sede Inps), oppure avvalersi di un intermediario abilitato (consulenti del lavoro, patronati).

Insieme al pagamento mensile della retribuzione, il datore di lavoro deve consegnare alla colf o alla domestica il prospetto paga da cui deve risultare:

  • la durata della prestazione svolta
  • la relativa retribuzione dovuta.

Annualmente poi bisogna consegnare alla colf o alla domestica la certificazione annuale delle retribuzioni corrisposte nell’anno fiscale. Può essere effettuata su carta semplice.

Ogni tre mesi vanno versati i contributi all’Inps, calcolati sulla base delle ore effettivamente lavorate nel trimestre. Sui contributi previdenziali spettano dei bonus fiscali. In particolare è possibile ottenere la deduzione (dal reddito) dei contributi versati nell’anno (esclusa la quota a carico del collaboratore), nei limite di 1.549,37 euro.

Alla fine del rapporto di lavoro il datore di lavoro corrispondere il Tfr (trattamento di fine rapporto), che il lavoratore matura ogni anno in misura pari al 7,41% della retribuzione utile percepita, da rivalutare ogni anno.

Anche la colf ha diritto alle ferie retribuite annue pari a 26 giorni lavorativi. Se si assenta per malattia, la retribuzione resta a carico del datore di lavoro, che deve retribuire fino ad un massimo di 15 giorni di assenza (differenziati in base all’anzianità di servizio).

Se il datore di lavoro è in stato di non autosufficienza e ha un reddito non superiore a 40mila euro potrà beneficiare della detrazione del 19% delle spese sostenute per l’addetto all’assistenza personale, fino a un massimo di 2.100 euro.


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5 Commenti

  1. Caro INPS,mi arriva un vostro modulo di pagamento (con multa),per una colf (Priscilla Barcebal) che abbiamo tenuto per qualche ora al giorno dal 2012 al 2016 e di cui ci siamo dimenticati per la nostra età avanzata di pagarvi . Domande : possiamo pagare alla nostra banca? (Unicredit , Piazza Cola di Rienzo)
    Esiste ancora il vostro Sportello Mobile?
    Come mai non abbiamo mai ricevuto i vostri inviti a pagare , come si usa fare con tutti gli inadempienti
    ovunque?
    Grazie per la vostra risposta.
    Annachiara Cinquegrana in Scarpa e Carmelo Scarpa
    Roma – Prati , Via Valadier,44 C.P. 00193

  2. Per 3 ore al giorno …3volte la settimana il contratto quanto prevede × ora?
    Assistente famigliare liv. D, contratto indeterminato.
    Grazie!

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