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Come fare causa a Trenitalia

10 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 aprile 2017



Dalla richiesta di rimborso alla causa vera e propria: cosa fare per difendere i propri diritti in caso di ritardi, mancato riscaldamento o carrozze sporche.

Di fronte ad un disservizio, fare causa ad una grossa azienda mette chiunque un po’ in soggezione. Si tende a pensare che «tanto ce l’avranno vinta loro». Eppure rinunciare ad un proprio diritto non ha senso. Anche se quella grossa azienda si chiama Trenitalia. Se un viaggio «in carrozza» ci ha riservato qualche brutta sorpresa, bisogna sapere come comportarsi per farci valere. Fino alla fine. Quindi, capire anche come fare causa a Trenitalia se, a causa di un disservizio, è stato provocato un grave danno ad un passeggero e non è stato riconosciuto il rimborso o il risarcimento del danno.

Come arrivare alla causa contro Trenitalia

I disagi più comuni subìti dai passeggeri sono i ritardi e gli scioperi. Se quest’ultimi sono, di solito previsti – e quindi annunciati – il ritardo di un treno non è così prevedibile. Che si tratti di un pendolare o che si tratti di un viaggiatore occasionale, timbrare tardi al lavoro oppure perdere un appuntamento importante a causa del ritardo di un treno può creare un danno che va ben al di là del ritardo in sé. Ecco, questo è il danno che si deve mettere sul tavolo di Trenitalia quando si devono far valere i propri diritti. Di solito si parte con un reclamo per ottenere il rimborso di un biglietto, poi si passa al tentativo di conciliazione fino ad arrivare alla causa vera e propria.

Attenzione, però, ai casi in cui si può pretendere da Trenitalia un rimborso. Perché, nella maggior parte dei casi, il viaggiatore non fa caso alla cosiddetta «lettera piccola» sulla quale l’azienda fa leva per non dover pagare alcunché. Vediamo, allora, quando si ha diritto ad un rimborso da Trenitalia.

Quando si ha diritto al rimborso da Trenitalia

E’ la stessa Trenitalia a dettare le condizioni sul diritto al rimborso (o, meglio, all’indennità, perché il rimborso completo non c’è):

  • in caso di ritardo fino a 59 minuti, oltre al malumore del passeggero non spetta nulla;
  • sul ritardo tra 60 e 119 minuti, spetta un’indennità pari al 25% del prezzo del biglietto;
  • sul ritardo oltre i 120 minuti, l’indennità sale al 50% del prezzo del biglietto.

L’indennità viene corrisposta (a scelta del viaggiatore) con un bonus per acquistare un altro biglietto entro 12 mesi, oppure in contanti o mediante il riaccredito a seconda del modo in cui è stato acquistato il biglietto. E’ possibile chiederla dopo 24 ore dal viaggio e fino ai 12 mesi successivi alla data del ritardo o alla scadenza dell’abbonamento e con queste modalità:

  • compilando il modulo che si trova sul sito di Trenitalia;
  • chiedendo l’indennità online per i biglietti acquistati sul sito;
  • presso l’agenzia di viaggi che ha emesso il biglietto;
  • presso una qualsiasi biglietteria;
  • presso il call center di Trenitalia per i biglietti acquistati telefonicamente oppure sul sito.

Come fare un reclamo a Trenitalia

Fin qui abbiamo visto quello che Trenitalia si impegna a fare in caso di ritardo. Ma, durante un viaggio in treno, si possono verificare altri problemi (ad esempio con il personale o per un malfunzionamento di qualche servizio di bordo o, ancora, un problema con il call center). In questo caso, e prima di partire con una causa a Trenitalia, è possibile presentare un reclamo, utilizzando gli strumenti che l’azienda mette a disposizione dei passeggeri. E cioè:

  • per i treni nazionali. Il reclamo si può presentare compilando il modulo reperibile presso gli uffici assistenza alla clientela delle stazioni o delle biglietterie. Oltre ai dati anagrafici, occorre spiegare il motivo del reclamo (se il problema è accaduto prima, durante o dopo il viaggio oppure indipendentemente dal viaggio). Per le questioni generali si può scrivere a:
    Trenitalia Spa – Divisione Passeggeri NI
    Vendita e Customer Service Base NI
    Customer Care e Servizi di Sala Operativa.
    Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma
  • per i treni regionali. E’ possibile inoltrare il reclamo on line oppure personalmente presso l’ufficio assistenza della stazione, dove deve essere reperibile l’apposito modulo da compilare e consegnare a mano.

Fatto questo, tocca sedersi ed aspettare in religioso raccoglimento. Trenitalia si impegna a dare una risposta al reclamo entro 1 mese dalla segnalazione o, se non riuscisse a rispettare questo termine, a comunicare entro 3 mesi la data in cui risponderà non oltre i 3 mesi successivi. In altre parole: Trenitalia potrebbe rispondere al nostro reclamo entro 30 giorni oppure, nei 90 giorni successivi ci dirà quando ci risponderà da lì ad altri 90 giorni. Dalle mie parti fa un totale ipotetico di 6 mesi. La pazienza è la virtù dei santi e dei passeggeri di Trenitalia.

Come fare la conciliazione con Trenitalia

Ma c’è chi di pazienza non ne ha e non si accontenta di una risposta insoddisfacente o, peggio ancora, di un silenzio. Se entro 60 giorni non è arrivata una risposta da Trenitalia al nostro reclamo, oppure ciò che l’azienda ci dice non ci convince, abbiamo altri 60 giorni di tempo per tentare la via della conciliazione privata. In pratica, la possibilità di trovare un accordo stragiudiziale per risolvere la controversia tra il viaggiatore e Trenitalia.

Per chiedere la conciliazione con Trenitalia, è possibile:

  • compilare questo modulo cartaceo e spedirlo per raccomandata a/r insieme alla fotocopia di un documento d’identità, del codice fiscale, il biglietto, la copia del reclamo inviato a suo tempo e della risposta di Trenitalia (se arrivata). La raccomandata deve essere inviata:
    • all’ufficio di Conciliazione di Trenitalia, Piazza della Croce Rossa 1, 00161 Roma;
    • via fax al numero 0644103490;
    • via e-mail all’indirizzo conciliazioni@trenitalia.it allegando i documenti scansionati;
    • tramite un’associazione di consumatori;
    • tramite l’Autorità per il trasporto;
  • compilando questo modulo on line che si trova sul sito di Trenitalia.

E’ possibile chiedere la conciliazione su problemi sorti su treni di media e lunga percorrenza (sono esclusi, quindi i treni regionali) e che siano indicati sulla carta dei servizi e le condizioni di trasporto di Trenitalia.

Come fare causa a Trenitalia

Conclusi tutti i passaggi precedenti, se il viaggiatore non è ancora soddisfatto delle risposte ottenute o non ha trovato un accordo in sede di conciliazione può fare causa a Trenitalia citando l’azienda in giudizio. A questo punto, sarà utile rivolgersi ad un Giudice di pace (anche per contenere i costi, visto che l’entità del risarcimento non sarà, comunque, altissima).

Ci sono degli importanti precedenti su sentenze di condanna a Trenitalia. Tra questi, il risarcimento di 2.337,82 euro riconosciuto ad un viaggiatore per un ritardo non comunicato del treno tra la stazione Termini di Roma e l’aeroporto di Fiumicino [1]. Non essendo stato comunicato, appunto, il ritardo, il viaggiatore (un avvocato che ha, così, perso una prestazione professionale) non ha potuto organizzarsi in altro modo. Si tratta della prima volta che Trenitalia è stata condannata a risarcire un cliente per un ritardo non comunicato e della prima volta che l’azienda ha rinunciato all’appello.

Fare causa a Trenitalia per il mancato riscaldamento sulle carrozze

Non solo ritardi, però. Sempre nel 2013, la IX sezione del Tribunale di Roma ha condannato Trenitalia a pagare un risarcimento di 350 euro più le spese legali (totale 1.050 euro) dopo una causa avviata da un viaggiatore per il freddo patito durante un viaggio: l’impianto di riscaldamento non funzionava bene e la carrozza era diventata una cella frigorifera. Il passeggero in questione era il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Per creare un precedente, si rivolse al Giudice di pace, vincendo la causa. Trenitalia presentò ricorso al Tribunale Civile, il quale, però, confermò la prima sentenza: 350 euro di risarcimento più altri 700 euro di spese legali.

Causa a Trenitalia per carrozze sporche

Ce n’è di più. E’ possibile fare causa a Trenitalia anche per le carrozze sporche, come riconosciuto dalla sentenza di un Giudice di pace di Roma [2] che ha condannato l’azienda a pagare ad uno studente di Spoleto un indennizzo di 1.000 euro per danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale a causa delle scarse condizioni igieniche della carrozza su cui viaggiava. In pratica, il ragazzo – ai tempi studente di giurisprudenza e, per questo motivo, pendolare abituale – ha visto aggravarsi il suo problema di asma dopo diversi viaggi in treno ed ha fatto causa a Trenitalia per dimostrare la responsabilità dell’azienda (riconosciuta dalla sentenza) sui suoi problemi di salute. Il ragazzo ha allegato alla domanda alcune foto che dimostravano le scarse condizioni igieniche delle carrozze e l’inadempimento contrattuale di Trenitalia, tenuta a garantire condizioni accettabili per il trasporto dei propri passeggeri, rispettando il diritto alla salute imposto dalla Costituzione.

note

[1] Sent. n. 20851, Giudice di pace Dott. Gabriele Longo.

[2] Sent. n. 41354, Giudice di pace Dott.ssa Concettina Cardaci.

Autore immagine: 123rf.com

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