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Incidente stradale: come fare la causa?

23 marzo 2017 | Autore:


> Moduli Pubblicato il 23 marzo 2017



Come richiedere il risarcimento dei danni con l’indennizzo diretto: la costituzione in mora e la negoziazione assistita prima della citazione in giudizio.

A tutti, prima o poi, può capitare, avendo torto o ragione, di essere coinvolti in un incidente stradale.  Quando questo succede, si pongono immediatamente due tipi di questioni: di chi è la responsabilità del sinistro? Chi e come deve risarcire i danni? Nell’articolo cercherò di spiegare, brevemente, come fare per richiedere (e ottenere) il risarcimento dei danni secondo la vigente normativa, nota con il nome di «indennizzo diretto».

 

L‘indennizzo o risarcimento diretto è la «nuova» procedura liquidativa per i danni subiti in conseguenza di un sinistro stradale tra due veicoli introdotta dal cosiddetto Decreto Bersani [1] che comporta, in buona sostanza, la facoltà, in presenza di alcune condizioni, di richiedere il risarcimento dei danni non alla compagnia di assicurazione dell’altro veicolo coinvolto nel sinistro, ma direttamente alla propria compagnia di assicurazione. Da qui il nome indennizzo diretto.

La prima cosa da fare in seguito ad un incidente, accertata la praticabilità della procedura di indennizzo diretto [2] secondo le previsioni di legge (restano, ad esempio, escluse da questo regime i sinistri senza urto, quelli avvenuti con veicoli stranieri, i danni al terzo trasportato, e altri) è quella di compilare e sottoscrivere il cosiddetto modello Cai (contestazione amichevole incidente). Si tratta, in pratica, del «modulo blu» con il quale i conducenti dei veicoli coinvolti nell’incidente, dichiarano la dinamica dello stesso (anche realizzando un piccolo disegno del teatro del sinistro) e le proprie rispettive osservazioni.

Il Cai può essere sia sottoscritto da entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro sia da uno soltanto di essi. La diversa forma di sottoscrizione è particolarmente importante per quanto riguarda il termine entro il quale la compagnia di assicurazione, chiamata a risarcire i danni, è tenuta a formulare un’offerta di risarcimento al danneggiato.

Quando il modulo di contestazione amichevole di incidente è, come si dice, a doppia firma (sottoscritto cioè da entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro) l’assicurazione è tenuta a formulare la propria offerta entro il termine di trenta giorni; il termine è aumentato a sessanta giorni nel caso di sottoscrizione singola.

Gli indicati termini cominciano a decorrere, chiaramente, dal momento in cui l’assicurazione è stata formalmente informata del sinistro e messa nella condizione di poter effettivamente valutare l’entità dei danni subiti e da risarcire. Ora, è ovvio che nel sinistro potrebbero anche essere rimaste ferite delle persone (uno dei conducenti ad esempio) e, anche in questo caso, purchè si tratti di microlesioni [3] e non sia rimasto ferito un «terzo trasportato» [4], la procedura può, sostanzialmente, dirsi essere la stessa.

Anche se, molte (se non tutte) le compagnie di assicurazione per la r.c.a (responsabilità civile auto) hanno predisposto un sistema di comunicazione dei dati del sinistro attraverso internet (sui siti web delle assicurazioni vi sono dei moduli da compilare proprio al fine di comunicare il sinistro e richiedere i danni) è opinione di chi scrive che sia sempre preferibile, in prospettiva e nell’ipotesi di dover avviare una formale azione di richiesta danni in sede giudiziaria, l’invio delle richiesta danni a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Nella raccomandata, detta «lettera di costituzione (o messa) in mora», dovranno essere indicati una serie di dati e notizie che consentono all’assicurazione di effettuare le dovute verifiche e la valutazione dei danni subiti dai veicoli coinvolti nell’incidente. Senza elencare specificamente quali debbano essere questi dati, vi riporto sotto nella sezione «in pratica» un modello di lettera di costituzione in mora con indicazione di tutti i dati indispensabili che debbono necessariamente essere indicati.

Come è facilmente intuibile, prima di procedere all’offerta di risarcimento, l’assicurazione dovrà far ispezionare il veicolo da un proprio fiduciario tecnico (il cosiddetto perito) per la stima e la valutazione dei danni, il quale, anche eventualmente in contraddittorio (il danneggiato potrebbe, cioè, richiedere che la stima sia fatta in presenza di un proprio tecnico di fiducia) redigerà la propria perizia di valutazione rimettendola poi alla compagnia di assicurazione sua mandante.

Se tutto procede in maniera lineare, nel senso che, chiara appare la dinamica del sinistro e le relative responsabilità, corretta è stata la costituzione in mora, soddisfacente appare la quantificazione dei danni operata dal perito e non vi siano contestazioni, la procedura di richiesta di risarcimento danni per l’incidente può dirsi sostanzialmente conclusa e l’assicurazione, previa accettazione scritta del proprietario del veicolo danneggiato, provvederà a rimettere gli importi del risarcimento a mezzo bonifico bancario ovvero con assegno.

La questione risarcitoria si complica, invece, in tutti i casi in cui vi sia una qualche contestazione o rispetto alla cifra da risarcire (il cosiddetto quantum del risarcimento) oppure relativamente alla imputazione delle relative responsabilità nella produzione del sinistro.

Facciamo un esempio. Poniamo il caso che la vettura di Tizio, ferma all’uscita del proprio garage dopo aver eseguito una manovra di retromarcia, sia tamponata dall’auto condotta Caio il quale, proveniente da tergo (da dietro) non si avvede della presenza della vettura di Tizio e finisca per urtarla sul lato posteriore, danneggiandone il paraurti e la fanaleria.

In ipotesi di questo tipo, trattandosi di tamponamento contro auto non in movimento, l’imputazione della relativa responsabilità dovrebbe essere ricondotta a Caio che, per distrazione o altra ragione, non si è avveduto della presenza dell’altra autovettura finendo per tamponarla e danneggiarla. Ma cosa succede se Caio dichiara (a torto o a ragione) che in realtà la vettura di Tizio non era ferma ma si stava ancora spostando il retromarcia? Di chi è la responsabilità in questo caso?

Potrebbe ritenersi che, in uno scenario del genere, si sia venuta a creare una dinamica nella quale è stata la condotta di guida di entrambi i conducenti a determinare il sinistro (il cosiddetto concorso di colpa) ragione per la quale, di conseguenza, l’assicurazione potrebbe essere disposta a risarcire i danni solo in parte.

Continuando a ragionare nell’esempio che si sta facendo, Tizio dovrebbe, a questo punto, decidere se accettare il risarcimento parziale (determinato in misura della percentuale di colpa riconosciutagli nel sinistro) oppure, ritenendo di avere ragione e quindi di avere diritto al risarcimento integrale di tutti i danni patiti dalla sua autovettura, non accettare le condizioni della offerta e determinarsi a richiedere il risarcimento facendo causa all’assicurazione.

Si badi bene però: prima di poter avviare formalmente la causa (citando in giudizio l’assicurazione) Tizio dovrà, a questo punto rivolgendosi a un avvocato (sin qui  avrebbe potuto anche fare tutto da solo) invitare, ancora una volta a mezzo di lettera raccomandata, l’assicurazione a stipulare la cosiddetta convenzione di negoziazione assistita. La convenzione di negoziazione assistita è una sorta di contratto con il quale le parti (il danneggiato e l’assicurazione) indicano i loro rispettivi rappresentanti (di norma gli avvocati) i quali instaureranno tra loro dei contatti, senza nessuna particolare formalità, volti alla definizione bonaria (cioè concordata) della questione risarcitoria cercando il raggiungimento di un’intesa che possa dirsi soddisfacente per entrambe le parti.

La partecipazione alla stipula della convenzione di negoziazione assistita non è obbligatoria: l’assicurazione potrebbe, infatti, rifiutarsi di aderire all’invito che le è stato rivolto. A questo punto, decorso il termine di trenta giorni dall’invito formulato senza che vi sia stato riscontro (o subito, in caso di riscontro negativo) si potrà procedere a citare in giudizio la compagnia di assicurazione per richiedere al giudice che quest’ultima sia condannata al risarcimento di tutti i danni e al rimborso di tutte le spese sostenute per la causa.

La causa si avvia mediante notificazione di atto di citazione il quale dovrà essere redatto secondo tutta una serie di requisiti previsti dalla legge [5] con il quale, in buona sostanza, si chiama in giudizio la compagnia di assicurazione per la responsabilità civile (e in alcuni casi anche il cosiddetto responsabile civile ovvero il proprietario dell’altro autoveicolo coinvolto nel sinistro).

Come tutti sanno, la causa non si esaurirà nel corso di un’unica udienza ma andrà avanti, per un tempo e un numero di udienze difficilmente prevedibile (se non, in qualche misura, sulla base dell’andamento degli stessi tipi di giudizio in quello specifico foro) e, come tutte le cause, non può affatto ritenersi scontato e certo l’ottenimento di un risultato positivo e soddisfacente.

Racc. A/R

Spett.Le  Società di assicurazioni 

 

Oggetto: richiesta di risarcimento danni e costituzione in mora.

Sinistro del: giorno ………….,  ore 09.00 circa,   in località ………………nei pressi di………….;

Danneggiato: Tizio nato a …………….. il ………….., quale proprietario dell’autovettura mod………targata……..

Veicolo investitore: mod……….. Tg…………., condotta da Caio  nato a ………… il………………, residente in…………………. alla Via……………… (se si conoscono i dati della polizza indicarli)

Modalità:   (specificare in modo dettagliatole modalità del sinistro e i danni riportati.

Tanto premesso, lo scrivente………………… VI INVITA  a prendere contatti  onde esperire il bonario componimento.

VI AVVERTE  che trascorsi infruttuosamente i termini di cui alla vigente normativa, si adirà la competente Autorità Giudiziaria, per la tutela di ogni diritto, ragione ed azione, informando gli organi di controllo delle Vostre inadempienze.

Si richiede perizia di accertamento tecnico dei danni sofferti dal veicolo………..

Il veicolo resta a V/s disposizione per la stima, previa fissazione di appuntamento,  entro giorni 8, escluso i festivi, a far data dalla ricezione della presente, presso il seguente indirizzo………………..

La presente richiesta di risarcimento danni è da valere ad ogni effetto di legge quale atto di formale costituzione in mora.

Distinti saluti.

  • Si allega modello Cai;

Luogo e Data,

Firma

note

[1] D.L.  223/2006 del 4 luglio 2006.

[2] A seguito dell’intervento della Corte costituzionale è oggi previsto che “l’azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno.” (Cort. Cost. sent. n. 180/09).

[3] Sono microlesioni quelle che determinano un danno biologico inferiore o uguale ai 9 punti percentuali di invalidità.

 [4] Ai sensi dell’art. 141 codice delle assicurazioni, per il «terzo trasportato» la richiesta di risarcimento va sempre fatta alla compagnia di assicurazione del vettore.

 [5] Art. 163 cod.proc.civ.

 


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