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Malati di Alzheimer: la retta di ricovero la pagano anche i figli?

24 marzo 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 marzo 2017



Ho da anni il mio anziano padre malato di Alzheimer. Ho sempre provveduto a tutte le sue necessità anche se risiedo all’estero. Ora, per poterlo ricoverare in una struttura comunale, una commissione chiede di esaminare anche il mio Isee. Come mai? Non dovrebbe considerare solo l’Isee di mio padre?

Nell’autonomia concessa per legge ai Comuni, questi, a seguito della domanda di ricovero di un anziano e/o disabile in una struttura assistenziale, possono legittimamente prendere in considerazione sia il reddito Isee del soggetto richiedente il ricovero che quello dei familiari. Lo scopo è infatti quello di valutare innanzitutto, stante la specifica condizione sanitaria ed economica del soggetto bisognoso di cure, se e in che misura il Comune debba provvedere ad integrare la quota relativa al pagamento della retta di ricovero, anche tenuto conto della capacità di compartecipazione da parte delle rete familiare collegata.

Con specifico riferimento, tuttavia, ai malati di Alzheimer (specie nei casi di malattia ad uno stadio avanzato) il costo dovrebbe essere ad esclusivo carico del Ssn. Vediamo perché.

Accesso al ricovero in Rsa per anziani e disabili: l’autonomia dei Comuni

La Legge [1] attribuisce ai Comuni l’assunzione degli obblighi connessi all’eventuale integrazione economica per i soggetti che necessitano di ricovero stabile presso strutture residenziali.

Ciò comporta che le modalità e i criteri per la determinazione di interventi di sostegno economico a carico dello specifico Comune a beneficio di soggetti anziani e/o disabili residenti è demandata allo specifico regolamento del Comune interessato.

Dunque, ciascun regolamento, individua liberamente i presupposti per l’accesso alle prestazioni agevolate (quale quella al ricovero per l’anziano e/o disabile), secondo criteri comunque legati alle condizioni economiche del soggetto ed alla composizione della famiglia. Ma si può sicuramente individuarne delle caratteristiche comuni quali quella di:

  • garantire all’anziano o al disabile non autosufficiente il necessario percorso assistenziale;
  • assicurare sostegno economico all’anziano e alla rete familiare che si trovi in difficoltà;
  • garantire una valutazione equa ed omogenea della capacità economica della rete familiare chiamata a compartecipare alla spesa per la retta di ricovero tramite l’Isee (Indicatore Situazione Economica Equivalente);
  • consentire il diritto di libera scelta delle persone bisognose di assistenza in relazione alle strutture residenziali operanti nel Comune di appartenenza o in altri comuni.

Retta per il ricovero dell’anziano: quali redditi rilevano per avere il contributo del Comune?

Dunque, la compartecipazione economica da parte del nucleo familiare dell’anziano è un elemento caratterizzante questo tipo di domande che, per il loro accoglimento presentano di solito, sotto il profilo dei presupposti economici, alcuni requisiti generali quali:

  1. l’incapacità economica del richiedente a coprire il costo dell’intera retta. Tale capacità, in relazione alla quale è determinata l’entità dell’intervento comunale, viene valutata ed aggiornata annualmente;
  2. l’ incapacità dei nuclei familiari che compongono la rete di sostegno del richiedente di intervenire economicamente in misura sufficiente a coprire la retta di ricovero secondo criteri determinati nel regolamento;
  3. la non titolarità di immobili da parte del richiedente, ad eccezione della casa di abitazione se questa sia occupata da familiari quali i genitori e/o il coniuge e/o fratelli e sorelle e/o figli minori e/o figli con una disabilità permanente grave;
  4. la non titolarità di valori mobiliari da parte del richiedente, ad eccezione di una franchigia (non superiore ad un certo valore indicato nello specifico regolamento comunale) destinata a sostenere le spese personali.

Dunque, l’anziano o disabile ospitato in una struttura di ricovero residenziale di tipo assistenziale è di norma tenuto a concorrere al costo della retta con la eventuale compartecipazione della famiglia.

 

Retta di ricovero nell’Rsa: come si compone?

A riguardo è bene chiarire quali sono le componenti della retta di ricovero nella struttura assistenziale. Essa prevede in particolare:

– una quota sanitaria (generalmente la metà dell’intero) a carico del Sistema sanitario regionale e che viene erogata tramite le Asl di appartenenza,

– nonché una quota sociale o alberghiera (ossia l’altra metà) a carico del Comune con la compartecipazione del beneficiario e la rete familiare collegata, determinata in base all’Isee socio-sanitario. In particolare, per la determinazione del contributo a carico del Comune si terrà conto della situazione economica del richiedente derivante dall’insieme dei seguenti elementi:

  • redditi ai fini Irpef quali ad es.: indennità di accompagnamento, assegno di invalidità, rendite Inail-Inps o di altro ente; pensioni per ciechi e per sordomuti, assegno sociale/ reversibilità, redditi prodotti all’estero non dichiarati in Italia;
  • beni mobili, come ad es.: libretti di risparmio, depositi bancari; investimenti finanziari, ecc..

Per determinare, inoltre, la situazione economica dei nuclei familiari che compongono la rete di sostegno familiare dell’anziano e/o disabile sono presi, di norma, in considerazione l’insieme dei nuclei familiari conviventi e non conviventi, con il destinatario dell’intervento comunale (fatta esclusione del coniuge separato legalmente e non convivente).

I predetti nuclei familiari sono dunque tenuti a presentare all’ufficio di competenza la propria certificazione Isee.

A seguito dell’esame della predetta documentazione, la quota della retta non coperta dal richiedente viene ripartita aritmeticamente in base al numero dei nuclei familiari coinvolti nel procedimento secondo parametri stabiliti dal singolo regolamento.

Per sintetizzare, quindi, l’integrazione da parte del Comune a copertura della retta di ricovero viene determinata solitamente in questo modo: al costo effettivo della retta dell’anziano/disabile si somma la capacità economica della persona (e della sua famiglia) che richiede il ricovero, a cui si sottraggono le spese personali.

Assistenza ai malati di Alzheimer: come funziona il pagamento della retta?

Ciò detto in linea generale, va tuttavia specificato che, con specifico riferimento ai malati di Alzheimer, la giurisprudenza [2], nel corso degli ultimi anni, ha chiarito che le cure di cui essi necessitano hanno natura prevalentemente sanitaria, e pertanto le rette di ricovero presso enti pubblici o anche case di cura convenzionate non devono essere a carico del paziente o dei suoi familiari, ma sono ad esclusivo carico del Servizio sanitario nazionale.

Dunque, in caso di patologie invalidanti quale quella da cui è affetta il padre del lettore, i costi del ricovero dovrebbero ricadere prevalentemente sul Servizio sanitario nazionale e non sulle famiglie.

Converrà perciò a quest’ultimo valutare il da farsi solo a seguito della risposta ottenuta dalla commissione comunale.

Per un approfondimento si legga: Assistenza malato di Alzheimer, cosa paga il servizio sanitario?

note

[1] Art. 6 co. 4 Legge n.238/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali).

[2] Cfr. Cass. sent. n. 4558 del 22.03.2012; Cass. sent. n. 22776/2016; Trib. Verona, sent. n. 609 del 21.03.2016.


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