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Provarci con una ragazza può essere violenza sessuale?


Provarci con una ragazza può essere violenza sessuale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 marzo 2017



Approcci non accettati: quando smettere di provarci con una ragazza. Il bacio sulla guancia può essere violenza sessuale se lei non ci sta e lo dimostra; in quel caso è meglio non tentare di forzarla.

 

In un’epoca in cui i giudici non fanno tanti sconti quando si parla di violenza sessuale o di tentata violenza sessuale, è sempre bene conoscere il confine tra l’approccio galante e la forzatura. Se anche può essere vero – come ironizzava qualche comico – che quando lei dice «no» è «sì», e quando dice «sì» è invece «forse», bisogna comunque saper interpretare bene il linguaggio di una donna, non solo quello verbale, ma anche e soprattutto quello del corpo. Perché il gesto di ritrarsi o il classico schiaffo dimostrano una cosa chiara anche ai più tonti: lei non ci sta. Il rischio di una cattiva interpretazione di quella che è la reale intenzione di una ragazza è di trovarsi con una denuncia sul capo. È mai possibile però che provarci con una ragazza può essere violenza sessuale? In alcuni casi sì: vediamo quando.

Dare un bacio a una donna quando lei non ci sta può essere violenza sessuale se il tentativo viene accompagnato da un atto fisico di costrizione: la mano sulla nuca per spingerla contro la propria bocca, una stretta sui fianchi per evitare che si divincoli oppure chiuderla con le spalle al muro e bloccarla con le braccia a destra e sinistra. Vanno peggio le cose all’audace corteggiatore che, preso dall’istinto del testosterone, tenta anche di metterle una mano sul seno o sulle cosce. Anche il pizzicotto sulle natiche, benché dato in modo ironico e scherzoso, integra la violenza sessuale.

Il bacio sul collo, non voluto, è violenza sessuale. Non può neanche farsi una distinzione, in base all’intensità del bacio, considerando che, potenzialmente, ogni tipo di bacio può essere potenzialmente idoneo a invadere la sfera intima altrui. Lo è anche l’abbraccio forte, per sentire il corpo di lei e le relative zone erogene contro il proprio. E se tutto ciò vi può sembrare eccessivamente rigoroso state a sentire cosa ha detto la cassazione: anche il bacio sulla guancia può integrare la «tentata violenza sessuale».

 

Il punto, come dicevamo, è saper interpretare, più che le parole, i segni di insofferenza della donna. Provarci con una ragazza che dice no, ma si lascia baciare è un conto. Provarci con una ragazza che sposta la bocca dall’altro lato e si copre è tutto un altro e, in quest’ultima ipotesi, lei può sporgere denuncia per violenza sessuale.

 

A dirla tutta, secondo il tribunale di Torino le parole contano poco. Il giudice infatti ha assolto un uomo dal reato di violenza sessuale solo perché lei aveva detto «No, basta», senza però né chiedere aiuto, né «tradire quella emotività che pur doveva suscitare in lei la violazione della sua persona». Pertanto il tribunale ha assolto l’uomo perché «il fatto non sussiste».

 

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Autore immagine: 123rf com

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