Arriva il reato di omicidio d’identità: cos’è e chi punisce

23 Marzo 2017 | Autore:
Arriva il reato di omicidio d’identità: cos’è e chi punisce

Tre nuovi articoli sul codice penale contro chi sfregia le donne. Pene non inferiori a 12 anni, aumentate di un terzo se c’era una relazione fra entrambi.

Il codice penale si arricchisce di un nuovo reato: l’omicidio d’identità. Il Parlamento sta per approvare un disegno di legge, condiviso da tutte le forze politiche, che punisce chi sfregia un’altra persona. Per chi lo fa con l’acido, o con un coltello o con un qualsiasi altro strumento o arma. Gli ormai troppi casi di cronaca – alcuni anche piuttosto recenti di cui rimangono vittime, troppo spesso, le donne – hanno portato ad elaborare un nuovo provvedimento che introdurrà nel codice penale tre nuovi articoli [1] per colmare un vuoto normativo nel nostro Paese e creare un importante precedente per gli altri Stati europei, dove non è ancora previsto questo tipo di reato.

Vediamo, allora, che cos’è il reato di omicidio d’identità e chi punisce.

Omicidio d’identità: lo sfregio come morte civile

Secondo i firmatari del disegno di legge sull’omicidio d’identità, il volto distrutto e volutamente sfregiato per sempre «ha il valore di una morte civile, inferta con inaudito cinismo e frutto o causa, sopra ogni cosa, della volontà violenta di restare unici padroni dell’io profondo della vittima che si sarebbe voluta possedere». Ecco perché, si aggiunge, non bastano le pene previste dal codice penale per lesioni gravi o gravissime subite in qualunque altre parte del corpo umano: lo sfregio del volto – sentenziano i firmatari del ddl – va a incidere profondamente sull’identità fisica, sociale e psicologica».

Cosa prevede il ddl sull’omicidio d’identità

Tra le novità più importanti del nuovo disegno di legge sull’omicidio d’identità c’è quella della reclusione non inferiore a 12 anni per chi sfregia il volto di un’altra persona. Ma se c’era una relazione tra l’aggressore e l’aggredito:

  • la pena aumenta di un terzo (minimo 16 anni di reclusione);
  • c’è l’interdizione dalle professioni;
  • l’aggressore resta escluso dall’eredità e perde il diritto agli alimenti.

L’aumento di un terzo della pena è previsto non solo per ex fidanzati, ex conviventi o ex coniugi ma anche per ascendenti o discendenti della vittima (genitori o figli).

Con il nuovo disegno di legge sull’omicidio d’identità verrà istituito anche un Osservatorio permanente per le azioni di monitoraggio, prevenzione e contrasto al fenomeno dello sfregio. La struttura coinvolgerà rappresentanti dei ministeri dell’Istruzione e dell’Interno.


note

[1] Artt. 577-bis, 577-ter e 577-quater.

Autore immagine: 123rf.com


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